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Costa Concordia affondata

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Costa Concordia: confronti tra i media
 
Tanti sono stati i lettori che hanno apprezzato i servizi di Città Nuova sull’argomento perché mettevano in evidenza aspetti inediti della vicenda e spingevano ad una riflessione più profonda di quella offerta dai media. Un contributo di particolare rilievo è giunto da Annalisa Innocenti, nostra collaboratrice:
«Qualche settimana fa, in una parrocchia di Roma, ho partecipato all'ideazione e realizzazione, insieme a un gruppo di famiglie, di un incontro sul rapporto genitori-figli. Tra le sfide affrontate anche quella dei media. Si sono approfondite, con la collaborazione di Città Nuova, varie tematiche legate al mondo dell'informazione. Alcuni esempi presi dall’attualità hanno aiutato nell’analisi del modo di trattare una notizia su varie testate e diversi media. Come evento si è scelto l'incidente della Costa Concordia al Giglio. Si sono confrontati i titoli dei principali telegiornali nazionali della sera nei giorni dopo la tragedia, ma si è anche visto come Città Nuova aveva trattato la notizia.
«Leggendo l’articolo “La balena bianca” di Aurelio Molè sul n. 3 (www.cittanuova.it) emergeva come altre testate avessero “puntato uno zoom” soprattutto su quanto avvenuto sulla nave quella notte descrivendolo momento per momento, mentre Città Nuova aveva “ampliato l’inquadratura” descrivendo anche quanto, in quegli stessi attimi, era avvenuto nel mare intorno alla nave e sull’isola lì vicino. Alcuni telegiornali raccontavano la cronaca fermandosi all’arrivo dei passeggeri al Giglio, Città Nuova aveva scelto di dare notizia anche della solidarietà degli isolani, della loro generosità nell’accoglienza, del loro amore al prossimo concreto e senza riserve.
«“In questi giorni – ha osservato uno dei presenti – le notizie della Concordia ci hanno lasciato dentro tanta rabbia, ma questo articolo è pieno di speranza”. E un altro, riferendosi alle parole di Molè: “Più che le considerazioni generali sul mondo dell’informazione, abbiamo bisogno di esempi come questo, di notizie piene di vita”».  

a cura di Marta Chierico
rete@cittanuova.it

 
La seconda vita
 
«Ci siamo commossi a leggere l'articolo di Elena Granata nel n. 3. Abbiamo un grande capannone che serve a Enrico che fa il carrozziere, però una parte è diventato deposito per oggetti, mobili, libri, vestiti e altro che la gente non usa più. Questa attività è iniziata 13 anni fa, solo perché noi abitiamo vicino a Piazzola sul Brenta, dove ogni ultima domenica di ogni mese c'è il mercatino dell'usato più grande in Italia dopo Porta Portese. Ci arrivano oggetti da tutto il Triveneto.
«Ieri c'è stato il secondo mercatino del 2012, una festa come sempre, perché oltre a recuperare e dare una seconda vita alle cose, come scrive Elena, a chi compra consegniamo il nostro volantino del sostegno a distanza. E il ricavato arriva direttamente a Famiglie Nuove e nel 2011 è stato di 10 mila euro. Grazie Elena, e grazie a Citta Nuova, che divoriamo, è bellissima».

Ornella ed Enrico Zago, e quelli del mercatino

 
«A Barcellona esiste los trastos: una volta alla settimana, dalle 18 alle 22, accanto ai cassonetti si possono deporre mobili e suppellettili di cui ci si vuole disfare. In quel lasso di tempo si può assistere a veri e propri traslochi di beni: gente che scende a portare, gente che va a vedere quel che si lascia. Tutto gratuito e tutto nella semplicità più incredibile. Solo quel che resta al mattino viene portato via dai camion per la discarica. Potrebbe funzionare da noi?».

