La posta di Città Nuova

Libretti

Incontriamoci a Città nuova, la nostra città

 

Rivista e libretti

 

Una lettrice di “Città Nuova” scrive a chi le ha proposto la rivista e i libretti.

 

«In questa giornata piena di sole verrebbe voglia di spalancare tutte le finestre e far entrate la freschezza e la voglia di primavera. Da un po’ ho spedito i bimbi a scuola, Ranieri è al lavoro e io prima di iniziare le consuete pulizie di casa ho deciso di scriverti.

«Ho appena concluso di leggere il libretto allegato a Città Nuova intitolato In due (5 segreti). È veramente meraviglioso, pieno di consigli per migliorare il rapporto di coppia e di conseguenza il clima familiare.

«Domenica sera, dopo essere tornati da Vicenza, ho provato a metterlo in pratica e ho comunicato con amore a Ranieri una cosa che mi aveva fatto star male del suo comportamento. Lui pensando che lo stessi aggredendo e giudicando, non ha capito cosa stavo cercando di fare (cioè comunicargli con amore le cose che mi avevano ferito). Così ne è nata una discussione, proprio perchè non era abituato e non sapeva cosa stessi facendo.

«Lunedì pomeriggio ne abbiamo di nuovo parlato e gli ho consigliato di leggere anche lui il libretto e gli ho spiegato quanto importante fosse per me raggiungere (naturalmente con il tempo) una vera “comunione d’anima”.

«È stato d’accordo su tutto, tanto che, per dimostrarmi che anche lui ci teneva a continuare a camminare insieme, lunedì sera mi ha proposto di leggere insieme il Vangelo e lo abbiamo fatto per tutta la settimana, anche se stanchi dalla giornata.

«Questo per dirti che ti ringrazio molto per il dono che ci hai fatto. Quando mi hai proposto di abbonarmi regalandomi una copia di Città Nuova, era il periodo in cui Ranieri era senza lavoro, così non volevo pesare sul bilancio familiare. Ma tu hai capito che mi poteva essere utile così ce l’hai donato.

«Ringrazio il Signore per averci fatti incontrare, tu ed Urbano siete l’esempio di coppia alla quale vorremmo assomigliare arrivando alla vostra età (anche voi con le vostre discussioni, i vostri difetti, ma sempre in cammino con amore accompagnati dal Signore)».

Elena

 

rete@cittanuova.it

 

Città Nuova sul bus

 

«Ho fatto un sogno: ho convocato in un saloncino le persone che abitualmente incontro nella mia giornata e ho distribuito un questionario su Città Nuova. Mentre gli amici rispondevano alle domande, me ne sono andato a fare un giro. Al ritorno il saloncino era vuoto. Mi è venuto in mente il disagio che provo quando vedo delle copie della rivista inutilizzate. Così nel sogno avevo deciso di lasciare sui seggiolini dell’autobus queste copie inutilizzate. Mi sono svegliato soddisfatto».

Bruno Druscovich

 

Il piccolo popolo dei nostri lettori è composto di gente cosciente dell’importanza del messaggio veicolato da queste pagine. Grazie Bruno!

 

Gli errori della Chiesa

 

«Negli ultimi tempi é evidente, da parte di alcuni media e conduttori televisivi, ultimo in ordine di tempo Gad Lerner, l’enfatizzazione di fatti veri o presunti accaduti all’interno del mondo cattolico. Certi episodi mi rattristano, ma non mi meravigliano, perché nessuno è esente dalle debolezze umane. Cristo fu tradito per ben tre volte dal suo apostolo Pietro, ma proprio a lui disse: “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”. In 2000 anni di storia non pochi mascalzoncelli e anime fragili hanno attraversato curie e sacrestie, ma la Chiesa è altro e proprio per questo ha resistito sia all’usura umana che a quella del tempo».

