Da circa 20 anni vado dove mi chiamano: nelle scuole, nelle chiese, nei comuni, nelle università per testimoniare l’urgenza del dialogo, del rispetto delle diversità, di tutte le diversità, racconto la mia esperienza di ebrea italiana, cui è stata rubata la giovinezza, per suscitare la presa di coscienza, la responsabilità dei singoli e delle comunità all’impegno per la costruzione di un mondo più unito e più in pace. Allora eravamo solo noi ebrei i diversi, oggi siamo circondati da diversi. La Regola d’oro "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" è presente in tutte le religioni del mondo. Se divenisse stile di vita degli uomini potremmo sperare in un mondo di pace. Sono stata fortunata, la Shoah mi ha sfiorata, pur segnata, io non sono stata deportata. Ho avuto un matrimonio felice per 57 anni, 5 figli, nipoti, pronipoti e dico ai giovani che la vita è bella, ma deve essere bella per tutti.