Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica classica

L’Angelo di fuoco

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Il lavoro di Sergej Prokof’ev all’Opera di Roma con la regia di Emma Dante

Non è di fuoco. Ma uno spiritello danzante e malizioso: prima uno, poi due o più. Sul  palcoscenico del romano Teatro dell’Opera i cinque atti del lavoro di Sergej Prokof’ev raccontano o meglio provocano nello spettatore  la miscela di amor sacro e profano, di conflitto tra fede e superstizione, ragione e passione, esoterismo  e misticismo del secolo XVI che la regista Emma Dante ambienta nella sua Palermo tra fine Otto e inizio Novecento.

Condendo gli episodi con rimandi alla vita di quartiere – osterie, donne pettegole, “teatro dei pupi”,  preti che bevono, ragazzi che scappano, eccetera -, ma inscenando tutto nell’unica, lugubre e pallida cripta del cimitero dei Cappuccini a Palermo. Nelle cui arche vibra gente viva o stanca o scheletri, come nel ventre di una terra di morte.

La regista  segue la musica e la commenta con figurazioni centrate – il corteo purpureo delle monache, quello velato di angeli- demoni, la”danza” degli sciancati (una squisita  danza dei morti  di sapore barocco) – sino  al finale.

Nella scena dell’Inquisizione, la regista però si spende nell’eccesso: monache-furie come fiamme infernali, benedizioni con la croce, l’Addolorata –icona molto amata dai siciliani – che diventa Renata suicida,  un sommossa ululante senza fine. Sono provocazioni ed eccessi che fanno spettacolo, ma sembrano servire più alla regista che alla musica.

Ma, a parte questo, la rappresentazione funziona. Ed è la musica a stringere lo spettatore nella sua morsa lancinante, aspra e zigzagante tra oscuri brontolii dell’orchestra e scoppi tremendi, mentre le voci si tendono fino allo spasimo dentro la massa sonora.  Espressionismo, o “divisionismo” musicale o estetismo sonoro tout-court?.

O non è piuttosto i l sentimento dello spasimo – assai forte nella regista siciliana come nella musica del compositore – ad unire i due mondi in apparenza così distanti, ossia la cultura mediterranea e il misticismo eterodosso russo? Certo Prokof’ev, grande orchestratore, sfodera i suoi talenti senza misura e l’opera ci attanaglia con la vis violenta della storia tra Renata, il cavaliere Ruprecht, il misterioso demoniaco angelo di fuoco e il Conte Heinrich, in mezzo al popolo, tra i vapori  sulfurei di Faust e Mefistofele, finendo con la morte.

Eros e thanatos, come sempre, misticismo erotico e spasmo intellettuale. Prokof’ev dice la sua con la musica, difficile certo o ostinatamente non-melodica, ma fascinosa.

Le voci  di Ewa Vesin (Renata) e Leight Melrose (Ruprecht), per citare solo loro, sono quelle di cantanti-attori che con amore entrano nella parte logorante, insieme al coro, alle coreografie dinamiche, restituendoci quest’opera del 1928 – musica e libretto di lui, Prokof’ev –  come il prodotto di una mente “matematica” di indubbia genialità. Spettacolo pregevole, anche grazie  alla direzione scandita e senza compiacimenti di Alejo Pérez. Fino al primo giugno.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876