La stella, i Magi, il sarcofago

Decifrata una mappa del cielo in un bassorilievo di Boville Ernica,nel frusinate,raffigurante l’Adorazione di Gesù. Tracce di una scoperta che apre nuovi itinerari tra filosofia delle religioni, archeologia, archeoastronomia e arte sacra
Sarcofago di Boville

A 95 chilometri da Roma – siamo in piena CiociariaBoville Ernica, così detta dalla catena dei Monti Ernici sui quali sorge, è una cittadina di antichissima origine, già esistente in epoca preromana come indicato dai resti di mura megalitiche. Qui nel 1941, in contrada Sasso, venne dissepolto da un contadino un bellissimo sarcofago paleocristiano, ora conservato nel duomo di San Pietro Ispano, santo vissuto nell’VIII secolo. Quale la particolarità di questo reperto? Se la più antica raffigurazione oggi nota della Vergine con Bambino, profeta e stella è un affresco del II-III secolo nelle catacombe romane di Priscilla, la più antica e “completa” Adorazione di Gesù da parte dei tre Magi, scolpita a bassorilievo nel marmo, sarebbe questa bovillese, databile tra il 330 e il 350.

Il prospetto frontale del sarcofago presenta, sulla zona inferiore, le ante di un cancello simboleggiante la Porta del cielo. Su quella superiore, invece (l’alzatina del coperchio), si dispiegano due scene separate da una tabella priva di iscrizioni. La prima raffigura l’Adorazione citata; la seconda, tratta dall’Antico Testamento, il rifiuto di adorare Nabucodonosor II opposto dai tre giovani ebrei.

Solo esemplare noto ad aver conservato integro l’abbinamento di queste due scene con l’aggiunta di una Porta del cielo, il sarcofago di Boville nasconderebbe stupefacenti messaggi secondo la lettura simbologica proposta dall’archeoastronomia, scienza multidisciplinare che studia gli orientamenti astronomici di tombe, monumenti megalitici, templi, chiese ecc., in funzione di fenomeni celesti come il sorgere e il tramontare del Sole e della Luna, gli equinozi, i solstizi e le eclissi. Tale scienza, che in Italia ha avuto grande impulso solo di recente, ha non di rado fornito in relazione a siti e a reperti già studiati da tempo nuove interpretazioni che, se possono talvolta lasciare perplessi, non mancano di fascino. È il caso appunto dell’Adorazione di Boville, oggetto di uno studio pubblicato da Nexus Edizioni: La stella dei Magi e il sarcofago decifrato. Ne è autore Teodoro Brescia, dottore di ricerca e docente master di Antropologia filosofica all’Università di Bari.

Non è possibile esporre nei dettagli la sua complessa interpretazione simbologica, per la quale rinvio al libro. Semplificando al massimo, lo studioso afferma di riconoscere nel bassorilievo in esame la rappresentazione criptata di una mappa del cielo così come si presentava al momento della nascita di Cristo: in essa le quattro costellazioni coinvolte nel segno atteso e seguito dai Magi (la stella di David) sarebbero disegnate dal profilo delle figure, ma secondo una visione speculare, come dall’Aldilà; veniamo a scoprire, fra l’altro, che bue, asinello e mangiatoia sono anche nomi antichissimi di elementi astronomici. Quanto ai pianeti, sarebbero indicati da alcuni fori realizzati col trapano, “anomali” rispetto a quelli usuali nelle sculture, in quanto distribuiti in punti in cui la superficie marmorea avrebbe dovuto essere liscia.

Frutto di una ricerca interdisciplinare che abbraccia filosofia delle religioni, archeologia, archeoastronomia e arte sacra, l’appassionante testo scritto da Brescia conferma quanto ci è stato tramandato riguardo alla nascita di Gesù, ma anche stimola ulteriori ricerche suscettibili di sempre nuove conoscenze riguardo all’immenso patrimonio figurativo e simbolico cristiano che ci è stato tramandato.

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