La scommessa della felicità

Far presente le “cose di lassù” per arrivare al mondo che ci circonda.
Scuola

Quest’anno ho accettato di accompagnare, dentro la mia comunità parrocchiale, il cammino di 14 bambini di terza elementare verso la prima comunione. Una nuova, bellissima sfida! Per essere testimone e non solo maestra ho dovuto scavare in profondità alle radici della mia appartenenza e mi è apparso chiaro che la pietra su cui poggiare il nostro costruire assieme è quel Gesù risorto, vivo, che rende anche noi capaci di arrivare al Padre nostro che sta nei cieli.

 

Settimana dopo settimana, il procedere con loro ha evidenziato come la vita cristiana non sta in una serie di valori morali da dover rispettare il meglio possibile, ma in un’esperienza, quella del rapporto personale con Dio, vissuto in comunità. E il bello è che questi bambini, così pieni di stimoli percettibili, perché perfetti figli del tempo loro, sono rimasti affascinati dalla ricerca delle “cose di lassù”. E se fosse proprio il far presente le “cose di lassù” la testimonianza che oggi è necessaria per arrivare al mondo che ci circonda? Forse per le tante crisi ricorrenti, forse per l’insicurezza legata ai continui cambiamenti di fronte della storia, dentro questa nostra società sempre più si manifesta una non banale sete di spiritualità, di profondità che meraviglia. A guardar bene gli occhi di chiunque incontriamo, magari ben nascosta così da sembrare estemporanea, c’è una insanabile voglia di essere provocati spiritualmente, se solo si ha il coraggio di raccontare e coinvolgere in qualcosa di vero.

 

Risvegliare la prospettiva dell’infinito, dell’infinito amore, in chi corre trafelato cercando beni, scampoli di tempo, brevi gioie, è la dolce, forte contestazione che, attraverso di noi, il cielo fa alla terra aprendole prospettive impensate. Lassù, l’unica logica che regna tra gli abitanti è quella del dono di sé per far essere l’altro, in una reciprocità che continuamente si rinnova, allora la nostra appartenenza alla resurrezione è possibile dimostrarla solo esercitando cuore, mente, muscoli e così il cristianesimo affascina e contagia in una dinamica sempre nuova.

 

Con i bambini del catechismo abbiamo fatto una scommessa: abbiamo scommesso sulla felicità che ci verrà da questa nostra esperienza. Noi catechiste abbiamo garantito, perché lo abbiamo già potuto sperimentare nella nostra vita, che vivere delle “cose di lassù” non ti tradisce; alla lunga, giorno dopo giorno, la vita si fa dinamica, colorata e la felicità è assicurata. I nostri 14 eroi si sono messi in cammino sicuri.

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