Sandra Pontello Zoppolato

 
No Tav
 
«Anche se di stanza in Sardegna da qualche anno, da buon piemontese resto sempre molto sensibile a quanto sta succedendo in Val di Susa per il progetto Tav. Non ho trovato sul sito accenni a questo, ma non mi è dispiaciuto.
«Solo per condividere con voi che forse la vera emergenza oggi, anche per questo caso, è la comunicazione: trovo molta difficoltà con amici e conoscenti a ragionare su quanto sta avvenendo.
«Ma tra poco succederà lo stesso in Sardegna per il progetto del gasdotto e chissà quante altre situazioni simili in territori diversi, per non parlare di imprese simili in Paesi stranieri, magari più poveri dell'Italia…
«Allora, dato che l'informazione è importante e dato che c'è chi conosce e scrive meglio di me, volevo portare alla vostra attenzione un articolo di Marco Revelli su www.notav.info».

Stefano Gervasoni – Cagliari

 
Nelle varie emergenze che stanno colpendo l’Italia – quella economica, quella dei partiti, quella educativa… – ce n’è una che pochi sottolineano, ed è quella dell’ascolto. Non ci si sa più ascoltare, o in modo molto parziale, e sempre gravati da a priori anche pesanti. La preoccupante situazione della Val di Susa ha evidenziato proprio questa emergenza, al di là delle questioni di ordine pubblico che sono più complesse e spesso senza alcun reale legame con la questione dell’alta velocità. Nell’articolo “I giovani No Tav” su questo numero invitiamo il governo ad avviare una stagione di ascolto con il mondo giovanile, quello vero, non quello degli organismi rappresentativi ufficiali che rappresentano solo sé stessi, o poco altro.
In realtà sul sito abbiamo pubblicato almeno quattro pezzi sulla questione, nelle ultime settimane.
 
genitoridiunastella.it
 
«Partendo da una frase di Ezio Aceti – “il dolore vissuto fino in fondo si trasforma nella misura più grande dell'amore” –, vi raccontiamo della nostra associazione. Ricordiamo ancora quando decidemmo il nome, dopo un consulto con varie mamme, e il giorno in cui il sito apparve online, il 26 febbraio 2007. Era una nuova esperienza, partivamo ma non sapevamo dove saremmo arrivate. Ma avevamo tanto entusiasmo e tanta voglia di accogliere nel nostro angolino i cuori delle mamme sofferenti, per cercare di scaldare il loro dolore con qualche parola di conforto. Le stelline erano tre in quel cielo blu. Poi pian piano siamo cresciute, tante mamme si sono affacciate, qualcuna solo leggendo, qualcuna solo richiedendo la stellina per il suo piccolo angelo, qualcuna raccontava ed andava via. Qualche mamma invece è rimasta, diventando un’amica. Ci rendiamo conto che con poco abbiamo avuto tanto, con un dolore che sembrava incolmabile abbiamo ricevuto amore, amicizia, fede e la possibilità di avere il cielo sempre con noi».

Ilaria e Giovanna

 
Stelle, cioè piccoli ormai in cielo. Siamo con voi.
 
Spaziofamiglia
 
«Ho letto l’opuscolo di Azione Famiglie Nuove, Spaziofamiglia, inserto di Città Nuova, nel quale emergono genialità nell’amare e nel fare famiglia. Il mondo è una famiglia di famiglie! Lo spirito mi induce a contribuire a questo progetto di famiglie nostre e dell’Economia di Comunione, che si inseriscono pienamente nel progetto per un mondo unito».

Pierluigi

 
Vecchi sceneggiati
 
«Un ringraziamento speciale a Paolo Balduzzi che nella rubrica “Televisione” del n. 3 di Città Nuova ha messo in risalto quanto vecchi programmi come i Jefferson siano un toccasana per lo spirito. Ho trovato l’articolo brioso e scorrevole da leggere tutto d’un fiato, ma anche profondo per lo spunto riflessivo che offre sui valori relazionali e di stimolo a far sì che siano sempre il fulcro da cui partire per incontrare l’altro. Il mio grazie si estende anche ad Oreste Paliotti che, con il suo articolo su Dickens, nello stesso numero, ha suscitato in me il desiderio di leggere le sue opere e conoscere più approfonditamente questo grande scrittore. Un articolo finemente scritto, mai pesante, denso di rimandi culturali e di conoscenze».

