La Posta di Città Nuova

Catechismo
 

 

Incontriamoci a “Città nuova”, la nostra città

 

Catechismo, che passione!

 

Numerosi sono gli echi che arrivano all’editrice Città Nuova per il supporto sempre più apprezzato dei sussidi al catechismo della Chiesa cattolica. Ma anche la rivista viene utilizzata in maniera efficace. Parola di lettore.

 

È da oltre venti anni che con Roberta, la mamma di due bimbi meravigliosi, faccio catechismo ai ragazzi per prepararli a ricevere la cresima. Tra di noi c’è stima e fiducia reciproca costruita nel corso degli anni. Quasi sempre ci troviamo nei giorni precedenti l’incontro per definire cosa e come fare, e ogni volta sentiamo che il programma preparato insieme risulta quello giusto per i ragazzi.

Nonostante questo, al momento dell’incontro, è sempre difficile coinvolgere i ragazzi e qualche volta ci diciamo con Roberta che forse ci sono altri modi… per guadagnarci un po’ di paradiso.

Però abbiamo trovato un sistema che funziona quasi sempre. Ecco come si svolge un incontro “tipo”: iniziamo con una preghiera che viene “sorteggiata” lanciando un dado che ha su ogni faccia una preghiera. Poi cerchiamo di spiegare loro quello che con Roberta abbiamo preparato; qualche volta riusciamo a coinvolgerli, altre volte invece scoppia il caos.

Di comune accordo con Roberta, tengo sempre pronte alcune esperienze da raccontare. A volte sono mie, altre le traggo dalla sezione “Dal vivo” di Città Nuova, oppure utilizzo una favola della rubrica “Fantasilandia”.

Posso dire che il successo è quasi sempre assicurato, l’attenzione è catturata e con poche parole si può adattare la lettura di una o dell’altra  pagina all’argomento dell’incontro.

I ragazzi si fanno attenti e le loro domande o risposte diventano serie e motivate, oppure restano in silenzio con dipinto in volto stupore e meraviglia.

Abbiamo concluso che è un po’ più facile guadagnarsi un pezzetto di paradiso, grazie a Città Nuova.

Gianfranco Piccardo

 

La gioia sottile di sfogliare la nuova “Città Nuova”

 

«Ho ricevuto Città Nuova una settimana fa. Lì per lì l’ho scorsa, poi l’ho messa da una parte, perché volevo trovare un tempo buono per assaporarla il più profondamente possibile. Oggi è stato quel giorno. Sono qui con questo nuovo giornale in mano con nell’anima una gioia sottile, di quelle che ti fanno assaporare la presenza di Dio: tutto è bello, tutto armoniosamente realizzato, tutto nuovo, tutto incisivo. E non saprei più che aggettivi usare per esprimere l’eco intima che risuona dentro».

Nunziatina Cilento – Castelli

 

«Oggi mi è arrivato il nuovo numero di Città Nuova. Colgo l’occasione per esprimere il mio stupore e la gioia nel vedere anzitutto il nuovo vestito (più piccola, più leggibile e meno difficoltosa nel leggere gli articoli, molto più snelli) e poi la soddisfazione di avere letto l’entrata di Michele Zanzucchi il quale dice che dopo avere ascoltato tutti in questo anno è venuto così (secondo me così bello)».

Ale e Miry sempre a disposizione

 

«La nuova veste grafica è bella, leggera eppure “seria”, più leggibile, più “armonica” ed efficace. Credo di non svelare il quarto segreto di Fatima nel dire che l’abbiamo sfogliata e commentata una sera a cena, in famiglia, trovandola davvero una bellissima novità».

Riccardo Bosi – Roma

 

«Vi scrivo pur con qualche difficoltà (ho avuto un ictus) per dirvi che ho trovato molto interessante la nuova veste di Città Nuova: mi pare che renda concreto nei media il pensiero e l’azione del “farsi uno”. Complimenti».