Lucio Cash

 

D’accordissimo con lei, signor Lucio. Aggiungerei che, in tempi di crisi, la Chiesa può rimettersi in sesto, come tante volte è accaduto, nel continuo confronto col Vangelo.

 

Obiettività delle recensioni

 

«Vorrei esprimere un mio parere sulla rubrica degli spettacoli che mi pare da un po’ di tempo superficiale nei giudizi morali. Alcuni esempi. Avatar viene presentato senza nessun giudizio morale; il film 2012 è classificato “consigliabile”, mentre sappiamo che non lo è. Sul n. 3 i tre film vengono classificati “consigliabili”, ma a chi? Non sarebbe più giusto servirsi delle classifiche del Centro cattolico cinematografico che usa la parola “accettabile”? Grazie e cordiali saluti».

Lettera firmata

 

Risponde Mario Dal Bello. Gentile lettrice, grazie per le puntuali osservazioni, che ci aiutano a migliorare il nostro lavoro. Le recensioni dei film sono sempre seguite dalla valutazione della Commissione nazionale film della Cei che danno un’indicazione pastorale, quindi anche morale. Il compito del recensore è invece quello di dare una valutazione di carattere estetico, secondo la propria sensibilità: cristiana, nel nostro caso. I giudizi definiti “consigliabili” sono dunque quelli forniti dalla Cei che li ha rinnovati: l’“accettabile”, ad esempio, è divenuto “consigliabile”. Si può consultarli sul sito: www.cnvf.it.

 

Etica del fare

 

«Caro direttore, grazie per il suo editoriale sull’etica del fare. Vorrei segnalarle un articolo apparso su La Stampa, a firma del direttore Mario Calabresi, che titola così: “Basta fatti. Vogliamo promesse”. Paradossale ma significativo. Se i fatti fossero parte di un progetto per il bene comune sarebbero benvenuti. Ma i fatti che i politici sanno darci sono solo interessi personali mal gestiti. Ha ragione Giuseppe De Rita quando dice che “l’Italia ha perso il senso del peccato, compreso lo Stato”. Andate avanti così».

Paolo Gennari – Venezia

 

Malati assistiti

 

«Mia figlia Silvana ha scoperto di essere sieropositiva tramite un suo ragazzo. Nonostante tutto, si è sposata nell’87. Faceva la parrucchiera, ma poco dopo sono iniziati i problemi. Esami, ricoveri, alti e bassi. Aveva voglia di vivere anche sapendo ciò che aveva. Nel 1993 peggiorava sempre, ogni giorno flebo e febbre. Suo marito le stava vicino e anche noi genitori. Non ha voluto più ricoverarsi, ho chiesto un’assistenza a casa ed era seguita bene. Nel 1995, il 24 novembre ci ha lasciato.

«Quello che cercavo di esporre è che per i malati e i parenti, se c’è assistenza esterna, è meno triste andarsene che magari soli in ospedale. Quando faceva le trasfusioni al Sacco di Milano era una grande tristezza. Vedere molti ragazzi (massimo 40 anni), soli, che non ci sarebbero stati più, e il grande silenzio di quei reparti è qualcosa che rimane».

Franco Contessi – Brugherio (Mi)

 

Caro signor Franco, vicende come questa da lei riferita dimostrano che l’amore è il vero motore non solo della vita personale ma anche di quella sociale. Grazie di cuore della sua testimonianza.

 

Campagne elettorali

 

«La letterina del sig. Loris Bianchi sul n. 4 ha risvegliato in me un cumulo di tristi ricordi inerenti le ultime campagne elettorali in cui vigevano le preferenze. C’erano lotte velenose tra candidati della stessa coalizione o partito, il controllo e la pressione sugli iscritti per “ingaggiarli” nella propaganda, spedizioni notturne per coprirsi reciprocamente i manifesti, nonché una girandola estenuante di incontri sul territorio con gruppi e associazioni, tavole rotonde e contatti con i media. È difficile immaginare l’impegno economico. Certo, l’istanza delle preferenze è irrinunciabile, ma forse bisognerebbe inventare delle regole per limitare il degenerare della lotta politica “fraterna”, oltre ad auspicare un sussulto di civiltà tra i politici».

