La posta di Città Nuova

libri
Incontriamoci a Città Nuova

 

Leggere, perché?

 

«Io non leggo mai perché i libri sono molti, milioni e milioni e non li raggiungo mai. E poi io sono uno a leggere, mentre loro, gli scrittori, sono milioni a scrivere: mentre io ne leggo uno, loro ne hanno scritti un milione», diceva Massimo Troisi.

 

Chi di noi può dire di non sentirsi schiacciato dal pensiero di quanto sarebbe bello avere il tempo per leggere! Perché, magari, si leggiucchia, si spulcia, si sfoglia, si guardano le figure ma leggere, proprio leggere… Ma adesso arrivano le vacanze! Magari brevi, per molti, ma con un pizzico di tempo in più, quello che basta per cominciare ad assaporare quel famoso milione di libri – e di articoli di Città Nuova – che abbiamo accantonato. Basta cominciare, anche poche righe al giorno, come quando ci si allena in palestra o in piscina, e succederà che, pure in mezzo alla frenesia della vita moderna, si riuscirà a creare un’oasi in cui la mente e l’anima respirano e prendono vigore. Allora si parte! Mettiamo in valigia qualche numero di Città Nuova e, per chi desidera degli approfondimenti, le nostre riviste di cultura: Nuova Umanità, Unità e Carismi e Sophia. E, ovviamente, qualche buon libro!

 

Per bambini e ragazzi da otto a dodici anni Un’avventura mozzafiato, Chiara Lubich si racconta, con foto e illustrazioni per leggere insieme, genitori e figli, prima della buona notte o sotto l’ombrellone, lasciandosi interrogare sui grandi “perché” della vita.

Le fragilità dispettose, come non perdersi di vista nella sofferenza, per vivere il dolore del corpo e dell’anima come strumento di crescita personale che stimola risorse creative insospettabili.

Riderci su: un segreto per superare le piccole e grandi avversità di ogni giorno. È la proposta di Ridere in famiglia, energia per la vita; il riso ha il potere straordinario di ribaltare in un istante una giornata storta in una riuscita.

Infine, un piccolo gioiello letterario: Ildegarda, la potenza e la grazia, biografia storica di Ildegarda di Bingen, una prosa di grande fascino che conquisterà il gusto di ogni lettore. Leggere per credere!

 

C’è ancora posto nella tua valigia? Visita www.cittanuova.it: un’estate di libri e di articoli sul nostro quotidiano online. Perché Città Nuova parte con voi.

Marta Chierico e Elena Cardinali

 

Gaza e i kassam

 

«Con riferimento al n. 11, esprimo il mio disaccordo sull’informazione da voi data su Gaza. L’articolo non fa menzione che la rabbia di queste persone si tramuta giornalmente in lanci di razzi e atti bellicosi nei riguardi dei cittadini israeliani. La realtà se riferita va riferita per intero, senza prendere parte, ma documentando tutto a 360 gradi».

Dott. F. Benguigui

 

Abbiamo scritto in mille occasioni che la presenza di estremisti nelle file della classe politica palestinese crea e creerà insormontabili problemi alla causa della pace. Così i missili chiamati “kassam” che partono dalla Striscia e che “atterrano” a Sderot o Erez, in territorio israeliano, sono assolutamente da condannare. Convengo pure sulla convinzione che ogni Stato, quindi anche Israele, abbia il diritto di assicurare la propria sicurezza. Ma nella politica, così come nelle relazioni tra popoli e culture, deve esserci una reciprocità e una proporzionalità nelle reazioni: reciprocità che viene assicurata (o piuttosto dovrebbe esserlo) dalle istanze internazionali.

 

Ebbene, il reportage da Gaza ritengo sia stato ancora benevolo nei confronti di Israele. La invito a recarsi sul posto per sincerarsi di quanto ho scritto: i bombardamenti degli F16, la strozzatura di ogni attività economica, la riduzione di un milione e mezzo di persone in carcerati… La stessa costruzione del cosiddetto “muro”, o “barriera di sicurezza” (dipende dai punti di vista), non è stato in primis dettato dal bisogno di difendersi dai kamikaze, quanto dal progetto di sottrarre risorse e ricchezze, costringendo i palestinesi a vivere in brandelli di territori senza strade, acqua ed elettricità sufficienti da potersi definire “Stato”.