Ettore Massari – Piacenza

 

«Sono una vostra appassionata lettrice. L’ideale di Chiara è il faro che mi guida nella vita e mi orienta nell’agire di ogni giorno, la lettura della vostra e, lasciatemelo dire, nostra rivista, perché questa è la sensazione che provo nel leggerla, mi aiuta nel cammino mio di moglie e madre, lavoratrice; i vostri consigli e le vostre dritte, il vostro modo di scrivere mi è di grande sostegno nella vita. Vorrei complimentarmi per la nuova schermata della rivista soprattutto perché “Nuova” è maiuscolo e dà segno di volere veramente avere un mondo nuovo».

Claudia Lo Presti – Patti (ME)

 

«Grazie del dono che ci avete fatto rinnovando in maniera così profonda e riuscita Città Nuova. Dono ancora più gradito perché inaspettato. Ora la rivista è davvero attraente: il formato, la nuova veste tipografica… senza parlare dei contenuti. Mi sono messo a leggere le toccanti pagine centrali e non mi sono nemmeno accorto che era arrivata l’ora di pranzo. Credo che aumenterà anche il numero dei lettori. Per parte mia, sento di avere un motivo di più per farla conoscere».

Don Pio Pesaresi – Macerata

 

«Oggi è arrivata Città Nuova e ho avuto la piacevolissima sorpresa di trovare la rivista rinnovata e più bella. Mi ha colpito favorevolmente l’inserto di spiritualità al centro del giornale, così da poterlo staccare e consultare più agevolmente». 

Liliana Anchisi – Cagliari

 

Forse era meglio prima…

 

«Ho aperto questa mattina Città Nuova nella sua nuova veste. Da vecchio lettore e modesto abbonatore, sono rimasto un po’ disorientato. Anzitutto ho notato che la posta di Città Nuova è messa all’ultimo, l’articolo “In profondità” verso la metà della rivista. A mio avviso era più interessante iniziare con i suddetti argomenti. Non facciamo che, per apparire nuovi, togliamo qualcosa di importante?».

Alberto Di Girolamo – Marsala

 

«Premetto che quello che vi scrivo non è frutto di risentimento o… altro, ma è per dare inizio a quel rapporto diretto che da un po’ di tempo intendevo costruire con Città Nuova. Nella vita mi occupo di curare l’aspetto estetico delle cose. È per questo che mi sento quasi in dovere di dirvi che purtroppo non trovo particolarmente gradevole il nuovo look di Città Nuova. Ovviamente è solo il mio modesto parere. Sia la copertina che l’impaginazione è come se avessero perso un po’ di contemporaneità e il risultato è un po’ retrò. Molto gradevole invece il taglio compositivo da pagina 60 in poi. So che ci sono dei precisi motivi per le scelte fatte e ho appena letto che molte vi sono state suggerite da noi lettori; ma vi prego di prestare più attenzione all’immagine».

Monica Casentino – Palermo

 

Sono proprio tanti i lettori che plaudono alla nuova formula, mentre solo qualcuno ci rivolge critiche, come al solito garbate. Se gioiamo per tutti coloro che hanno voluto farci sapere il loro accordo con i cambiamenti, rivolgiamo la nostra attenzione alle critiche, perché se è vero che questa rivista è nata dall’ascolto dei lettori, la redazione deve continuare ad ascoltare. E un progetto grafico è sempre perfettibile!

Al lettore di Marsala vorremmo solo precisare come la corrispondenza sia stata posta alla fine della rivista per non avere “cali di intensità” nella lettura, e anche perché molti lettori ormai sfogliano la rivista a partire dalla fine. La spiritualità inserita al centro di Città Nuova, invece, vuole essere il cuore di tutta la rivista.

Grazie quindi a tutti, di cuore, dalla redazione, dall’ufficio abbonamenti, dall’amministrazione e da tutto il Gruppo editoriale.

 

Scuola, ahi ahi!

