La specificità dello sport

Il nuovo trattato firmato il 19 ottobre dall’Unione europea introduce una norma che potrebbe davvero cambiare il futuro dello sport: in essa l’Unione si impegna a promuovere le attività sportive tenendo conto della specifica natura dello sport, delle sue strutture basate sull’attività volontaria e della sua funzione sociale ed educativa . In sostanza l’Europa riconosce in maniera sostanziale il ruolo sociale dello sport. Ci sarà bisogno di tempo per vederne le numerose applicazioni – freno alle logiche commerciali, maggiore cooperazione, più attenzione ai vivai giovanili, ecc. -, ma diverse buone pratiche sono già in atto in molti Paesi. Una è quella offerta da Sports4Peace, un progetto concepito ed avviato appena tre anni fa in Austria dall’esperienza di un gruppo di ragazzi e di giovani del Movimento dei focolari che vivono per un mondo unito e dalla elaborazione culturale di Alois Hechenberger, docente di pedagogia del gioco alla Libera università di Bolzano. In brevissimo tempo il progetto si è diffuso in diversi Paesi del mondo. È stato presentato all’Unesco e all’Onu, a Ginevra, suscitando ovunque interesse e consensi, in campo educativo e sportivo. Siamo a Pozzuoli, in provincia di Napoli, fuori da una scuola primaria: qui il progetto ha trovato sperimentazione come attività anticamorra. I volti raggianti dei ragazzi confermano le loro parole: È da stupidi imbrogliare: dopo ci si sente male; Ci impegniamo a rispettare le regole del gioco divertendoci: è una esperienza che non dimenticherò ; Ora abbiamo capito il vero significato dello sport. Per qualche settimana i ragazzi hanno potuto vivere insieme un’esperienza di gioco e sport originale, orientati dalle sei semplici regole scritte sul dado colorato gonfiabile, emblema di Sports4Peace. Le sei regole si ispirano a quella regola d’oro comune a tutte le maggiori religioni e filosofie di vita: Fate agli altri quello che volete che gli altri facciano a voi. Prima della partita o del gioco si tira il dado e, accanto alle regole del gioco, si cerca di vivere una delle sei proposte dal dado: Dare il meglio di sé; partecipare con gioia; essere onesti con sé stessi e con gli altri; non mollare mai, anche quando è difficile; trattare tutti con rispetto: ciascuno è importante; gioire del successo altrui come del proprio; grandi mete si possono raggiungere solo insieme. Un time-out di riflessione aiuta poi a prendere coscienza dei gesti di pace vissuti individualmente ed insieme. Come loro, anche altre scuole e società sportive hanno sperimentato che lo stile di vita praticato nel gioco e nello sport può divenire un impulso per un impegno analogo nella vita quotidiana: lavorare per una società orientata alla pace ed alla cooperazione. È accaduto, ad esempio, a Catania, a partire dai tragici fatti allo stadio conclusisi con l’omicidio dell’ispettore Raciti. Il racconto nelle parole di Grace Martines Nasca: Insegno inglese in una scuola a rischio di Catania. Il 2 febbraio assisto attonita alle dirette televisive dei fatti di violenza che avvengono allo stadio: mi viene in mente che alcuni miei alunni potrebbero essere tra questi gruppetti di tifosi. Tornando a scuola ho la conferma: alcuni sono in stato di fermo. Mi sembra di avere fallito come persona e come educatrice: non sono riuscita a far passare, più che i contenuti della mia disciplina, il rispetto e l’amore per il prossimo. Pochi giorni dopo le viene presentato il dado di Sports4Peace: Sul dado, ci sono alcune frasi in inglese: partendo dalla mia materia posso coinvolgere i miei alunni in un gioco pulito, leale e rispettoso degli altri. Comunico il progetto alla collega di educazione fisica che si impegna ad utilizzarlo anche nelle sue classi. Illustriamo poi il progetto alla nostra dirigente scolastica: anche lei aderisce. Si stabilisce di organizzare delle olimpiadi della pace, ma anche di indire un concorso che ha come tema lo sport e la pace. In poche settimane il progetto è condiviso da altre cinque scuole del quartiere. Il numero dei ragazzi coinvolti cresce, tanto da decidere, per la manifestazione sportiva conclusiva e per la premiazione del concorso, di affittare addirittura un palazzetto dello sport. Cominciano i contatti col mondo dello sport, ma anche con le forze dell’ordine, considerate nemiche da alcuni ragazzi perché sono loro che spesso arrestano i loro genitori. Alla manifestazione finale partecipano 700 ragazzi. La campionessa olimpica di pallanuoto Maddalena Musumeci si offre come testimone dell’iniziativa e legge, a nome di tutti, il giuramento che si ispira alle regole del dado. Ad ogni frase i ragazzi in coro gridano: Lo giuro!. È stato un momento di grande commozione. A Napoli il progetto è stato ora inserito nelle attività proposte al Corso di laurea in Scienze motorie ed a Catania un seminario ha fatto conoscere il progetto a 300 studenti di Scienze della formazione. È alla firma un protocollo di intesa fra Sportmeet, la rete di sportivi che si è impegnata a diffondere il progetto nel mondo, e il ministero della Pubblica istruzione: nel rispetto dell’autonomia scolastica, ogni scuola potrà offrire il progetto ai propri alunni e attivare iniziative di fraternità con altre entità nel mondo, come la staffetta mondiale Run4Unity, promossa dai Ragazzi per l’unità per il 10 maggio del prossimo anno. Diversi gli sportivi che hanno voluto testimoniare il valore del progetto. Il calciatore Johann Cruyff, campione nell’Ajax, nel Barcellona e nella nazionale olandese, che ha aperto un’Accademia dello Sport in Olanda: Se hai l’opportunità di fare qualcosa per gli altri è segno che devi farlo. Sports4Peace è un’opportunità. Stefano Baldini, campione olimpico di maratona ad Atene: Lo sport ci fa crescere, ci insegna a conoscere e rispettare noi stessi e gli altri, ci aiuta a costruire la pace, con grandi eventi, come le Olimpiadi, ma anche con piccoli gesti quotidiani. Tiriamo il dado e viviamo per la pace!. Infine, Gianni Rivera, campione nel Milan e nella nazionale italiana di calcio, oggi parlamentare europeo e consulente per lo sport del Comune di Roma: Sono certo che in molti accoglieranno e sapranno apprezzare il progetto di Sports4Peace, una voce chiara tra le contraddizioni dello sport di oggi. Sono con voi in questa iniziativa che sa unire le diversità: grazie per ciò che fate!.

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