Angelo Guzzon – Cernusco Bombardone (Lecco)

 

Da sempre Città Nuova ha espresso la sua chiara preferenza per una legge elettorale che permetta di scegliere i propri eletti, con nome e cognome, e non mettendo una croce solo sul simbolo di un partito. Ci sembra di non dover mutare registro, soprattutto dopo le ultime, tristissime vicende legate alla presentazione delle liste elettorali in alcune regioni italiane. Certamente la legge dovrebbe prevedere, e in molti casi in Europa lo fa, anche un tetto alle spese dei candidati.

 

Complimenti

 

«Secondo noi, la presentazione nella nuova versione grafica della Parola di vita è ottima. Il fatto che ci sia una parte di introduzione alla parola di vita (“Verso l’unita”), che aiuta a meglio comprendere quanto Chiara Lubich ha scritto (“Parola di vita”), seguita dalla parte che chiude e fa alcune considerazioni sulla Parola di vita stessa (“Spiritualità e…”), è un vero aiuto nella comprensione del pensiero di Chiara.

«Ottime anche le rubriche dello psicologo, la vita di coppia, e “In famiglia”, che sono quelle che leggiamo per prime per i preziosi spunti pratici e di sostegno alla famiglia. Grazie per il vostro prezioso lavoro».

Alessandro e Antonella

 

 

Più rispetto per le toghe

 

«Caro Direttore, scrivo per manifestare tutto il mio disappunto circa i toni sprezzanti e il linguaggio irriguardoso del nostro premier nei confronti della magistratura, ma poi ho desistito pensando che il Cavaliere potesse ravvedersi nel tempo. Ma così non è stato. Anzi, i suoi ultimi attacchi sono peggiorati: “Pm talebani, vero cancro del nostro Paese, peggio della criminalità”. Personalmente sono amareggiato e sconcertato per il pessimo esempio che il primo ministro dà all’Italia intera. È necessario, invece, maggior rispetto e fiducia nella nostra giustizia. Solo così si può sperare in un governo efficiente e democratico. Basta con i conflitti tra la politica e la magistratura!».

Franco Petraglia – Cervinara (AV)

 

Pedofili sono solo i preti?

 

«È passata quasi sotto silenzio la notizia che in una prestigiosa scuola tedesca, non religiosa, legata all’Unesco, un centinaio di allievi siano stati vittime di abusi sessuali da parte di quattro insegnanti. Invece, i media di tutto il mondo hanno ampiamente parlato, in questi giorni, di abusi sessuali avvenuti in alcune scuole cattoliche tedesche, alcuni avvenuti addirittura 50 anni fa, i cui insegnanti incriminati erano stati a suo tempo puniti.

«Fonti non confessionali stabiliscono allo 0,3 la percentuale di infamie per il clero cattolico, molto più bassa di quella che colpisce altre categorie professionali e ministri di altre confessioni religiose. Se poi consideriamo che il 70 per cento degli abusi sessuali su minori avviene in famiglia, specie in quella allargata, si deduce che è in atto una vera e propria campagna per screditare la Chiesa cattolica.

«Benedetto XVI ha stabilito regole molto più rigide per la selezione dei candidati al sacerdozio e ha raccomandato ai vescovi maggiore vigilanza e rigore, ma sarebbe auspicabile che questo avvenisse anche in ambienti laici».

Fabiano Bermudez

 

Sacrosante parole. Un giorno la storia dirà che alcune accuse sono state effettivamente generate non dall’amore per la verità, ma da uno spinto anticlericalismo. Tuttavia ciò non esime la Chiesa, come sta facendo il papa, dal mettere in atto ogni sforzo per sradicare la mala pianta nella Chiesa. Non è tollerabile che degli uomini di Chiesa commettano tali atti abominevoli.

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