 

«Sono un insegnante in pensione; ho vissuto quindi la mia vita tra i banchi di scuola, prima da alunno, poi da docente. Perché, dovendo diminuire le spese, fra le prime a tagliare sono quelle della scuola e della sanità? La sanità riguarda la salute alla quale, credo, tutti teniamo in modo particolare; la scuola è alla base della società, è quella che prepara i futuri insegnanti, avvocati, medici… Se la scuola viene depauperata, avvilisce gli insegnanti, gli alunni, che, quando raggiungeranno un titolo di studio, saranno degli “zucconi”».

A. di G.

 

I tagli della spesa pubblica sono certamente necessari, per via dello sperpero dissennato dagli anni Settanta in poi. Su questo mi sembra che vi sia quasi unanimità nel Paese. Quando invece si tratta di scendere nel merito di queste decurtazioni, ecco che nascono le discussioni. Ovviamente i tagli debbono cominciare dalle voci di spesa maggiori, cioè difesa, pensioni, istruzione e sanità. Nei fatti sono però soprattutto queste due ultime poste a subire i maggiori tagli. Se entrambe necessitano di una razionalizzazione, quelle della sanità sono più evidenti, soprattutto in certe sacche di malasanità e di malapolitica. Tagliare istruzione, ricerca e cultura è invece sempre un azzardo, ne siamo convinti. Ce ne accorgeremo.

 

Ancora sugli immigrati

 

«Penso che bisogna essere cauti nel dare la cittadinanza italiana a persone che hanno storie molto diverse dalla nostra. Mi riferisco in modo particolare al diritto-dovere di pretendere la reciprocità. Nel nostro Paese ci sono circa ottocento moschee; più che giusto che abbiano i loro luoghi di culto per pregare Dio. Ma, mi chiedo, possiamo noi costruire le chiese nei loro Paesi? Lo sapete che, se un italiano sposa una ragazza musulmana, deve convertirsi all’Islam e i figli devono essere obbligatoriamente musulmani?

«Non si può guardare solo le cose belle o solo le cose che non vanno. Se vogliamo un vero dialogo con queste persone, dobbiamo avere sia noi che loro il coraggio di confrontarci».

B.D.

 

Non cesseremo mai di parlare di immigrazione, perché si tratta di uno dei problemi che più interpella la coscienza dei cristiani ma anche chiunque abbia un briciolo di sensibilità umana. Anche le nostre leggi debbono tener conto del patrimonio di accoglienza e tolleranza accumulato nei secoli in Europa, pur dovendo non dimenticare il bisogno di sicurezza e il necessario rigore. Senza dimenticare che una sicurezza miope oggi può diventare insicurezza appena domani. Comunque, la invito a leggere “Il punto” e “Primo piano” in cui affrontiamo questi temi da due angoli di visuale diversi.

 

Eroicità da riconoscere

 

«Apprendiamo che una famiglia di Padova, che ha assistito con dedizione la propria figlia cerebrolesa per 15 anni, ha proposto al sindaco di Firenze la cittadinanza onoraria ai coniugi Gorla che per 37 anni hanno assistito la figlia Paola, in stato vegetativo dall’età di quattro mesi. La precedente giunta comunale di Firenze concesse la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro. Ci auguriamo che anche a questa famiglia venga riconosciuta l’eroicità del suo gesto».

Simone Hegart

 

Fiabe e sassi

 

«Leggo con interesse anche le belle storie di “Fantasilandia”. Ora che sono diventata nonna di quattro maschietti penso che sarebbe bello poter avere un libro che contenesse tutte o in parte le storie pubblicate?».

Nonna Bruna Pinto

 

«Desidero complimentarmi per la pagina “Anche i sassi pensano”: i disegni sono espressivi ed efficaci, le battute comunicano messaggi che fanno riflettere. Perché non raccogliere le varie strisce pubblicate in un volumetto che potrebbe costituire un regalo intelligente?».

Marco Modesto

 

Buone idee, fattaci presente già da altri lettori!  

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