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Cultura > Cinema

La vita è un teatro

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Esce in sala fino al 15 dicembre prossimo “I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini. Un racconto di miseria e nobiltà del celebre trio napoletano.

Una infanzia difficile e infelice, una giovinezza ancora più difficile. Eduardo, Peppino e Titina sono i figli illegittimi dell’attore Eduardo Scarpetta, che non li ha mai riconosciuti. Personaggio disinvolto, egocentrico, dalla doppia famiglia, guarda con occhio poco benevolo i figli nati dalla bella Luisa (una straordinaria Susy Del Giudice). Mangiano e bevono teatro fin da piccoli, i ragazzi, sognano il palcoscenico naturalmente, ma la crescita e l’indipendenza artistica sarà lenta, dura, anche a causa dei caratteri diversi.

Eduardo è intellettuale, geniale, carismatico, egocentrico; Peppino è più mite e popolare; Titina possiede una umanità ricchissima, che sfrutterà poi al cinema e in teatro.

Le incomprensioni fra i tre – soprattutto tra Eduardo e Peppino – sono profonde: liti e riappacificazioni, una propria compagnia che ottiene un successo fenomenale, ma poi nel 1944 i due fratelli si separeranno e non con amore.

Napoli è ancora una volta un mondo, anzi il mondo. Terra di una umanità varia, estrosa e miserabile, accattona e geniale: è la vita nei suoi aspetti estremi ed anche essenziali, quelli che Eduardo cattura nelle sue opere, rendendoli universali, come “Natale in casa Cupiello” in cui raggiunge il primo trionfo.

Entrare – è il termine giusto – in questo racconto che Rubini narra con autentico rispetto e passione è un atto d’amore per l’arte, per il dolore che essa comporta, per la felicità che può regalare raccontando la vita così come è – Eduardo è considerato un precursore del Neorealismo, ma è molto di più –, con una profondità tragicomica rara, perché queste sono le fasi dell’esistenza.

Attori formidabili (Domenico Pinelli, Anna Ferraioli Ravel, Mario Autore) di classe riescono a impersonare i fratelli con leggerezza o meglio naturalezza, e il racconto non contiene alti e bassi, ma va per tocchi, accenni, selezionando nella ricca vicenda dei tre gli episodi più toccanti e di svolta.

Vale la pena vedere questo film ricco di luce, di arguzia, di lacrime in un autentico teatro della verità.

 

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