L’amico è…

Quarto ed ultimo appuntamento con  il libro di Francesco Chatel "Passo dopo passo". Come riconoscere e imparare a vivere la vera amicizia?
Amicizia
«Cos’è dunque un vero amico? Prima di tutto non può essere solo amico mio. L’amicizia è reciproca e paritaria o non esiste. Non si ha un amico, si è amici. Inoltre l’amicizia, come io la percepisco e la vivo, presuppone non identità (…) ma un perfetto accordo sui valori fondamentali dell’esistenza e dell’essere umano. Non potrei mai avere per amico un nazionalista, un razzista, (…) un fondamentalista (…). In compenso posso benissimo avere per amico un cristiano praticante, uno di destra o di sinistra democratica, un palestinese o un israeliano, un uomo o una donna, un nero o un bianco…»•[1].

 

Soprattutto in vacanza dedico molto tempo alla lettura, ma tutto l’anno mi accompagnano nel cammino i libri più diversi. In ogni posto dove vado la mia prima visita è alla Biblioteca dove cerco testi di autori che ancora non conosco e possibilmente di culture di cui so ancora poco. Così, ai tanti amici che incontro di persona, non posso non aggiungere quelli che diventano miei amici attraverso le pagine che hanno scritto. La lettura di ogni libro, pur molto veloce a causa dell’allenamento nel leggere sviluppato fin da bambino, è per me l’incontro con chi lo ha scritto: incontro carico di rispetto, di condivisione, di curiosità, di intensità. Da parte mia, devo confessare che sono felice quando ricevo una lettera o incontro qualcuno che ha cominciato a conoscermi attraverso i miei scritti e ho la prova che l’amicizia e i sentimenti più veri possono essere veicolati in tanti modi (…).

 

Tra le caratteristiche della vera amicizia sottolinea che, essendo una espressione tipica della persona, «l’amicizia è reciproca e paritaria o non esiste»: solo così sarà in armonia con il nostro essere creati in dono reciproco. L’amica o l’amico “non si ha”, “si è amici”: non posso quindi voler avere amici per vincere la mia solitudine, per essere sostenuto, per poter fare qualcosa (…).

 

Gli amici, le amiche, non sono dei “cloni”: non occorre essere uguali, con la stessa identità. Se l’amicizia si basa, come succede a volte nei gruppi, sul vestirsi o parlare e agire tutti in modo uniforme, è un’amicizia povera: occorre una condivisione profonda «sui valori fondamentali dell’esistenza e dell’essere umano» (…).

 

L’amicizia vera, normalmente, dura nel tempo anche se si trasforma. Forse la distanza, le scelte della vita, il mutare degli impegni la renderà meno costante; ma anche dopo anni il ritrovarsi con amici rende la giornata speciale.

L’amicizia può anche affievolirsi, ma spesso succede perché non era vera e sottintendeva inconsciamente aspettative non gratuite. O può addirittura morire. E non è mai facile il rapporto tra due ex amici o amiche perché, proprio per la forza del rapporto, l’interruzione viene spesso vissuta come tradimento (…). Un’amicizia forte e intensa, e allo stesso tempo aperta alla libertà di ciascuno e a chi non ci è amico, può sicuramente essere ottimo combustibile per far viaggiare a piena velocità verso la fraternità universale.

 

 

In dialogo

 

Nel nostro gruppo siamo veramente amici, ma da un po’ di tempo uno di noi si è messo a “rompere” e il suo atteggiamento ci blocca. Eravamo sempre allegri e chiacchieroni e ora ci ritroviamo con lunghi spazi di imbarazzato silenzio.

 

Ricordo l’immagine che mi presentò un amico davanti a una situazione simile: «Ci voleva. È come quei merluzzetti che vengono gettati in una vasca di trote d’allevamento per metterle tutte in movimento».

Prova a guardare con serenità all’amico “merluzzetto” che, forse in modo sbagliato o eccessivo, può essere portatore di esigenze utili a tutto il gruppo o uno stimolo a crescere nell’amore. Non farlo da solo: mettiti d’accordo con gli altri del gruppo, fatti aiutare da qualcuno che vedi riesce a capirlo meglio e sa come prenderlo. Non fatevi bloccare, ma stimolare. La vostra intesa sarà un aiuto a lui per rimettersi nell’accordo generale e il suo agitarsi sarà un aiuto a voi per non farvi prendere dal tran tran, ma ricreare ogni giorno relazioni vive, dinamiche, sempre nuove.

 

 

La mia più grande amica da un po’ di tempo ha cominciato a uscire anche con altri e vuole che anch’io mi unisca a questi gruppi; ma io preferivo quando potevo parlare solo con lei, confidarle mille storie, sognare insieme, parlare di ragazzi e di tutto…

 

Capisco il tuo momentaneo scontento, ma credo che potresti ringraziare la tua amica che, dopo anni di passeggiate su un sentiero bello ma sempre uguale, ti invita a scoprirne altri e ad ammirare nuovi panorami. Per quanto il vostro rapporto di amicizia potesse essere ricco, rischiava di veder stagnare la vita con conseguente tristezza di entrambe. Da vera amica ha voluto cercare altre fonti, far circolare l’acqua, non intristire l’amore che è fatto per donarsi a tutti e non per chiudersi.

L’amore più si dona e più cresce. Se oltre che con lei riuscirai a diventare amica di tante e tanti altri, troverai cresciuto e più vero anche il vostro rapporto.

 

 




[1]•B. Larsson, Bisogno di libertà, Iperborea, Milano 2007, p. 96.

 

 

 

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