L’Africa spinge per la cancellazione del debito

Anche se la pandemia ha colpito meno che altrove in quanto a numero di infettati e di morti, la situazione nel continente nero è gravissima. Primi appelli e prime misure
AP Photo/Jerome Delay

Il 25 marzo, il presidente senegalese Macky Sall ha formulato un appello accorato per la cancellazione del debito africano, credendo che l’economia del continente sia minacciata dalla pandemia di coronavirus. E domenica 12 aprile, nel suo messaggio pasquale, papa Francesco ha proposto di «ridurre» o addirittura «cancellare» il debito dei Paesi poveri, e ha chiesto una riduzione delle sanzioni internazionali e la solidarietà dell’Europa in occasione dell’emergenza da Covid-19.

In un mondo «oppresso dalla pandemia, che sta sforzando la nostra grande famiglia umana», Bergoglio ha chiamato a rispondere con «il contagio della speranza». Infine, seguendo le loro orme lunedì 13 aprile, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto una massiccia cancellazione dei debiti africani. «Dobbiamo anche sapere come aiutare economicamente i nostri vicini in Africa, cancellando in modo massiccio i loro debiti», ha affermato.

Per un altro verso, la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) ha chiesto, il 30 marzo 2020, che i Paesi in via di sviluppo ricevano aiuti per 2.500 miliardi di dollari per superare lo choc del Covid-19. In questo lotto, l’organismo suggerisce che i crediti africani vengano differiti o cancellati per 236 miliardi di dollari.

Inoltre, l’FMI e la Banca mondiale chiedono da metà marzo la cancellazione del debito o la sua riprogrammazione per tutti i Paesi africani. La questione sarà discussa questa settimana dai Paesi del G20 a margine dell’incontro di primavera del Fondo monetario internazionale.

In effetti, l’Africa sub-sahariana, già fragile, dovrà sopportare delle conseguenze economiche pesantissime a causa della pandemia di coronavirus: il turismo, il trasporto aereo e il settore petrolifero sono direttamente interessati. Per la prima volta in 25 anni, l’Africa sub-sahariana sperimenterà una recessione economica, predice la Banca mondiale. Dopo una crescita del 2,4% nel 2019, la recessione dovrebbe essere tra il 2,1% e il 5,1% per questo 2020.

In dieci anni, il debito pubblico africano è raddoppiato fino a raggiungere oggi 365 miliardi di dollari, 145 dei quali sono dovuti alla Cina. Per far fronte a queste emergenze, lo stesso Fondo monetario internazionale ha annunciato, lunedì 13 aprile, il pagamento di aiuti di emergenza a 25 Paesi, tra cui 19 africani, per consentire loro di alleviare il loro debito e affrontare meglio l’impatto della pandemia.

 

 

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