La Posta di Città nuova

Incontriamoci a Città nuova, la nostra città

 

Città nuova in vacanza con voi

 

Al mare, in montagna, in città… Finalmente c’è tempo. Di fermarsi a pensare. Quindi anche di leggere.

Ma che cosa leggere? Beh, è ovvio. Tutto quello che capta il nostro interesse e la nostra curiosità. Tutto quello che avremmo voluto leggere durante l’anno ma che richiedeva tempo e concentrazione. Anche un libro di ricette da cui prendere spunto, le parole crociate, il sudoku, una rivista che pubblicizza un nuovo punto all’uncinetto…

Una puntata o più puntate in libreria e nell’edicola sotto casa e la valigia comincia a riempirsi. Per quanto si dica che Internet, tv e radio la fanno da padroni, volete mettere un buon libro o una buona rivista sotto l’ombrellone o all’ombra di una quercia secolare?

 

Chi legge questa rubrica ha già capito dove voglio andare a parare. Nel mare magnum delle pubblicazioni tra cui possiamo scegliere può esserci anche…. Sento già il coro… «Perché leggere Città nuova, la rivista, ma anche i libri dell’editrice? – si chiederanno alcuni –. In vacanza voglio essere spensierato, non pormi problemi esistenziali; riflettere sì, ma senza esagerare! Città nuova è un po’ troppo impegnata, seria. Non ci azzecca niente con la necessità di evadere che devono offrirci le meritate vacanze».

Ecco qui: proprio perché ho necessità di evadere nel senso più alto della parola, Città nuova è fatta proprio per me. Per le mie vacanze. Ma non solo l’ultimo numero. Sceglierne a caso alcuni tra quelli degli ultimi mesi. Perché Città nuova è come il buon vino. È delizioso quando è nuovo, fresco e frizzante, ma è ottimo anche lasciato invecchiare. Alcuni articoli, quelli di spiritualità, ad esempio, alcune risposte dei nostri esperti e poi le pagine sull’arte e la cultura, per non parlare poi delle esperienze di vita, non invecchiano mai, anzi. Più passa il tempo e più se ne apprezza il valore.

Lo dicono diversi lettori che inseguendo Città nuova tutto l’anno senza riuscire a gustarla come vorrebbero, se la portano, appunto, in vacanza e lì se la sorseggiano piano. Come fa Serafina di Cagliari che tra un tuffo e l’altro se la porta sotto l’ombrellone e, poiché ha tante amiche, è costretta, suo malgrado, a cederla e ogni volta è grande la sua sorpresa nel vedere l’interesse che suscita, le domande che fa affiorare. «Ah, ma allora in vacanza non si vuole solo evadere!», lei constata. Proprio così. La lettura del giornale crea il rapporto, chiama la condivisione di ciò che si legge. Crea le condizioni perché ci si ascolti, finalmente. Dopo tanto correre tutto l’anno.

Città nuova in vacanza, ovvero dare gambe alla fraternità.

Marta Chierico

rete@cittanuova.it


Ancora sull’etica in politica

 

«Caro direttore, scrivo a nome anche di altri amici di Firenze che conoscono il Movimento dei focolari dagli anni Sessanta e abbonati alla rivista… Da tempo ci chiediamo: perchè, se vogliamo sapere qualcosa di vero su quello che succede, dobbiamo ricorrere a Famiglia Cristiana? Quando noi andavamo da giovani di casa in casa a proporre l’abbonamento a Città nuova, proponevamo una rivista che era libera da condizionamenti di parte e rispecchiava la visione del solo messaggio evangelico nell’affrontare le problematiche qualunque fossero: questo faceva della rivista una cosa nuova. Perché non è più così, cosa è successo in modo particolare negli ultimi anni? È vero, la nostra società occidentale è presa dal vortice dell’apparire e del nulla, conta solo il danaro. Ma perché i cristiani, se sono tali, si adeguano ben sapendo che non sono quelli i valori che contano? Sta a noi, anche se sparuta minoranza, a risvegliare le coscienze. Altrimenti ci verrà chiesto conto».

Ademaro Dani

 

Caro Ademaro, grazie di questa lettera, che sintetizza il pensiero anche di altre missive giunte in redazione. Penso abbia letto l’editoriale, a firma di Alberto Lo Presti, sulla “politica casta” che dovrebbe prendere il posto della “casta della politica”, articolo scritto riprendendo un geniale aforisma di Igino Giordani. Spero sia così apparso chiaro il nostro pensiero sulle “vicende morali” che coinvolgono la politica italiana. Un pensiero radicalmente evangelico è quello di Giordani, tra l’altro più e più volte ribadito dal pensiero sociale della Chiesa, che non vuole e non può separare morale e politica. Le recenti dichiarazioni di alti esponenti Cei – Crociata, Sigalini, Pompili… –confermano questo nostro sentire.

