L’attimo presente di Cindy

La determinazione della Klassen, campionessa di pattinaggio di velocità, nelle prove della vita.
Cindy Klassen
Oggi la Klassen è una pluridecorata pattinatrice in attività. Ma, per arrivare in alto, ha dovuto accettare una serie di “prove”.

«Siate sempre allegri – dice –; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie». Così, tale e quale. Non è frequente che un campione dello sport inserisca una citazione religiosa nella home page del proprio sito Internet (in questo caso tratta da una lettera di Paolo ai Tessalonicesi). Così come non è frequente che un campione dello sport, all’apice del successo e in piena forma fisica, interrompa la stagione agonistica solo per dare conforto a un familiare in difficoltà. Non è frequente, ma succede, come nel caso di Cindy Klassen.

 

Cindy ama la letteratura, l’arte e la buona musica. Ma, soprattutto, Cindy è una ragazza che ama Dio e la sua famiglia. Da piccola aveva un sogno: diventare una giocatrice di hockey su ghiaccio e disputare un’Olimpiade con la maglia del Canada. Per tredici anni ha inseguito il suo sogno con dedizione e tenacia, sino ad arrivare a un passo dal realizzarlo quando stava per essere selezionata per i Giochi del 1998. Alla fine, però, i tecnici la esclusero, provocando in lei una forte delusione. «Dio in quel momento mi stava mettendo alla prova», ha ricordato più volte in seguito.

 

Cindy a quel punto decide di provare il pattinaggio di velocità, disciplina verso cui dimostra subito di possedere un talento innato: una medaglia iridata nel 2001 (ne metterà poi al collo altre 15 tra il Mondiale del 2002 e quello del 2007), una ancor più prestigiosa alle Olimpiadi del 2002. In poco tempo la Klassen diventa una delle migliori pattinatrici dello scenario mondiale. Poi, nell’ottobre del 2003, ecco un nuovo imprevisto sulla sua strada.

 

Durante un allenamento cade e viene investita dalla lama di un pattino di un atleta cinese che le lacera dodici tendini dell’avambraccio destro, un nervo e una arteria. Dopo l’operazione che ne consegue, la ragazza di Winnipeg non recupera più la sensibilità in due dita e perde parzialmente la forza nella mano, ma non la speranza e l’amore per il suo sport.

Tornata alle gare dopo quasi un anno di stop, Cindy diventa la donna simbolo ai Giochi di Torino 2006 quando vince ben cinque medaglie. «In questo momento il pattinaggio è una parte rilevante della mia vita, ma devo essere pronta ad accettare altro se Dio ha pensato per me qualcosa di diverso», ha affermato nel momento della massima gloria sportiva.

 

Cindy continua a vincere ma, nel febbraio del 2008, a poche settimane dalla disputa dei Campionati del mondo (manifestazione in cui è sempre salita sul podio nei sette anni precedenti), decide di fermarsi e chiudere in anticipo la stagione per stare più vicino a sua sorella Lisa, sopravvissuta a un grave incidente stradale: «La mia famiglia viene prima di tutto. Lo sport è importante, ma non è tutto».

 

Quando è pronta per ricominciare, infortuni vari ed operazioni ad entrambe le ginocchia le impediscono di tornare subito in pista. Il processo di guarigione si rivela più complicato del previsto e i medici le consigliano di abbandonare l’attività agonistica. «Sono nella mani di Dio, non devo preoccuparmi di quello che accadrà», dice.

 

Seppur a fatica lo scorso anno Cindy riesce comunque a riprendere a pattinare e a partecipare addirittura alle Olimpiadi di Vancouver anche se, a causa di un persistente fastidio alle gambe, non riesce più ad ottenere risultati importanti.

Ma mai dire mai… Quest’anno, sorprendendo un po’ tutti, la Klassen è infatti tornata a salire sul podio in una gara di Coppa del mondo dopo quasi tre anni. Adesso la vedremo impegnata nelle finali di Coppa del mondo (Heerenveen, Olanda, dal 4 al 6 marzo) e nel Campionato del mondo (Inzell, Germania, dal 10 al 13 marzo). Forse Cindy non riuscirà a vincere una medaglia, ma siamo certi che, comunque vada, il sorriso splenderà sul suo volto.

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