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Mondo > Portogallo

L’appello dei bambini al Summit dell’Europa sociale

di Javier Rubio

- Fonte: Città Nuova

L’8 maggio scorso al tg delle 20 sul canale nazionale portoghese RTP1 è apparso un simpatico appello che alcuni bambini dei Focolari hanno rivolto ai partecipanti al Summit dell’Unione europea sul sociale, che si svolgeva a Porto in quei giorni. Il servizio ha fatto notizia sui social ed ha provocato numerose reazioni.

Farsi spazio nei telegiornali, in particolare in quelli della tv pubblica, non è certo facile. Ci vuole qualcosa che attiri fortemente l’attenzione del giornalista (e del pubblico), qualcosa che sappia di nuovo, di non abituale, o che abbia un tale incanto da far notizia da solo. Così è accaduto nel Telejornal serale del canale portoghese Rtp1 di sabato 8 maggio. Lo “spazio” era l’informazione sul Summit Sociale dell’Unione europea, in corso a Porto in quei giorni, e perciò protagonista necessario dei media portoghesi. Il “tempo” concesso era di appena 30 secondi, ma sono già tanti per il contesto informativo, per le immagini e i suoi protagonisti: i bambini.

Proprio in quella prima settimana di maggio i giovani dei Focolari portavano avanti diverse iniziative della loro Settimana Mondo Unito, un appuntamento che da 25 anni si svolge in tutto il mondo all’inizio del mese di maggio, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di consolidare i valori che fanno del mondo un luogo più unito. All’appuntamento non mancano adulti, adolescenti e bambini. E sono stati proprio questi ultimi ad attirare l’attenzione del telegiornale portoghese, per il messaggio che portavano ai partecipanti al Summit dell’Ue: «Se vi prenderete cura di noi, noi ci prenderemo cura del mondo», motto ideato da una bambina di 10 anni e dal suo fratello minore.  Nel commento della giornalista, questi bambini, una decina, rappresentavano una delle manifestazioni che in quei due giorni si sono svolte a Porto, ma quella di quei bambini le è apparsa come del tutto sorprendente e antitetica rispetto a tutte le altre, perché propositiva e non rivendicativa. Forse anche per questo, la polizia non è intervenuta lasciando che i bambini continuassero con i loro cartelloni fino a consegnare la loro breve dichiarazione ai leaders europei partecipanti al Summit. Una dichiarazione che recitava: «Noi bambini ci rivolgiamo a tutti i nostri rappresentanti per chiedervi di prendervi cura di noi».

Certo, i bambini che hanno consegnato il messaggio non erano da soli, ma accompagnati da alcuni adulti che li incoraggiavano e trasmettevano loro sicurezza. «Quando Dio vuole, succede – ha detto uno di questi adulti – e con i bambini tutto è possibile, se li ascoltiamo e li sosteniamo». La notizia ha poi fatto il giro del mondo attraverso le reti sociali, suscitando commenti come questo: «Il messaggio di questi bambini è passato. La presidente della Commissione europea si è espressa così: “Che tipo di mondo avranno i bambini se non ci preoccupiamo di loro?”. Continuate a passare il messaggio e se avete bisogno di aiuto, io ci sono per aiutarvi».

E un altro commentatore scrive: «Questo messaggio mi ha fatto capire ancora di più il potere di trasformazione personale e sociale che viene dall’educazione e dall’informazione. Insegnare i bambini che cos’è la responsabilità e chi è responsabile è una lezione di cittadinanza radicale. Ho letto questo messaggio con gli occhi del bambino che vive ancora in me e mi ha fatto bene».

 

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