Sara Pasquariello

 
Grazie alla bontà dei nostri fantastici lettori.
 
Tra vita e morte
 
«Ho letto con interesse l'articolo “La staffetta tra morte e vita” sul n. 2. Lavoro in una cooperativa sociale che si occupa anche di mediazione interculturale nella scuola, nel sociale e nel sanitario. 24 ore su 24 rispondiamo alle chiamate di emergenza da parte degli ospedali soprattutto in caso di decessi in cui i medici vogliono proporre la donazioni di organi ai familiari. Le mediatrici e i mediatori interculturali incontrano i familiari insieme al medico nel momento delicato del decesso, per costruire insieme una relazione importante per tutti, al di là delle differenze, culturali e linguistiche. Gli organi, e il sangue, hanno “lo stesso colore” negli uomini e nelle donne di tutto il mondo. A questo proposito vi ricordo la campagna Avis e Aido mirate agli immigrati, un segno di civiltà che supera ogni discorso ideologico del “noi” e “voi”».

Maria

 
La società civile è fatta da gente come voi. L’Italia deve un grazie infinito a chi lavora in silenzio per migliorare la coesistenza tra gente d’ogni dove e d’ogni tipo.
 
Siria
 
«Caro direttore, mi è arrivato un messaggio che mi invita a una manifestazione contro Assad e il regime siriano. Vorrei chiarirmi le idee, perché su Città Nuova on line avevo letto un articolo nel quale sembrava che le colpe non fossero tutte del presidente della Siria, ma che tra i manifestanti ci fossero delle infiltrazioni esterne. Puoi dirmi la tua opinione? Grazie».

Orietta

 
Nel caso siriano si sta ripetendo quanto avvenuto per quello libico: la stampa internazionale appare unanime nell’attaccare i dittatori e nell’appoggiare i cosiddetti rivoluzionari. Siamo d’accordo sul condannare gli atti dittatoriali: nel caso siriano il partito unico e la dominazione della minoranza alawita sulla maggioranza sunnita non appaiono compatibili con una vita sociale giusta e libera. Ma in un caso come nell’altro si è sottovalutato come nelle fila dei rivoltosi s’infiltrassero gruppi di ogni tipo (qaidisti, salafiti, wahhabiti, servizi segreti occidentali, tecnici militari del Qatar, mercanti d’armi, mercenari africani e via dicendo) che nulla hanno a che vedere con le situazioni locali. Nel caso libico, dopo quello iracheno, da manuale, il risultato finale è di gravissima disgregazione sociale e politica. Anche nel caso siriano si sta ripetendo lo stesso scenario. Mentre bisognerebbe avviare un vero e proprio movimento di riconciliazione nazionale, anche perché Assad è ancora appoggiato da circa metà della popolazione siriana.
 
Povero Dalla!
 
«Ho trovato disgustoso da parte di alcuni giornalisti speculare sulla vita intima di Lucio Dalla per fare audience. Lui non aveva mai ostentato la sua omosessualità e mai aveva presentato qualcuno dei suoi amici come “compagno di vita”. Era un credente, partecipava regolarmente alla messa, si confessava e accettava la morale cattolica. Perché infrangere la sua riservatezza nel giorno del funerale?».

Ivan Devilno

 
Concordiamo. Senza minimamente discutere dei diritti al rispetto e al giusto conforto di qualsiasi gruppo di umani, senza entrare nel merito di strumentalizzazioni varie che si sono incrociate nel caso Dalla, va detto che la notoria riservatezza del cantante bolognese sulla sua vita privata è stata gettata bellamente alle ortiche. Dalla è di tutti, come tutti i veri artisti. Non è di un gruppo o dell’altro.

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