La Posta di Città Nuova

Posta
 Lettori che ci commuovono

 

La gratitudine non è mai scontata. Riscalda il cuore e sprona a fare sempre meglio. Quando, poi, viene accompagnata anche da un segno che sottolinea il valore che l’altro dà al tuo impegno, ti commuovi. Ecco alcuni “gioielli” arrivati in redazione:

 

«Vi sto conoscendo per via di un abbonamento donatomi in un momento particolare. Nella vostra rivista sto trovando quel “sì, sì” e “no, no” che si respira nel Vangelo. Il dono è giunto da una persona dei Focolari che per me è, di fatto, un’estranea: l’avevo ricontattata dopo ben otto anni. Non avevo mai dimenticato la rara autenticità e il coraggio disinteressato con cui allora si comportò in un certo contesto, e avevo il bisogno di ricordarmi che esistono persone che agiscono così nel concreto delle loro scelte quotidiane. Grazie a Città Nuova sto scoprendo meglio le ragioni per cui questa persona eccezionale, per fortuna, sembra non essere un’eccezione».

Massimo Rapi – Firenze

 

«In data odierna abbiamo effettuato un bonifico di € … a favore della rivista con le offerte raccolte in occasione del funerale di Marcello Lucattini, vostro affezionato lettore. Con l’occasione, auguri di una proficua campagna abbonamenti».

Famiglia Lucattini-Di Marco

 

«Ho avuto la possibilità di partecipare all’incontro di sabato 18 settembre per Città Nuova a Loppiano. È stato molto interessante e stimolante. Purtroppo, per svariati motivi, si legge sempre meno. Quando alcuni abbonati disdicono l’abbonamento, il motivo è sempre: “La rivista è bella ma non trovo il tempo per leggere”. Tutte scuse sacrosante; ma nel contesto attuale come ci rapportiamo con le persone se non abbiamo un supporto culturale adeguato? Per rimanere vicino a quegli amici, fotocopio per loro degli articoli. Dobbiamo stimolare alla lettura o rassegnarci a diventare analfabeti di ritorno?».

Francesco Caldogno – Peschiera del Garda (VR)

 

«Ringrazio per l’abbonamento che voi mi avete rinnovato. Spero il prossimo anno di poterlo rinnovare personalmente».

Lettera firmata

 

rete@cittanuova.it

 

 

Ancora sull’Islam

 

«Mi ritengo una persona tollerante, soprattutto nel rapporto coi musulmani. Ma le notizie come quelle sulla strage nel Kashmir nella scuola cristiana, o la minacciata lapidazione di Sakineh o, ancora, le tesi propugnate da Oriana Fallaci mi sgomentano. È l’Islam in sé che ha tali potenzialità distruttive e autodistruttive?».

Paola Giani – Teramo

 

Sull’Islam, purtroppo, c’è grande ignoranza. Gli stereotipi che lo riguardano sono sempre più diffusi: i musulmani sarebbero cioè tutti guerrafondai, misogini, intolleranti e via dicendo. La responsabilità dei media occidentali, va detto, è enorme nel veicolare tali scorciatoie erronee. Sulle nostre colonne e sul nostro sito proviamo, ogni volta che possiamo, a prendere i singoli problemi per quello che sono, cercando di non fare ideologia ma di inquadrarli nel contesto culturale e politico nel quale si sono sviluppati. Così l’assalto alla scuola nel Kashmir non è legato direttamente alla minaccia di bruciare il Corano d’un pastore della Florida; così la vicenda di Sakineh non deve oscurare il grande peso delle donne nella vita iraniana; così la Fallaci ha le sue ragioni, ma in certe sue tesi contro i musulmani ha perso il senso della misura…