 

Favorire la vita

 

«Mi permetto di intervenire sulla lettera di Maria Chiara Bidone “Favorire la vita” apparsa su Città Nuova n. 11/2011 per dare un piccolo contributo di speranza e fiducia alle mamme in difficoltà nel portare avanti una gravidanza. A favore della vita sono operanti e attivi i Centri di aiuto alla vita che offrono gratuitamente accoglienza, ascolto alle mamme e aiuto in beni e generi necessari al neonato, senza distinzione di razza, religione e nazionalità. I Cav a tutt’oggi sono 320 in Italia. Proprio per evitare che la mamma o la coppia disperata possa recedere dal proposito di abortire, è prevista la possibilità di attivare a loro favore (progetto Gemma), un piccolo aiuto in danaro, 160 euro al mese per 18 mensilità. I Cav sono associazioni di persone di buona volontà che donano gratuitamente agli altri parte del loro tempo, per farsi uno con l’altra, sola, sofferente, abbandonata.

 

«Infine, per completezza dell’informazione, se la mamma o la coppia nonostante tutto decide l’aborto come estrema ratio, c’è una legge dello Stato italiano – il D.p.r. 396, 3711/2000 – che prevede per la donna che non voglia tenere il bambino la possibilità di partorire in ospedale in anonimato. Oppure la mamma o la coppia possono decidere di depositare il neonato in una “Culla per la vita” (ce ne sono 32 in tutt’Italia)».

Agata Laselva

Presidente Cav di
Chiavari e Sestri Levante

 

Sophia

«Sono una vostra appassionata lettrice. Mi piace lo stile giornalistico apartitico che seguite, avendo fatto dell’ideale dell’unità il vostro faro. Leggo con interesse gli articoli di Maddalena Maltese che ritengo una giornalista attenta e capace, che guarda al di là delle cose e delle apparenze. Vorrei suggerire un approfondimento riguardo l’università di Sophia: avendo dei figli che studiano, il mio sogno sarebbe di iscriverli lì. Vorrei tanto dargli l’opportunità di questa esperienza».

Claudia Lo Presti

 

La ringrazio per la sua fedeltà alla nostra rivista e per l’interesse nei confronti di Sophia. Colgo l’occasione per sottolineare che l’Istituto universitario di Loppiano non gode di finanziamenti pubblici o occulti, ma  si regge solo sulle rette degli studenti che ogni anno decidono di frequentarne le lezioni. È perciò importante far conoscere e valorizzare la filosofia di vita e di studio alla base della sua esistenza. Come affermava una studentessa (vedi articolo “Io scelgo Sophia” sul n. 12/2011) una realtà come questa non si trova da nessuna parte nel mondo. Per informazioni può chiamare direttamente Sophia al numero 055-9051500 o scrivere a info@iu-sophia.org.

 

Basta tagli alla cultura

«Cari governanti, basta tagli a scuola, cultura, sapere, ricerca, spettacolo, istruzione: bisogna investire di più e meglio. I tagli andrebbero fatti sulle spese militari, sugli sprechi clientelari, di consulenze, di appalti e subappalti, che fanno lievitare i costi del lavoro e dei servizi a dismisura, tagli su spese e sprechi di tanti dirigenti, di aziende di enti pubblici e privati, con stipendi d’oro, milionari.

 

«Poi ci vorrebbe una vera lotta all’evasione fiscale, alla fuga illegale di ingenti capitali all’estero; andrebbe messa in atto una strategia seria per combattere tutte le forme di illegalità: entrerebbero così, nelle casse dello Stato, soldi per poter investire nella produzione di cultura e di lavoro per i giovani.

