L’amore apre la porta

Quando mi sono reso conto di amarla profondamente, sono entrato in avanzato stato confusionale ed ho digiunato per una settimana, dice Andrea. I suoi occhi si illuminano, parlandomi di lei, la ragazza che nove anni fa l’ha rubato all’altro amore della sua vita: quello per la buona tavola. Avevo solo due possibilità – continua -: dichiarare il mio amore oppure diventare promotore Weight Watchers. Come dimostra il mio attuale stato fisico, ho deciso di dichiararmi . L’amore prende fino alle viscere. Pensatori di tutti i tempi hanno cercato di analizzarlo. Oggi, non c’è termine più citato e meno conosciuto, spesso inquinato: Io credo che al primo posto nel mondo c’è l’amore – afferma Adriano Celentano in un’intervista su la Repubblica -, viene prima dei pasti principali, del lavoro, perché ti dà la carica per fare tutto. Ma quello che succede nel mondo è un peso che l’amore si sta sobbarcando. Anche due innamorati che potrebbero non pensare a nient’altro che al loro amore non lo sanno; ma poco per volta c’è questa goccia di tutti questi casini che succedono nel mondo che va a ferire il loro rapporto, anche se è bellissimo. I nostri occhi catturati dai talk show, fiction televisive e dal grande schermo del cinema, imparano che l’amore è passione. Più vi sono incertezze, contrasti e maggiore è la distanza dal reale quotidiano, più affascina. Lo suggeriscono gli straordinari dati di ascolto di film come Titanic, o fiction recenti, tipo Cime tempestose. Aumentano le trasmissioni televisive, siti web, feste per single (lock date party), in cui si offre l’occasione per l’incontro della vita: insieme alla sete d’amore, c’è il desiderio di vivere emozioni diverse; c’è la paura di sbagliare, c’è l’idea che si riesca ad amare solo trovando la persona giusta. Si aspetta il principe azzurro, ma, spesso, si continua a cercarlo. Senza trovarlo. Eppure il sogno più straordinario dei giovani – lo afferma il 92,4 per cento (V rapporto Eurispes) – è una famiglia serena. Un sogno che alle volte sembra irrealizzabile. Al cuore non si comanda? In generale si pensa che l’amore è sentimento. L’innamoramento è visto come una cosa ineluttabile – dice Raimondo Scotto, esperto di famiglia e di sessuologia -. Quando capita, dobbiamo necessariamente seguirlo . L’innamoramento si vive con la massima intensità, ma si consuma in poco tempo. Per cui, in nome del sentimento, si costruiscono rapporti e li si sfasciano con la stessa facilità. Stiamo insieme, si pensa, finché ci vogliamo bene. Insomma, l’amore è eterno finché dura, come titola un film di Carlo Verdone. C’è un grande analfabetismo affettivo – scrive Susanna Tamaro -; non sei come ti volevo o non sei più come ti volevo, perché è finito il sogno di amore sentimentale. Non c’è l’idea, di costruire qualcosa che piano piano cresce, consapevoli che, in questa costruzione, ci sono delle difficoltà (Verso casa). Ma come mai l’innamoramento tende ad affievolirsi? Alle volte lui/lei non è la persona giusta, e ce ne saremmo potuti accorgere prima, se avessimo cercato di conoscerlo/a in profondità… Più spesso, dopo un certo periodo di vita insieme, si scopre che l’anima gemella non risolve di per sé i problemi di relazione. Amare è un arte, dice Fromm, e un mestiere; non solo non si improvvisa, ma ha bisogno dell’impegno personale quotidiano. E questo impegno può trasformare il sogno d’amore in realtà. E poi la globalizzazione ha aumentato di fatto la diversità culturale nella coppia. Chi è pronto ad accoglierla? David Bell è scozzese, parla bene l’italiano, con un inconfondibile accento anglosassone. Come ti trovi ad essere sposato con un’italiana? Non puoi mai dare per scontato che l’altro pensi come te, né pensare di capire sempre quello che l’altro intende. Per noi, forse, è stato un aiuto a vedere che una cosa si può fare in un modo, ma anche in un altro: io ho scoperto che si può parcheggiare ovunque e che il tè senza latte non è poi così male, e Chiara ha scoperto che si può anche