In redazione più e più volte abbiamo parlato di queste tristi vicende, ritrovandoci sempre… in croce! Tanti nostri lettori infatti militano nel Popolo delle libertà, così come tanti altri hanno fatto scelte diverse. Noi vogliamo rimanere fedeli evangelicamente all’imperativo categorico del rispetto della persona, senza omettere il richiamo alle regole morali cui i politici debbono ottemperare proprio per il loro ruolo di modelli, per la loro visibilità. Altri media, anche cattolici, hanno sensibilità e metodi di denuncia diversi: noi crediamo che la suprema legge evangelica dell’amore, e anche dell’amore per il nemico, richieda un certo ritegno e un sicuro rigore professionale.

Ciò non vuol dire rinunciare alla denuncia, come abbiamo fatto e continuiamo a fare (la lettera che segue lo conferma), di decisioni politiche come i recenti provvedimenti sul cosiddetto “pacchetto sicurezza” che in alcuni passaggi cruciali ci sembrano contraddire certi irrinunciabili dettami evangelici. E umani. (Michele Zanzucchi)

 

Coraggio

 

«Mi congratulo con voi per il coraggio, la chiarezza con cui Paolo Lòriga ne “Il Punto” del n. 10/2009 ha affrontato il tema degli immigrati… Qualche altra volta il giusto desiderio di non apparire nè di destra nè di sinistra e di essere “allineati” con gli indirizzi (talvolta opinabili) della Chiesa italiana non ha permesso alla rivista la stessa chiara posizione a favore degli ultimi (una signora non ha voluto rinnovare l’abbonamento per questo motivo).

«In ogni caso mi rendo conto di quanto sia difficile il vostro mestiere, anche perché i nostri fedeli sono manipolati maggiormente dall’egoismo sollecitato dal sistema politico imperante che dallo stile accogliente di Gesù Cristo. Ho letto l’articolo in questione a un gruppo di famiglie da me curate e ho trovato una buona metà nella linea governativa. Non ha avuto migliore sorte un mio articolo apparso sul nostro quindicinale diocesano di Noto. C’è da parlare, confrontarsi, testimoniare (nella nostra parrocchia si tiene da cinque anni una scuola per ragazzi marocchini e un’altra per le loro mamme). Auguri di cuore».

don Stefano Trombatore

 


Bambini prodigio

e stress antieducativo

 

«Su Città nuova del mese di maggio l’articolo di Paolo Balduzzi ha dato un esattissimo giudizio sul programma Ti lascio una canzone. La trasmissione della Clerici quest’anno ha moltiplicato i suoi concorrenti, ma per farci raccapricciare sempre più vedendo bambini di pochi anni cantare con i lacrimoni.

«È assurdo pensare che ci siano genitori che per esibizionismo sottopongono i loro figlioli a uno stress così antieducativo. Mi farebbe piacere ascoltare qualche insegnante di questi ragazzi sul profitto di questi “neocantanti”».

Grazia Caggiano – Andria

 

Quasi sempre i cosiddetti bambini prodigio, col passare degli anni, fanno una “brutta fine”. Vengono cioè amaramente disillusi, loro stessi e i loro genitori. L’argomento è vastissimo e merita certamente un articolo con l’intervento di educatori e psicologi. Basterà ricordare un grande ex bambino prodigio come è stato Michael Jackson, morto prematuramente proprio in questi giorni (vedi articolo di Franz Coriasco, pag. 34), cui ha arriso una meritatissima fama, ma che non è riuscito a gestire il proprio personaggio, soffrendo atrocemente.


Momenti di vita che sono eterni

 

«Ho appena letto l’articolo “Sui bianchi prati d’asfodelo” (n. 11 di Città nuova). Bello! Come sempre suggestivo: mai scontato quello che scrive Tanino Minuta, fotografando momenti di vita che sono eterni anche quando noi protagonisti di essi non ce ne accorgiamo. Ogni volta che leggo un suo articolo, mi sembra di scoprire un po’ di più della sua anima, della mia anima, dell’anima umana e scopro quanto sia bello elevarsi al di sopra delle cose umane. Gli sprazzi di luce che illuminano quanto scrive portano sempre al soprannaturale».

Carlo – Roma

 

Da più parti e di frequente ci giungono attestati di approvazione su quanto scrive perCittà nuova” Tanino Minuta. A noi non resta che rallegrarcene, certi della condivisione di tanti nostri lettori.

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