 

«Qualcuno ha detto che con la cultura non si mangia; io invece dico che il miglior investimento per una società, per il Paese, è nella cultura, nella formazione, nella ricerca».

Francesco Lena
– Cenate Sopra (Bg)

 

Calciopoli

 

«L’inchiesta della procura di Cremona sulle partite truccate dei campionati di A e B è un tormento dal quale non ci risolleveremo. Leggo che la triste vicenda si sta allargando a macchia d’olio. Non accetto il fatto che alcuni campioni, già opulenti per i lauti ingaggi, non riescano a soddisfare la loro bramosia di denaro. La corruzione distrugge i valori del Paese e lede la sua immagine».

Franco Petraglia ‑ Cervinara (Av)

 

Città Nuova: perché sì

 

«Circa tre anni fa mi ero abbonata più per un fatto “affettivo” che per un’esigenza reale. Nel tempo ho rinnovato l’abbonamento per gli stessi motivi e ho condiviso con la rivista il taglio di alcuni articoli, in particolare quelli di politica interna, troppo attenti a non scontentare nessuno e poco inclini a dire con chiarezza quanto lo stile di vita di alcuni politici non avesse nulla a che vedere non dico col cristianesimo, ma con l’etica e la politica.

 

«Da poco più di un anno a questa parte mi sembra che la rivista stia prendendo posizioni di politica interna decisamente più nette e comprensibili. Gesù, se fosse un politico oggi, starebbe con gli ultimi, non con chi fa giochi di potere e di lobby, né con chi ha tutti i mezzi di comunicazione per “frullare” i cervelli della gente.

 

«Anche le iniziative di “formazione permanente” come gli articoli e le meditazioni di Giordani sul cristiano e/o sull’uomo politico mi sembrano di grande spessore, oltre ai libricini monografici, un po’ conservatori ma interessanti. Sono contenta di Città Nuova e del suo virare deciso verso contenuti più netti».

Paola Cavalieri

 

Città Nuova: perché no

 

«Il mancato rinnovo a Città Nuova è contiguo alla mia decisione di un periodo di ripensamento. L’ideale dell’unità ricevuto da ormai quasi cinquant’anni rimane in me e nei miei propositi di vita, ma assenteismi e omissioni, e forse errori, inducono una seria perplessità al mio cuore di mamma. Vi sono accanto nel vostro lavoro editoriale di studio, di aggiornamento, e vi affido al Padre».

Lettera firmata

 

Città Nuova: perché la uso

 

«“Studio” da almeno tre lustri Città Nuova, come pure Nuova Umanità e come tento di fare con Sophia. È evidente il suo incremento in smalto, precisione, equilibrio e discrezione. Dopo l’estrema metamorfosi di Chiara Lubich, ho notato una filiale “emancipazione” responsabile (anche nei convegni) a cui si è aggiunto lo slancio gioioso di Maria Voce. “Rubo” spesso gli articoli per rilanciarli su altri mezzi di comunicazione, tipo ciclostile. Mi piacerebbe che anche Città Nuova rubasse da Nuova Umanità, da Sophia, ecc., rendendo il loro pregnante contenuto ecumenico ancor più diffuso nel “rito” del popolo di Dio».

Paolo Borgia

 

Città Nuova: perché non convince

 

«Pur apprezzando l’impostazione e i contenuti della rivista, sono giunto alla convinzione che essa è diretta in modo quasi esclusivo al mondo dei Focolari, aderenti e simpatizzanti; ritengo, quindi, che abbia una visione parziale della Chiesa al cui respiro universale sento di appartenere».

Lino De Sanctis
‑ Teramo

 

Grazie a chi continua a far spazio a Città Nuova, in un modo o nell’altro, nel proprio cuore e nella propria mente. Vorrei in particolare ringraziare il signor De Sanctis per la sua lettera. Vorrei con questa mia risposta farle presente (e soprattutto ricordarlo a noi stessi) che i carismi dovrebbero avere sempre un carattere universale. Sono doni dati dallo Spirito alla Chiesa intera e non solo a un manipolo di aderenti.

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