Si chiedeva Panebianco sul Corsera del 14 settembre: «Nascerà, come si spera, un Islam europeo, ove religione e piena accettazione dei princìpi occidentali di convivenza civile riusciranno a convivere? Oppure prevarranno il rifiuto, la separazione e il conflitto?». Discorso apparentemente giusto, salvo che non si conosce l’Islam parlandone della sorte. È giunto il momento di capire che la sfida non è più quella di adattare l’Islam alla nostra civiltà occidentale (peraltro di difficile definizione), e quindi di “piegarlo” ad essa. Si tratta di far incontrare culture e tradizioni diversissime in un’operazione planetaria di giustizia. Legga le tante interviste con leader musulmani fedeli all’Islam e nel contempo dialoganti e capirà che avere paura dell’Islam e dei musulmani è l’operazione più errata che si possa fare per arrivare ad una necessaria conciliazione.

 

 

A proposito di Newman

 

«La biografia del card. Newman, spesso menzionata in questi giorni, presenta aspetti di grande attualità. Mi riferisco, in particolare, ai biliosi attacchi sferratigli da personaggi assai scialbi quanto a cultura, ma notevoli per grettezza ed invidia contro chi lo soverchiava per dottrina ed onestà intellettuale. Personaggi, guarda caso, ben introdotti nel mondo mediatico. Ad essi, Newman rispose da par suo, con magnanimità e argomentazioni ineccepibili.

«I detrattori del cardinale sembrano rivivere, nei loro lati peggiori, in certi “maestri di pensiero” dei giorni nostri, notevoli per supponenza ed appoggi mediatici, non certo per preparazione e professionalità. Il loro “lasciapassare” è un anticristianesimo piuttosto dozzinale».

Goran Innocenti

 

Ha non poca ragione, caro Innocenti, e tuttavia mi sembrerebbe utile – nello stile della nostra rivista – mantenere anche noi lo stesso sentimento tollerante che il card. Newman nutriva nei confronti dei suoi detrattori.

 

 

La scuola di Adro

 

«Cosa ne pensate di quel preside che ha tappezzato la sua scuola con centinaia di “soli” leghisti?».

N.M. – Piacenza

 

Ci sembra che nell’epoca della visibilità – esisto se appaio – il dirigente scolastico in questione abbia trovato un modo in fondo originale per passare in tv. Battute a parte, il problema è serio: la scuola pubblica italiana non può essere appaltata a realtà che con lo Stato hanno poco a che fare. Ma nemmeno il ministro Gelmini è riuscita a farlo recedere, e nemmeno il presidente Napolitano. L’unità d’Italia nasce infatti in primo luogo nelle classi scolastiche, nella storia che viene loro insegnata, nella necessaria coabitazione con persone provenienti da altre regioni, e ora da altri Stati. Bisogna vigilare con attenzione per preservare questa peculiarità italiana.

 

 

Filippo Neri in tv

 

«La fiction Preferisco il paradiso con Gigi Proietti nel ruolo di san Filippo Neri, in onda su Raiuno, mi ha entusiasmato e a tratti commosso. Scene che mi hanno fatto vivere-rivivere momenti di intensa spiritualità. Questo grande santo, che sapeva parlare ai giovani diseredati, scelse la propria missione al totale servizio del Vangelo lasciando un esempio di immensa umanità e carità cristiana».

Franco Petraglia – Cervinara (AV)

 

 

La lotta al terrorismo

 

«Leggo su un organo di stampa più che autorevole, l’Osservatore romano: “La lotta contro il terrorismo internazionale è già costata agli Stati Uniti più di mille miliardi di dollari dall’11 settembre 2001”. E se quei soldi fossero stati investiti in altro modo? Forse il terrorismo internazionale sarebbe meno forte di quanto non sia ora».

Paolo Linguelli – Rapallo

 

La sua domanda è assolutamente legittima e per certi versi devastante. La strategia adottata dalla Casa Bianca sotto George W. Bush è stata basata sulle teorie elaborate nell’American Enterprise Institute, all’epoca guidato da Paul Wolfowitz, quelle degli “Stati canaglia” da dover combattere a tutti i costi. I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti: Iraq ancora in confusione totale, Afghanistan nel marasma, rapporti con l’Iran in bilico, Pakistan in bilico tra fondamentalisti e governo filoamericano… Se si fosse investito con più lungimiranza non solo in azioni militari e di intelligence, ma anche in opere di cooperazione nel campo educativo e agricolo, con ogni probabilità la situazione sarebbe ben diversa.

