La Posta di Città Nuova

Città Nuova
Ungheria e libertà di stampa

«Mi ha molto colpito la notizia appresa dai quotidiani della nuova legge sulla stampa approvata in Ungheria. Che succede?».

Antonio Taverna – Udine

 

La legge sui media voluta dal premier Viktor Orban e dalla sua coalizione, che gode di una larghissima maggioranza parlamentare, tende a dare una «protezione mediatica» al governo, affermando l’esigenza di una «copertura equilibrata» dell’informazione da parte dei media, attribuendo agli organi di governo la possibilità di sanzionare anche i media stranieri. L’Unione europea è al lavoro per vedere se tale legge è contraria agli ordinamenti comunitari, come affermano Francia e Germania in particolare.

Al di là del caso ungherese, certo è che questa legge manifesta ancor più chiaramente come i mass media e le loro proprietà siano entrate di pieno diritto nella vita pubblica: il caso italiano è sotto gli occhi di tutti. Servirebbe una revisione, o meglio un’integrazione, della tradizionale distinzione tra i tre poteri dello Stato. I media, infatti, sono ormai un potere spesso più influente degli stessi Parlamenti.

 

Vittime innocenti

 

«I quattro bambini rom morti nel rogo della loro baracca erano venuti in Italia nella speranza di dare una dimensione umana alla propria esistenza. La loro tragica fine ripropone drammaticamente il problema degli immigrati e accende non poche polemiche sugli insediamenti dei nomadi nelle città italiane. La Comunità europea sancisce che ci sono regole ben precise e quindi non bisogna fare altro che rispettarle e attuarle. Ed è proprio ciò che è venuto e viene a mancare in questa nostra Italia affaccendata in ben altre faccende politico-giudiziario-amorose. Per me, visto che questi “figli del vento” non li vuole nessuno, il problema dell’immigrazione e degli insediamenti rom non può essere che di natura razzista-xenofoba».

Franco Petraglia
– Cervinara (AV)

 

Libretti

Un testo nuovo

 

«Da tempo cercavo un testo che dicesse qualcosa di nuovo sui vissuti della malattia. Il libretto di Gianni Bianco è stato una splendida sorpresa. Approfondito, originale, competente, emotivamente coinvolgente, universale, ideale… Complimenti!».

Ferdinando Garetto – Torino

 

«Ho letto l’ultimo libretto, Passi nel buio. Mi è piaciuto tantissimo! È scritto bene, direi quasi in modo scanzonato (e l’argomento non lo è certo), tende a sdrammatizzare, o meglio, a mettere nella giusta luce avvenimenti che di solito "ti spiazzano". Complimenti all’autore!».

Anna

 

Facciamo chiarezza!

 

«A proposito dell’editoriale di Zanzucchi sull’ultimo numero, mi dispiace, ma ci sono dei momenti nella storia dove bisogna saper distinguere tra il bianco e il nero (durante l’occupazione nazista mi sembra che anche una certa Silvia Lubich, con le sue amiche, aiutò i partigiani pur non combattendo), anzi, se la vogliamo mettere all’evangelica, “sì sì, no no!”. Voi giornalisti dovete spiegarci quello che succede partendo dai “fatti”, cosa che Berlusconi non vuole che noi sappiamo o capiamo: i “fatti”.

«Un esempio positivo, in questo senso è, secondo me, l’articolo di Iole Mucciconi: mi sembra che sia abbastanza chiaro sulla vicenda della sentenza della Corte costituzionale, affermando che è stata una sentenza giusta e spiegandoci il sistema di pesi e contrappesi tra le istituzioni voluto dai padri costituenti.

