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Italia > Società

L’Aquila cantiere multiverso

di Mariagrazia Baroni

- Fonte: Città Nuova

Tra dati e appuntamenti da capitale della cultura 2026, nel ruolo di capitale della rinascita post sisma, sarà osservatorio permanente delle politiche culturali.

L’Aquila Di Raboe001 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/

A pochi giorni dalla notizia di Ancona capitale della cultura per l’anno 2028, prosegue l’avventura de L’Aquila col suo ricco programma di iniziative dal titolo “Un territorio, mille capitali”, per il suo anno d’elezione. Eventi per 300 giorni in più di 100 luoghi su tutto il territorio della provincia, con propaggini nell’intero territorio abruzzese e laziale, o meglio, reatino. Obiettivo: divenire modello di rinascita permanente dopo il terremoto del 6 aprile di 17 anni fa, coinvolgendo in modo stabile i 56 borghi del Cratere del 2009 e 2016 in un rilancio socioeconomico attraverso la cultura.

Quel ‘multiverso’, oggetto del dossier con cui L’Aquila ha presentato la propria candidatura, del voler essere testimonianza della convivenza  di più dimensioni stratificate: borghi e centro storico, passato e futuro, nascita e rinascita. Proprio il 17 gennaio, giorno dell’inaugurazione a capitale italiana della cultura alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di 15mila persone, il focus della cerimonia erano stati “la rinascita e il perdono”, gli elementi di unità cittadina: il sisma e la Perdonanza celestiniana.

Innegabile non sottolineare che questa vicenda culturale abbia anche una valenza numerica.  Numeri, resi noti al Bit (Borsa internazionale del turismo, ndr.) di febbraio, in una tavola rotonda  ad hoc. Turisti che, dal momento dell’intitolazione a capitale della cultura, sono aumentati. Si parla di un  un +22% di arrivi e un +83% di presenze nel 2025. Il confronto, poi, con i mesi estivi degli ultimi anni è di peso: 41.320 visitatori nel 2018; 132.794 nel 2025. Un risultato importante, trattandosi di una città praticamente rasa al suolo 17 anni fa. Importante altresì, poiché nel progetto di capitale della cultura, si avvia per L’Aquila anche il primo Osservatorio culturale urbano in Italia, organismo che misurerà l’impatto delle politiche culturali su coesione, benessere e sviluppo.

E ora il programma. Ricco, dal respiro nazionale ed internazionale coinvolge diversi attori istituzionali e non, in percorsi e iniziative che si intrecciano ai già noti eventi estivi identitari di L’Aquila quali: Perdonanza, Cantieri dell’Immaginario o il Jazz Italiano per le Terre del Sisma.

Mostre

Anzitutto gli eventi legati al Munda, il Museo nazionale d’Abruzzo, tornato nella sua sede del forte spagnolo, che ospiterà l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Il piccolo quadro comprato recentemente dallo Stato ad un’asta, avrà una nuova residenza per quest’anno e in modo permanente: L’Aquila. Lo stesso museo ospiterà, poi, l’attesissima mostra “La Visitazione a L’Aquila”. Raffaello e Pontormo” dal 27 giugno al 27 settembre. Le due sacre rappresentazioni dello stesso evento evangelico sono, quella del Pontormo, esempio sublime del Manierismo e quella di Raffaello Sanzio, in Italia fino al 1655 ed oggi al museo del Prado.

Al Maxxi de L’Aquila, invece, a settembre verrà inaugurata la mostra sull’artista dell’Avanguardia e studioso Fabio Mauri curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, che si incentra sui venti anni trascorsi in Abruzzo, dal 1979 al 1999,  come docente di estetica all’Accademia delle Belle Arti. E ancora, sempre al Museo nazionale delle arti del XXI secolo, sempre nel palazzo Ardighelli, una mostra dal 28 aprile sull’opera di Ai Weiwei intitolata “Aftershock”. Un’esposizione sui cinquant’anni di attività fino alle ultime opere in Ucraina del 2025, che  esplorerà conflitti, disastri ambientali e corruzione. Fino al 29 marzo sempre presso il Maxxi, prosegue il format multidisciplinare “Sond. The school of the narrative dance” di Marinella Senatore.

Sempre afferente al circuito del Maxxi, a giugno, altre due mostre, in location differenti. La prima sull‘architettura abruzzese “Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960” nel palazzo Onmi. La seconda, itinerante, si intitola “Oltre il visibile”, con performance e opere fotografiche dell’artista cinese Liu Bolin nei luoghi iconici quali: Basilica di Collemaggio, Rocca Calascio e Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Musica

Molto intenso anche il programma degli appuntamenti musicali. Anzitutto per ciò che vedrà protagonista il pianista Nicola Piovani il 18 luglio. Il compositore italiano eseguirà “Messa”, in prima assoluta. Un’opera commissionata dalla Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” per il suo 80simo anniversario. Prima edizione, invece, per l’ “International Conducting Competition Vittorio Antonellini”, un concorso internazionale rivolto a giovani direttori d’orchestra. Anche il poverello d’Assisi verrà celebrato nell’anniversario del suo 800simo dal transito. In particolare c’è attesa per il concerto, il 18 aprile, dell’orchestra dell’istituzione sinfonica con la prima esecuzione per coro, orchestra e voce dell’opera “Faccia a faccia con San Francesco” presso la basilica di San Bernardino a L’Aquila.

Natura e paesaggi

E infine, molte le iniziative che coniugano natura, arte e borghi, a significare in modo inequivocabile come Appennini e Massiccio del Gran Sasso non siano solo cornice ma parte integrante di questo rilancio socioculturale. Tra essi,  prosegue senza sosta l’esperienza “Arteparco”, progetto di arte contemporanea nato nel 2018 che integra installazioni artistiche nel Parco nazionale d’Abruzzo. O ancora il nuovo circuito di 15 borghi storici tra il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra lo zafferano di Navelli, le terre di Baronia o la valle del Tirino  per i “Paesi narranti del Gran Sasso”. I luoghi scelti faranno sperimentare un turismo lento, fatto di tradizioni e cultura locale. Tra essi, Calascio che in quest’anno della cultura, diventa anche luogo di studio permanente dell’archeologia medievale con l’Università de L’Aquila, prevedendo tra 29 giugno e 4 luglio una Summer school sullo studio delle pratiche di tutela dell’Italia di mezzo.

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