Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Sinodalità

La questione delle donne interroga la Chiesa

di Adriana Masotti

- Fonte: Città Nuova

È tempo di superare clericalismo e maschilismo riconoscendo nuovi spazi di partecipazione e di leadership femminili. Essenziali i carismi delle donne perché la Chiesa parli al mondo

Donne di diversa nazionalità (ph Pexels)

La partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa era stato uno dei temi caldi affrontati dalle due Assemblee del Sinodo sulla Sinodalità (ottobre 2023 e 2024) e una delle questioni su cui era parsa evidente la necessità di un maggiore approfondimento. Tra i 10 Gruppi di studio su altrettante tematiche voluti da papa Francesco, il n.5 aveva dunque questo compito. Il Rapporto finale del Gruppo, composto dalle diverse componenti del Dicastero per la Dottrina della Fede e a cui hanno contribuito in particolare le consultrici, offre una sintesi ragionata di una ventina di pagine a cui si è aggiunta un’ampia appendice (fino ad arrivare a 82 pagine) frutto dell’ingente materiale che il Dicastero ha ricevuto e raccolto nei mesi di lavoro. Nelle 6 sezioni trovano spazio le figure femminili della Bibbia e quelle rilevanti nella storia della Chiesa dalle origini ai giorni nostri; le testimonianze attuali su donne che partecipano alla guida della Chiesa; uno sguardo critico su Principio Mariano e Principio Petrino; la potestà ecclesiale e, infine, il contributo dei papi Francesco e Leone XIV circa il ruolo delle donne nella Chiesa.

La relazione si apre ricordando il sentimento di gratitudine emerso dal Sinodo per le donne impegnate nel servizio della Chiesa in ogni parte del mondo, ma prosegue subito con una domanda: «Nel messaggio dedicato alle donne per la conclusione del Concilio Vaticano II, San Paolo VI affermava che “viene l’ora, l’ora è venuta, in cui la vocazione della donna si completa in pienezza, l’ora in cui la donna acquista nella società un’influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto”». Ed ecco la domanda: «Si può sostenere che questo caloroso auspicio sia stato tradotto in realtà, perlomeno nella Chiesa?».

«Catechiste e guide di comunità, madri di famiglia, consacrate religiose e secolari, delegate nelle Curie diocesane, officiali e superiori nella Curia Romana, insegnanti, teologhe, direttrici e volontarie nelle Caritas, presenza immancabile nella cura delle parrocchie e delle chiese più piccole e dimenticate, volti di comprensione e vicinanza in innumerevoli situazioni di bisogno». In tutto il mondo: «dalle comunità dell’Amazzonia alle città dell’Europa centrale, dalle periferie più povere delle Filippine alle curie diocesane in America e Australia, dai villaggi dell’Africa ai paesi montani dell’America Latina». Questa la fotografia della variegata presenza delle donne nella Chiesa, eppure il Rapporto del Gruppo evidenzia che «molta strada rimane ancora da percorrere» perché le donne si sentano pienamente riconosciute e valorizzate e che gli ostacoli che trovano ancora nell’ottenere un riconoscimento più pieno del loro posto nella vita della Chiesa, va a scapito del servizio alla comune missione.

Il testo riconosce il disagio vissuto da molte di esse che non si sentono più “a casa” nella comunità ecclesiale fino a volte a lasciarla del tutto. Un disagio che nasce dal perdurare nella Chiesa di una forma di pensiero, di linguaggio e di comportamento identificabili come clericalismo o maschilismo. Insomma, la “questione delle donne” è presente, si legge nel Rapporto, «come domanda o attesa di equità in porzioni sempre più ampie della Chiesa, in ogni parte del mondo».

Fin qui l’analisi. Per tracciare alcune direzioni di sviluppo, oltre a tenere conto delle indicazioni della Scrittura e degli ultimi pronunciamenti del Magistero sul tema, il Gruppo ha inteso richiamare l’attenzione su alcune esperienze concrete vissute dal Popolo di Dio, passate e presenti. Il Nuovo Testamento e i due millenni di storia della Chiesa attestano, infatti, l’apporto essenziale che le donne hanno dato alla missione evangelizzatrice della comunità cristiana ma oggi è necessario scoprire nuove forme di partecipazione.

