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Italia > Esteri

L’Austria non cede all’odio

di Peter Forst

- Fonte: Città Nuova

Dopo l’attacco terroristico, le parole del Presidente, del Cancelliere e dei rappresentanti delle religioni cristiana e musulmana

(AP Photo/Matthias Schrader)

Con un minuto in silenzio oggi a mezzogiorno l’Austria ha commemorato le vittime dell’attacco terroristico di lunedì sera. I colpi sono stati sparati nel centro di Vienna a partire dalle ore 20. Quattro civili e un attentatore sono rimasti uccisi. Inoltre, più di una dozzina di persone sono rimaste ferite, alcune delle quali in modo grave, tra cui un agente di polizia. La polizia suppone che ci siano stati diversi attentatori.

L’aggressore ucciso era un seguace dell’ISIS di 20 anni con cittadinanza sia austriaca che nord macedone. Nel 2019 è stato condannato a 22 mesi di carcere per aver tentato di partire per la Siria per unirsi all’ISIS.

Stamattina sia il Presidente della Repubblica, Alexander van der Bellen, sia il cancelliere Kurz, si sono rivolti al pubblico. Già le prima parole del Presidente facevano capire il tono dei due discorsi. Van der Bellen si è rivolto agli austriaci e «a tutti gli uomini che desiderano convivere pacificamente in Austria». Ha parlato di «un attacco al cuore della nostra società. […] Le nostre lacrime scorrono per tutti coloro che hanno perso la vita. […] Abbiamo lottato troppo duramente per la libertà e la tolleranza per arrenderci ora. […] L’odio non cadrà su un terreno fertile nella nostra società. L’odio non potrà mai essere così forte come la nostra comunità nella libertà nella democrazia, nella tolleranza e nell’amore!».

Il cancelliere Sebastian Kurz nel suo discorso ha detto: «L’attacco era rivolto a tutti noi, è stato un attacco alla nostra società libera. Ma noi difenderemo i nostri valori. […] Non si deve cadere nella trappola dei terroristi: il nemico, il terrore islamico, vuole dividere la nostra società. Non daremo spazio a questo odio. Il nostro nemico non sono mai i membri di una comunità religiosa, ma i terroristi. Non è una lotta tra cristiani e musulmani o tra austriaci e migranti, ma una lotta tra civiltà e barbarie».

Sia Van der Bellen che Kurz hanno ringraziato la comunità internazionale che trovano unita e solidale dietro l’Austria. «Buono a sapersi!», ha detto Van der Bellen.

Anche i rappresentanti delle comunità religiose si sono espressi in questa direzione: Il cardinale Christoph Schönborn ha ricordato che l’Austria ha vissuto per quasi 40 anni senza terrore. «L’odio non può in alcun modo essere la risposta all’odio cieco che si è espressa in questa notte». Ümit Vural, il presidente della Comunità religiosa islamica austriaca, ha espresso la sua solidarietà alle persone colpite, affermando che è stato «un attacco alla nostra Vienna, un attacco a tutti noi». Ha condannato profondamente l’atto vile e atroce. «Non c’è giustificazione per la violenza. Punto e basta».

L’Austria ha conosciuto la polarizzazione in questi ultimi anni. Davanti ad un dolore inesprimibile riscopre la forza della solidarietà e dell’amore. I suoi rappresentanti trovano parole coraggiose e saggie. Uniamoci a loro.

 

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