mangiare la pasta con l’insalata o fare una passeggiata anche se piove. L’importante è essere uniti. Molto spesso si citano i numeri dei divorzi. Ma sono altrettanto un dato di fatto le coppie numerose ancora innamorate non nonostante, ma grazie agli anni che passano. C’è una ricetta per mantenersi così? L’innamoramento è una fase di passaggio – dice Scotto -. Poi, deve diventare qualcosa di conquistato: ma- no a mano che andiamo avanti, viene in evidenza la diversità dell’altro; ma se impariamo a riconoscerla, a rispettarla, a prenderla dentro di noi, diventa una ricchezza e ci aiuta ad innamorarci di nuovo dell’altro, con i suoi lati positivi e negativi. Il sentimento è una cosa bella, ma occorre non lasciarci portare solo da esso. Dal sogno al progetto Tantissimi giovani hanno un forte desiderio di costruire un futuro insieme, ma si trovano di fronte a tanti ostacoli. La nostra cultura tende a concepire la libertà come un continuo sottrarsi ad ogni legame impegnativo – scrive Arturo Cattaneo, docente di diritto canonico del matrimonio -. In realtà è un’illusione: si diviene invece paradossalmente schiavi della fugacità e del capriccio del momento (Matrimonio d’amore). Così avviene molto spesso che i giovani sono indeboliti nella capacità di andare oltre il presente, per costruire un futuro migliore – scrive Michele De Beni, psicoterapeuta familiare -. Si sogna l’amore, ma libero da impegni. E questa crisi ha un nome: crisi di relazionalità come progetto . Le cause? La marginalità sociale, l’iperprotezionismo familiare, la complessità del contesto culturale. È fondamentale – continua De Beni – che i giovani capiscano l’importanza della progettualità. Essa è un valore che conferisce stabilità, lealtà e responsabilità alla coppia (Il dialogo nella vita di coppia). Ci sono poi scogli insormontabili per i giovani che intendono spiccare il volo, quelli posti dal contesto sociale: manca il lavoro, oppure è precario. Rocco e Alessandra abitano a Roma, e non si sono lasciati spaventare: Abbiamo fissato la data senza avere un lavoro sicuro e una casa nostra. Alessandra, con in tasca la laurea, era in attesa di occupazione, e a me era stato proposto un lavoro per due anni. Sentivamo però che era arrivato il momento. Il resto lo avremmo costruito insieme negli anni. Così per la casa: ci siamo resi conto che non riuscivamo a comprarla, ma era più forte il desiderio di stare insieme. Come far durare l’amore? Superati questi ostacoli, si può dire che la strada corra in discesa? Bastano due mestieri e una capanna per dare un futuro al proprio amore? Avevamo deciso di sposarci. E abbiamo scelto di fare un corso di preparazione al matrimonio – dicono Nicola e Jessica -, volevamo approfondire la conoscenza reciproca su cosa voleva dire una vita insieme. Abbiamo capito che il nostro amore, per funzionare sempre, doveva mettere radici non più sradicabili. Insieme a Dio, avremmo potuto vivere un amore capace di andare oltre tutto. Durante il fidanzamento si dovrebbe fare l’esperienza che l’amore supera le rispettive diversità – dicono Anna Maria e Danilo Zanzucchi, responsabili di uno di questi corsi di formazione per coppie -. È importante che il tempo che trascorrete insieme non sia riservato esclusivamente per lo svago e lo scambio di affettuosità. Il vostro è un periodo speciale, creativo, durante il quale condividere i valori, i rispettivi interessi, nella profonda conoscenza reciproca, che si arricchisce anche nel rapporto stimolante con altre persone. Per nove mesi, abbiamo vissuto Chiara in Italia – dice David – ed io a Londra; ci vedevamo solo una volta al mese. Finalmente poi lei è venuta in Gran Bretagna. In casa mia c’era un letto matrimoniale, ma non ho chiesto a Chiara di venire a vivere con me, anche se poteva sembrare logico. Mi dicevo: Ho aspettato trent’anni per conoscerla, posso aspettare qualche mese. In mille altri modi ci si può conoscere e più profondamente: parlando, lavorando insieme, preparando una cena per amici, organizzando