 

 

Riciclare

 

«In un articolo si invocava “l’arte del riciclaggio” oggi scomparsa con l’era del consumismo. Ebbene, ancora oggi io riciclo e risparmio nonostante tutto… Così le tende diventano tendine, molte sono fatte da me all’uncinetto e sono molto apprezzate. Non parliamo di copertine regalate ai neonati (c’è solo il costo del materiale buono!) e poi tanta fantasia e creatività. Per le feste di Natale comincio da ottobre: sciarpe, berretti… Cosa si fa con giornate piovose, gelide a volte?

«Risparmiare non è difficile: tante gocce fanno l’oceano. Se qualcuno ha del terreno, non solo da giardinaggio ma anche per un piccolo orto, si possono piantare piccoli aromi, spezie, alla portata di tutti e senza difficili piantagioni che richiedono moneta e sforzi gravi. Al riguardo, ecco un’esperienza personale: volevo rinnovare i cuscini del salotto. È bastato un tocco, un particolare, una cornice di merletto, e sono rimasta due volte contenta, perché avevo personalizzato e perché avevo risparmiato. Se facciamo volare la nostra fantasia, vivremo meglio».

Anna Gemma Tatulli – Molfetta (Ba)

 

 

Le ingiurie di Bossi

 

«È appena giunto a tutti l’insulto dell’on. Bossi ai romani. Beh, io, nato a Roma, vissuto per molto tempo a Roma, effettivamente l’offesa l’ho sentita. Però per il fatto che scrivo a Città Nuova, attraverso la quale tutti ci proponiamo di realizzare una società nuova, sull’amore reciproco che va oltre ogni cosa, ho pensato che questo ideale non può essere tradito per una reazione di pari offesa. Per cui, eh sì, è un prossimo da amare anche Bossi! Nel contempo però bisogna anche adoperarsi affinché chi fa del male non lo faccia più; pertanto chiedo ai lettori di Città Nuova che leggono anche La Padania – e mi auguro che ce ne siano –, che rimangano fedeli più all’amore che ci unisce che all’odio che ci disunisce».

Luigi Liberati

 

 

L’auto in panne

 

«Stavo tornando a casa verso le 13 quando improvvisamente l’auto cominciò a perdere giri sino a dovermi fermare. Ogni tentativo di farla ripartire fu vano; allora cercai il cellulare per avvisare il soccorso, ma invano, perché l’avevo scordato a casa. Mi sentii impotente. E invece? Guarda caso avevo parcheggiato proprio di fronte ad una casa chiusa; tuttavia osai suonare il campanello e dopo qualche minuto venne al cancello una giovane signorina sorridente cui confidai l’accaduto e le chiesi se disponeva di un cellulare per avvisare il soccorso. Così finalmente potei chiamare. Alla mia richiesta di contribuire alla spesa telefonica, lei mi sorrise ed anzi mi ringraziò. Questo fatto mi rincuorò.

«A casa però c’era Franca che mi attendeva e quindi sarebbe stato opportuno uno squillo tranquillizzante ma non ebbi il coraggio di chiedere un’ulteriore disponibilità a quella signorina. Guardandomi attorno notai poco lontano due giovani che armeggiavano intorno ad un cancello carraio ed a loro mi rivolsi. Subito con grande disponibilità mi offrirono il cellulare per tranquillizzare Franca: anche loro ovviamente non vollero alcun compenso e così ci salutammo con grande gioia.

«In questo fatterello ho toccato con mano una tale ricchezza di rapporti, proprio con i giovani, da riempirmi l’anima di gratitudine tanto da mettere in secondo ordine il guasto stesso, anzi benedetto guasto».

Mario Elio

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