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Italia > Thailandia

La vendetta della pantera nera

di George Ritinsky

- Fonte: Città Nuova

Premchai Karnasuta, uno degli uomini d’affari più noti e ricchi del Paese, è stato condannato a 16 mesi di carcere per una battuta di caccia in un parco nazionale protetto. La legge è uguale per tutti?

“La vendetta della pantera nera”: è il titolo di un articolo del Bangkok Post di oggi, firmato dalla redazione e non da un singolo giornalista, perché chi mai si prenderebbe il rischio di porre la propria firma in calce a un articolo che conferma l’accusa a uomini influenti del Paese? Basterebbe il nome di Premchai Karnasuta, presidente di una delle aziende più importanti e potenti della Thailandia, “Italian-Thai”, fondata il 15 Augusto 1958 come “Italian-Thai Corporation Company Limited” (ITD) dai soci fondatori, Chaijudh Karnasuta e Giorgio Berlingieri. Il loro semplice obiettivo era quello di costruire un’azienda di costruzioni, ma poi la quotazione in borsa allo Stock Exchange of Thailand, il 9 Augusto 1994, col simbolo ormai diventato famoso di “Itd”, ha fatto aumentare gli appetiti.

Oggi, linee ferroviarie, strade, ponti, aeroporti, porti della Thailandia sono costruiti, praticamente, quasi solo da questa azienda, con un numero da capogiro di impiegati, 25.678 per l’esattezza. Il 4 febbraio 2018, il dott. Premchai è stato trovato nelle primissime ore del mattino, con tre amici, dentro il parco-santuario naturale di Thungyai Naresuan, popolato da specie animali uniche al mondo. In pantaloncini corti e magliette, la comitiva stava pasteggiando con una minestra a base di carne di pantera nera, uccisa poco prima nel parco: una specie protetta la cui caccia è severamente proibita: nella cultura locale a una tale minestra vengono attribuiti potere afrodisiaci.

Ai giovani ranger, la forestale locale, è stato subito offerto del denaro: fortunatamente gli agenti hanno avuto l’accortezza di registrare le conversazioni. Così, dopo quasi un anno di depistaggi, incertezze sul giudizio e sulla possibile e inevitabile condanna, ieri si è arrivati ad una conclusione: 16 mesi di condanna in primo grado per il ricchissimo imprenditore, e pene varie per i suoi amici.

Il dott. Premchai, dopo un anno di silenzio, di fronte ai cronisti ha detto una frase brevissima ma importante, attesa da molti: «Mi spiace». Non pochi sono ancora scettici sul fatto che Khun Premchai faccia mai un giorno di carcere, considerando ancora le due fasi di giudizio supplementari. Certo il segnale lanciato è chiaro: nessuno è al di sopra della legge. Intanto i naturalisti festeggiano sui social media ed alcuni commentano: «La pantera nera si sta vendicando e non mollerà la presa su Premchai», facendo riferimento al cattivo karma che secondo l’opinione corrente perseguiterà Premchai e i suoi commensali.

 

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