La scelta di Laura

Lo abbiamo detto anche su queste pagine, tempo fa, che la televisione, in estate, offre ben poche novità. Una di queste è stata la fiction di Canale 5, La scelta di Laura, andata in onda il mercoledì, per sei puntate da due episodi ciascuna.

 

La sua messa in onda in questo momento, è stata frutto di un calcolo ben preciso: dopo l’insuccesso di altre serie italiane sul mondo dei medici, non si poteva rischiare con un prodotto nuovo e dello stesso genere nel periodo di garanzia; ed ecco allora la scelta di testarlo durante l’estate, quando la partita per gli ascolti e gli introiti pubblicitari si fa meno interessante.

La serie mostra lo stampo inconfondibile dei suoi produttori: Camilla Nesbitt e Pietro Valsecchi che, con la Taodue Film, hanno sfornato in questi anni un successo dietro l’altro: ricordiamo, tra gli altri, Distretto di Polizia, i Ris, e la fiction su Karol Wojtyla.

Il tratto è quello di ispirarsi a storie vere, prese dalla vita quotidiana, da fatti di cronaca recenti, o avvenimenti storici importanti o di forte impatto emotivo. Anche in questo caso, la produzione ha attinto dalle “persone comuni” per dar vita a uno sceneggiato nel quale i telespettatori possano ritrovare una parte del loro vissuto, con gli stessi problemi e le medesime conquiste.

La narrazione si svolge in un ospedale di Perugia e le vicende vengono raccontate attraverso gli occhi della protagonista, Laura Bertini, una specializzanda in chirurgia interpretata da Giulia Michelini. Umile e determinata, la ragazza si trova ad affrontare, insieme ai colleghi, innumerevoli casi clinici. Questi sono proposti sulla cosiddetta “linea gialla”: cioè, quel caso che fa da sfondo a tutta la serie, mescolando le vicissitudini dell’ospedale con quelle private dei personaggi. In questo caso la storia d’amore di Laura con il dottor Fabio Moreno (Giorgio Pasotti), suo diretto superiore.

La serie ha l’indubbio merito di essere ben scritta e girata, con la bella fotografia tipica delle fiction nostrane. Ma poi è lo sguardo di Laura a colpire, con la complessità di un personaggio a cui la Michelini è riuscita a dare un carattere di particolare intensità.

Certo, trovare nel mondo reale ospedali così puliti, camere per i malati belle e armoniose e un personale tanto disponibile e attento non è roba da tutti i giorni. Ma altrimenti non si chiamerebbe così, fiction, per richiamare ad una realtà che ancora non è, ma che a volte ci piacerebbe già fosse.

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