«La “questione delle donne” è un segno dei tempi, nel senso che è anche lo Spirito Santo a parlare attraverso di esso», si legge nel Rapporto. La conseguenza è che la Chiesa a tutti i livelli deve imboccare decisamente un cammino di conversione, cioè un cambiamento di mentalità. Che cosa farà la comunità ecclesiale? Deciderà di «subire le trasformazioni sociali, oppure di essere essa stessa artefice proattiva del proprio cambiamento fornendogli un significato più ampio e ricco?». È necessario tuttavia, si legge, non ridurre la partecipazione delle donne ad una visione puramente sociologica e culturale, ma tener conto di «un quadro teologico complessivo». Da qui si arriva al principio di fondo: la natura relazionale dell’essere umano. La partecipazione delle donne «riguarda l’intimo tessuto delle relazioni nella Chiesa», realtà di comunione che non può che essere fondata sulla reciprocità tra uomini e donne e tra i carismi. L’uomo e la donna sono un “tu” imprescindibile l’uno per l’altra, «la loro partnership radicata nella stessa volontà di Dio».

E si precisa: «Bisogna superare la concezione della partecipazione attiva delle donne come di una “concessione” da parte dell’autorità gerarchica». In quanto battezzate le donne «sono titolari di un diritto in tal senso». Importante è poi superare una visione delle donne che vede in loro solo maternità, tenerezza o cura, dimenticando altre qualità come «le doti di leadership e di consiglio, le capacità di insegnamento, di ascolto o di discernimento». La proposta è quindi di riconsiderare anche «l’archetipo mariano dei ruoli femminili nella Chiesa, in particolare un certo modo di presentare la figura di Maria». Maria infatti non è solo madre, ma «testimone, donna riflessiva e interrogante, pienamente inserita nelle gioie e nei dolori del suo popolo», punto di riferimento per la prima comunità cristiana dopo l’Ascensione di Cristo. Una descrizione che si allarga ad altre figure femminili di cui ci parla la Bibbia.

Il documento del Gruppo 5 riprende quindi l’Evangelii Gaudium di papa Francesco e le sue intuizioni sulla questione delle donne, come la necessità «di allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa», sulla base della medesima dignità di uomini e donne in quanto creati a immagine di Dio e in quanto battezzati. Si ricordano le sue numerose nomine di donne a ruoli apicali della Curia Romana, un modello per le Chiese locali. Certo, in molti luoghi questo richiede una vera trasformazione culturale, ma il Rapporto ricorda alcuni buoni esempi come quello di alcune diocesi francesi in cui la figura della “delegata generale” o “delegata episcopale” affianca il vescovo e il vicario generale in importanti compiti di gestione; oppure, in alcune regioni dell’Amazzonia, le donne che guidano l’attività pastorale delle comunità.

Il nodo centrale da affrontare è allora «la riformulazione degli ambiti di competenza del ministero ordinato», la cui autorità trova il suo fulcro nella «potestà di amministrare il sacramento dell’Eucaristia» a servizio del popolo, ma che non vuol dire essere al centro di tutto. Ridefinire la natura dell’autorità propria della gerarchia potrebbe aprire al riconoscimento di nuovi spazi di responsabilità per i laici e in particolare per le donne. Il Documento finale del Sinodo lo diceva chiaramente e qui il testo lo ribadisce: «Non ci sono ragioni che impediscano alle donne di assumere ruoli di guida nella Chiesa». Pertanto ogni vescovo è tenuto a prendere in considerazione «tutte le opportunità già previste dal diritto vigente», riconoscendo i carismi delle singole persone e conferendo loro un mandato o eventualmente istituendo un vero e proprio ministero non collegato al sacramento dell’Ordine. Una via possibile ma non esclusiva.

Promuovere la dimensione carismatica della Chiesa, di cui Maria è il modello, valorizzando i carismi laicali di uomini e donne senza pretendere di racchiudere tutto in strutture e norme, appare evidente e urgente anche in merito all’evangelizzazione. Lo Spirito agisce come vuole, con fantasia, sottolineava papa Francesco, e il Rapporto del Gruppo n.5 ricorda che già ora «innumerevoli donne credenti manifestano i loro carismi nei luoghi più remoti: piccoli villaggi nella giungla, nei deserti, nelle isole, ma anche nelle baraccopoli delle città (…). Queste donne possono andare dove nessun ministro potrebbe essere pienamente accettato e unicamente desiderano che la loro opera evangelizzatrice dura, a volte aspra, insolita, non sia ostacolata».

Benché per molte di loro l’attesa che tutto ciò accada sia già stata molto lunga, è necessario riconoscere, come afferma il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, che quando si parla del ruolo delle donne nella Chiesa ci si trova di fronte innanzitutto a un fattore culturale che troppo spesso determina il sentire dei credenti. Si tratta, per il card. Grech, di camminare con coraggio e pazienza introducendo cambiamenti graduali.

Papa Leone XIV ha espresso la convinzione «che il ruolo delle donne nella Chiesa debba continuare a evolversi» e ha affermato: «Spero di seguire le orme di Francesco».

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876