Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Spiritualità

La speranza

di Costanzo Donegana

- Fonte: Città Nuova

Si può ancora sperare o la fortuna ha preso il posto di questa virtù? L’Avvento è tempo per riscoprirla

Speranza

L’Avvento è un tempo di gioia, di consolazione – (Consolate, consolate il mio popolo dice la prima lettura) – che nasce dalla visita di Dio all’umanità. L’attesa non è vana, la speranza non delude, perché “il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa” -(seconda lettura). La virtù dominante nell’Avvento è la speranza, purtroppo troppo spesso ridotta a un guardare al futuro con l’atteggiamento di chi gioca al lotto: «Se sono fortunato!». Speriamo con poca fede. Perché mettiamo la nostra fiducia in noi stessi, in quello che sappiamo fare, che è ben poco.

Così spesso non abbiamo “liete notizie” da annunciare “a Sion, a Gerusalemme” (agli altri che vivono con noi – prima lettura).

 

L’Avvento ci annuncia la “buona notizia”, il “vangelo di Gesù Cristo” (Vangelo): ci fa scoprire il “Signore Dio che viene con potenza”. Dio non è lontano, è venuto e resta fra noi. “Parla al nostro cuore” (Prima lettura). La speranza ci mette in atteggiamento di ricerca della sua presenza con la certezza di incontrarlo. Non in cima a una montagna o nel profondo del mare, ma nel fratello, soprattutto nel povero e bisognoso. Perché la “buona notizia” è che Dio ci è venuto tanto vicino che è diventato uno di noi. Non c’è altra scelta: Dio è diventato Gesù di Nazaret e lui diceva: “Chi vede me, vede il Padre”.

L’abbiamo ricevuta e fatta nostra la “buona notizia”? Un segno è che “alziamo la nostra voce con forza” (Prima lettura). Quando alziamo la voce con forza? Cioè, che cosa annunciamo agli altri?

E con convinzione.

 

Un’altra dimensione importante della speranza è “preparare la via al Signore” (Prima lettura e Vangelo). Non sta ad aspettare che tutto cada dall’alto, ma si mette al lavoro per togliere gli ostacoli alla venuta del Signore. Ostacoli dentro di noi – e ognuno sa quali sono – legati al nostro modo di pensare non in sintonia col Vangelo o creati dalla nostra volontà debole e ribelle. È un lavoro a volte duro, ma che non deve essere fine a se stesso, come si è potuto concepire nel passato, quando si assolutizzava la penitenza e la mortificazione. È animato dalla speranza, quindi illuminato dalla certezza della venuta del Salvatore e tutto orientato all’incontro con lui. Quello che conta non è il sacrificio e la fatica nel preparare la strada, ma colui che vi poserà i piedi per venire verso di noi. In fin dei conti, la speranza è una fiamma che arde nel nostro cuore e dirige la sua punta verso Gesù.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876