L’amore è un sogno?

A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezz’estate). Musica di B. Britten. Roma, Teatro dell’Opera.
Una scena dell'opera

Parrebbe, secondo Shakespeare e la sua banda di fate, folletti e coppie gelose e appassionate.
Ci scherza sulla commedia scespiriana Benjamin Britten, mettendola in musica nel 1960, con una divertente con-fusione di stili, di caricature vocali del passato e di ammiccamenti jazzistici, sparsi con intelligenza e gusto. La storia è arcinota, la musica ora si lamenta, ora scherza coi toni della commedia dell’arte, non senza le risate dei tromboni e i voli delle arpe.
Ma quanto piacciono a Britten gli incantesimi delle fiabe, le notti dove il confine tra il vero e il sogno è questione di un filo o di un attimo, perché l’amore fibrilla nell’estate come passione irraggiungibile ma cercata, su cui si può ironizzare, lacrimare e scherzare come il malizioso, distratto spiritello Puck (il magnifico attore Michael Batten) e l’ambiguo Oberon, re delle Fate e geloso della sua Tytania.
Divertiamoci allora a scombinare questo mondo, come suggerisce la regia di Paul Curran, nello scambio tra l’oggi e un passato simil-archeologico, velocizzato dalla scena unica di un tempietto candido. Ci saranno equivoci, incantamenti e suoni, in una partitura raffinata come poche. Lo sanno il grande direttore, James Conlon, e lo sperimentato, affiatato cast.

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