«Ora mi aspetto un bell’articolo che mi parli dell’ultima vicenda giudiziaria di Berlusconi e che mi spieghi i capi di imputazione (cos’è la concussione e cos’è la prostituzione minorile), quando un ministro viene giudicato dal tribunale ordinario e quando dal tribunale dei ministri; mi piacerebbe vedere un commento, alla luce dei “fatti” acclarati non ascrivibili come reati (tipo le sue festicciole e il fatto che per giustificarsi continua a mentire), sulla condotta di vita della persona che ricopre, secondo me indegnamente, la quarta carica dello Stato».

Marco

 

«Sono un lettore assiduo di Citta Nuova online. Voglio complimentarmi con Michele Zanzucchi per l’ultimo articolo su Napolitano e il card. Tettamanzi. Certamente sono tantissimi gli argomenti che meritano un plauso per l’equilibrio e la serenità con cui vengono trattati e che ci confermano quello che pensiamo sugli avvenimenti quotidiani. Traspare quella maturità anche umana per poter navigare in questo mare tempestoso in cui si preferisce più un tifo da stadio che una riflessione ponderata e illuminata dai nostri valori. Per me aprire Citta Nuova online è un sollievo dopo aver ascoltato i vari tg che inducono al pessimismo, dove sembra che tutta la popolazione sia invischiata in scandali, in omicidi, ecc…».

Michele Troiano

 

Cari lettori, grazie per la vostre missive (ne riportiamo solo due al riguardo), e la vostra richiesta di chiarezza. Negli ultimi tempi abbiamo scritto e pubblicato numerosi articoli sulla vicenda Ruby-Berlusconi, sia sul sito che sulla rivista. Ovviamente ogni articolo non è una summa, ma il tentativo di chiarire questo o quell’aspetto della vicenda. Una cosa per noi è stata chiara sin dall’inizio, per la “corrente di spirito” che anima la nostra rivista: niente gossip, niente fughe in avanti, niente fughe di notizie provenienti da chiunque, niente condanne mediatiche che spettano alla magistratura. Sì, invece, ai commenti in merito alle vicende pubbliche, alle sentenze, alle leggi emanate o emanabili, alle dichiarazioni fatte, nel rispetto delle persone e della riservatezza. È quello che cerchiamo di fare, pur in un contesto che esprime fortissimo disagio in tutto il Paese.

 

Poveri cani, non sapevano…

«La libertà di pensiero, sempre importante e augurabile, alle volte tracima in assurde digressioni che nulla hanno a che fare con il vivere civile. Ci dispiace per la signora di Milano. Se le persone “pubbliche” che per il loro ruolo hanno una certa influenza, dicono queste cose, dove andremo a finire? “È più facile educare un cane di un rom”. Questa frase ad effetto è stata detta ieri in radio da una donna, persona politica milanese, oggi in Futuro e libertà ma da cui, per i suoi trascorsi da Rifondazione comunista ai Radicali, si aspettavano parole di altro contenuto.

«Non tutti amano la piazza o le manifestazioni. Ma a certe provocazioni, di fronte alla morte di bambini che sono nati senza sapere di che “razza” fossero, di fronte ai ridicoli paragoni canini, occorre quanto meno indignarsi con coraggio e con azioni positive e di testimonianza per portare aria nuova».

Attilio Menos

 

Ancora sulla vignetta di Vauro

 

«La vignetta in cui l’ombrello veniva usato impropriamente non è frutto della fantasia di Vauro, ma è una citazione del vignettista Altan, che ha fatto di quel gesto un suo marchio di fabbrica. Vorrei poi ricordare al signor Draper che il “personaggio” Vauro non è per niente profumatamente retribuito anche a nostre spese, visto che ad Annozero lavora gratis perché il direttore generale della Rai Mauro Masi (evidentemente sotto pressione di “qualcuno”) non gli ha firmato il contratto di lavoro. La satira volgare può piacere o meno, ma a chi pensa che sia un difetto del nostro secolo o di certi “impresentabili personaggi” consiglio di leggere una commedia di Aristofane o di Plauto».

