L’antico sapiente tra umano e divino -II.

Il sapiente e la dea
Si può tentare di comprendere la storia della cultura occidentale, nelle sue radici, avvicinando la figura del sapiente, prima, del «filosofo», poi. Che cosa ci dicono, nella loro vicenda? E come si situa, davanti a loro, quell'altro «tipo» di uomini, non sapienti nel senso della Grecia arcaica, non filosofi, ma piuttosto «generatori di sapienza»? Raccolti in un Convito nel quale non vengono scambiate parole ma si accoglie la Parola?

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