una festa, scegliendo regali, facendo la spesa, risolvendo problemi. Così ho scoperto quanto io ero pronto ad amare. Per spiccare il volo, occorre un bel colpo d’ala. Gli psicologi sono concordi nell’affermare che la relazione dura nel tempo, se si prende forza dai princìpi solidi, dalle affinità intime e dai bisogni profondi che legano insieme. La casa occorre impostarla bene dalle fondamenta. INTERVISTA A VITTORIA BELVEDERE IL SOGNO NEL CASSETTO Interprete di fiction televisive di successo, è sposata da sei anni con Vasco Valerio, imprenditore. Ha due figli, Lorenzo, 4 anni, e una bambina in arrivo. Emma, come si chiamerà, le ha tenuto compagnia, in seno, durante le riprese di Rita da Cascia, in cui era la protagonista. Portare avanti il lavoro nello spettacolo e una famiglia non è semplice. Ogni giorno sento che qualche coppia nel nostro ambiente si separa… Forse perché la gente pensa molto a sé stessa, alla propria carriera, e poco ai valori primari. Per me, l’esempio lampante è quello dei miei genitori: sono sposati da trent’anni e la loro è un’unione felice basata sull’unità e sui sacrifici, una coppia che si gode il matrimonio. Come fate tu e Vasco a non perdervi di vista? C’è molto rispetto fra noi, non c’è invidia o rivalità. Ci alterniamo: ora io sono ferma, lui si è dato un po’ più da fare andando in ufficio tutti i giorni e quindi ho ripreso il mio ruolo di mamma, di moglie; però, siccome sa che per me è molto importante il mio lavoro, mi asseconda, mi segue, mi aiuta con Lorenzo.Vedremo come sarà l’organizzazione con due figli. Mi reputo fortunata per aver sposato un uomo come Vasco… Un pizzico di fortuna conta, ma alla fine tutto va coltivato. Cosa vi ha fatto innamorare? Intanto che fosse una persona così premurosa nei miei confronti. Poi sarà stato anche il momento: uscivamo tutti e due da una storia sentimentale precedente finita male. Però non è stato un colpo di fulmine, ci siamo frequentati per diversi mesi prima di arrivare a metterci insieme.Mi veniva a prendere mi portava fuori a cena, al cinema, a casa di amici, sempre amichevolmente, senza mai un secondo fine. Alcuni mesi e mi ha lasciata, senza liti. M’ha confidato di aver avuto paura, aveva bisogno di capire se questo sentimento che provava per me era sincero o solo un abbaglio. E poi? Continuava a chiamarmi. Mi diceva: Hai bisogno di qualcosa? Sei da sola questo week end?, sempre a livello amichevole. Una sera, portandomi fuori a cena, mi ha detto:Ma perché continui a insistere con me? Sei una bella ragazza, puoi avere tutti gli uomini che vuoi. Qual è il problema? – ho risposto -.Tu hai perfettamente ragione, però, secondo me, tu saresti l’uomo che ogni donna amerebbe avere al proprio fianco. Questa frase l’ho detta veramente col cuore in mano perché credevo in lui come persona… e da lì è scoccato di nuovo l’amore: abbiamo ricominciato a frequentarci più seriamente e lui un bel giorno mi ha detto:Penso che tu sia veramente la donna della mia vita. Mi vuoi sposare?. Oggi, sono innamorata di mio marito, come fosse il primo giorno. Cosa ha fatto crescere l’amore? L’abbiamo coltivato, ed è cresciuto con gli anni. Penso, il desiderio di voler fare le stesse cose, di avere gli stessi interessi, la famiglia, la voglia di avere dei figli, non accontentarsi, assaporare e capire il valore delle cose che man mano abbiamo conquistato. Si sogna una vita senza fatica, invece la felicità sta nel sudore… Il matrimonio non è stato un punto di arrivo, ma di partenza. La gente, una volta che si sposa, dice:Ok, ho coronato il mio sogno. Punto. Eh no: punto e a capo, cioè si volta pagina e inizia un’altra storia con tuo marito… E dice ancora:Ah, i figli ti cambiano la vita e non ti lasciano spazio per te stesso. È vero, bisogna rinunciare a un sacco di cose; però, se guardi al lato positivo, ad esempio, da quando è nato Lorenzo, usciamo due volte al mese, ma hanno un altro sapore. Mentre prima era tutto scontato.

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