La signora in giallo

La signora in giallo

In tivù è tempo di scongiuri. Sì, perché con il caldo è arrivata, puntuale, la serie de La Signora in giallo (Raiuno). È la replica estiva per eccellenza, che annuncia prima ancora del calendario l’arrivo della bella stagione, e che porta Jessica Fletcher a irrompere sul teleschermo prima di pranzo.

Murder she wrote, questo il titolo originale, è una produzione americana, andata in onda per la prima volta sulla Cbs nel 1984, in Italia dal 1988. Premi a non finire, con il record di nomination ottenute per gli Emmy Awards, come migliore attrice protagonista, ad Angela Lansbury, una raffinata attrice inglese, che ha contribuito, con le sue doti interpretative, al successo della serie. La storia è nota e non sarò certo io a fare repliche.

Mi limito solo a qualche dato: l’arzilla scrittrice di Cabot Cove, che ama cucinare torte di mele e curare le sue amate rose, si trova coinvolta in una serie infinita di omicidi, che interessano amici e amici degli amici; e lei, armata di intuito, di fortuna, e del fatto che gli ispettori di polizia americani sembrino essere tutti degli ottusi incapaci, risolve puntualmente ogni caso.

 

La nomea di portasfortuna per la Fletcher è infatti ormai un marchio di fabbrica. Non si contano i nipoti che avrà sparsi per gli States, e gli amici morti ammazzati dopo il suo arrivo in una qualche località vicina o lontana, anche se in realtà, dietro a questa debolezza della sceneggiatura, c’è anche una denuncia al sistema giudiziario americano, alle lungaggini di una burocrazia farraginosa e ai metodi utilizzati dalla polizia.

È vero che nella narrazione ci sono elementi troppo prevedibili, le solite premesse e le stesse conclusioni, ma fu lo stesso autore Peter S. Fischer a confessare che questa era stata una scelta voluta; con il verificarsi dei soliti elementi narrativi, uniti al carattere positivo, pratico ed efficace che la Lansbury ha dato al suo personaggio, si è fatto della Fletcher una compagna di pranzo affidabile, sicura, allegra, un’amica su cui contare, tanto che verrebbe la voglia di assaggiare qualche sua torta o leggere i suoi romanzi.

È proprio la Lansbury che è riuscita a fare della solita solfa un elemento di forza rassicurante per il pubblico. E ciò che spiega il fatto che ogni anno la Fletcher ce la ritroveremo all’ora di pranzo, sicuri che, anche nell’omicidio più efferato, senza turbamenti, riusciremo a finire tranquilli il nostro piatto di pasta.

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