Giovanni Macchia

 

Personalmente ritengo che sia una questione di cattivo gusto: Vauro pare aver ecceduto.. La satira, purtroppo, è specchio del Paese. Ma che sia la satira a rendere scostumata l’Italia non mi sembra. La sobrietà non alberga più nella penisola, almeno in coloro che hanno visibilità.

 

Nella giungla mediatica

 

«È stato lanciato al museo Guggenheim di New York il tanto atteso The Daily, primo magazine creato da Rupert Murdoch appositamente per iPad (table computer). Il mio dubbio atroce è che questo nuovo sistema per i magazine, metta in ginocchio non solo l’editoria mondiale e il relativo cartaceo, ma farà registrare anche perdite notevoli per edicolanti, trasporti e altri servizi. Poiché questo nuovo tipo d’informazione telematica va sempre più diffondendosi anche per i quotidiani, mi chiedo e chiedo: che ne sarà della lettura del giornale (treni, aerei e un po’ dappertutto), con il conseguente calo della tiratura? Sono arciconvinto che i giovani d’oggi e in misura maggiore le future generazioni opteranno sempre più per questo nuovo modo di leggere, ma sono altrettanto certo che, per moltissimi lettori attuali della carta stampata, è triste rinunciare alla “messa del laico”, come diceva Hegel».

Luigi Antonio Raviele – Avellino

 

Non è l’ultimo prodotto di Murdoch ad annunciare la morte della carta. E non credo che la carta morirà. Avrà, certo, altre diffusioni e altre forme di diffusione, ma non scomparirà. Perché i media si affiancano e non si sostituiscono: ad esempio la radio, data per morta, è invece oggi sostenuta da una nuova primavera. E se anche la carta sarà sostituita da una pellicola di plastica in tutto e per tutto simile alla carta, su cui toccando un’icona si potrà voltar pagina…, penso che ci abitueremo.

 

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Incontriamoci a “Città Nuova”, la nostra città

 

I lettori, la nostra forza

 

Alcuni stralci di lettere giunte in redazione. Grazie di cuore a ciascuna lettrice, a ciascun lettore.

 

«Non se ne può più di quello che tivù e giornali propinano per convincerci che il mondo è uno schifo, ma noi non vogliamo cascarci e continuiamo a credere che di bello e positivo ce n’è tanto e la vostra rivista lo mostra a tutto campo». (Vittorio Lombardi – Milano)

 

«Vi scrivo solo per chiarire che il mio essere un vostro abbonato non significa che approvi in modo totale, incondizionato, aprioristico la vostra linea. Mi scuso per la schiettezza. In amicizia». (Fabiano Morson – Pordenone)

 

«Ho ricevuto il contributo di solidarietà dei lettori di Città Nuova che ha donato uno squarcio di Cielo nel buio che imperversa intorno alla mia sfortunata famiglia per la quale lo Stato e le istituzioni sono assenti, purtroppo. Ci ha pensato codesta spettabile redazione alla quale va il mio più sentito grazie». (A. P. – Campania)

 

Alle Poste di Verona: «Per noi abbonati è essenziale, e ancor più per chi lavora nella rivista, che venga consegnata in tempo. Città Nuova si può ricevere solo via posta, non si trova in edicola, per cui è indispensabile che anche le poste facciano bene il loro servizio». (Paola Farenzena – Verona)

 

«Lunedì ci siamo concesse una pausa con tè e cioccolato in compagnia di Città Nuova. Ciascuna ha donato il contenuto di un articolo trovato interessante ma ha anche apprezzato il formato compatto, buono per la borsetta. Insomma, una palestra per la mente, nel dire la propria ma anche nell’ascoltare l’altra. (Giovanna, Giovanna e Cristina)

 

«Ho fatto bonifico doppio, ma di proposito. Regalo due abbonamenti a due persone che non possono permetterselo. Magari leggere qualcosa di storie di altri fa affrontare meglio i propri problemi come a volte accade a me». (P. D.)

rete@cittanuova.it

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