Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Spiritualità

La via della povertà

di Elena Cardinali

- Fonte: Città Nuova editrice


Nelle Beatitudini Gesù indica nella povertà una strada per la piena realizzazione di noi stessi. Ma cosa significa veramente essere poveri? Quale rapporto dobbiamo avere con i beni materiali? Nel libro 8 vie per la felicità, edito da Città Nuova Erlin spiega il vero senso delle parole di Gesù

8 vie per la felicità_copertina

Quando si parla di povertà, la prima cosa che viene in mente è la privazione di beni materiali. Nella nostra cultura, essere poveri significa non possedere cose. La mancanza è ciò che caratterizza le persone che vivono in questa situazione.

Nel testo di Matteo, questa beatitudine è spiritualizzata. Felice non è il povero in quanto povero, ma chi si fa povero, qualcosa che va oltre la dimensione materiale: si fa povero nel cuore. Ma la povertà fin dallo spirito suppone il distacco dalla materia.

È la raccomandazione che il Maestro fa ai discepoli inviati in missione: «Disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche”» (Lc 9, 3). Le parole di Gesù sembrano troppo radicali. E lo sono: siamo inviati a vivere, nel cammino della nostra esistenza; quanto più bagaglio materiale acquisiamo, più ne siamo imprigionati.

Chi vive la povertà a partire dal cuore non stabilisce relazioni di possesso con le cose e le persone. L’avere non diventa una costrizione che ci incatena, lo scopo della vita. La maggioranza delle persone che aspirano alla ricchezza, trattano la materia in questo modo, immaginando che il possedere sia garanzia di soluzione di tutti i problemi.

Non inganniamoci: ci sono molti ricchi che sono poveri di cuore, e molti poveri che sono estremamente gretti. Non si può generalizzare e nemmeno misurare questo insegnamento di Gesù con il conto bancario di nessuno.

Povero per Gesù è chi non vive nella ricerca sfrenata di possedere.

Il peccato non consiste nell’essere ricchi, ma nella relazione che stabiliamo con il denaro.

I “ricchi” immaginano che il loro stato, il loro prestigio, il loro oro possano comprare tutto. Questo è il principale inganno prodotto dalla ricchezza. C’è chi crede che, dal momento che ha una condizione di vita migliore della maggioranza delle persone, sia migliore, speciale… qualcuno si sente addirittura divinizzato.

In un celebre detto, Gesù si riferisce a questo tema: «Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza» (Lc 16, 13).

Il problema allora sta proprio nella dipendenza completa dal denaro. Quando Gesù dice che non possiamo servire a due padroni, afferma che il denaro ha il potere di farci schiavi di esso, anzi, corriamo il rischio di trattare il denaro come un dio… di vivere in funzione di esso, perdere il sonno, la pace, nell’affanno di accumulare sempre di più. Per che cosa?

Il denaro acceca…

[…]

Non possiamo dire di amare Dio e di desiderare di servirlo se è il denaro che guida la nostra vita. Essere poveri in spirito significa sapere che le cose che abbiamo non ci appartengono, poiché non conserveremo nulla di ciò che abbiamo, soltanto di ciò che siamo.

 

Da Luís Erlin, 8 vie per la felicità, le beatitudini, Città Nuova 2013. Per acquistare il libro clicca qui.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876