La posta di Città nuova

Articolo

Più adulti nel virtuale!

 

«Sarebbe proprio importante la presenza di adulti nel virtuale. Tanto narcisismo (specie tra le ragazze, ma anche donne) che pubblicano centinaia di foto, ogni volta con un nuovo vestito; oppure con la nuova macchina. Una studentessa di una grande città aveva spesso da lamentarsi: una volta che le era morto il gatto di venti anni; poi che avrebbe dovuto cominciare a studiare ma non ne aveva voglia; poi che l’aveva lasciata il ragazzo ed era inconsolabile. E ogni volta c’era una ventina di persone che le rispondevano e la consolavano (un modo per superare la solitudine). C’è poi chi ti invita ogni giorno ad iscriverti ad un altro gruppo, di cui lui è entusiasta. Evidentemente c’è anche il pericolo di trovare gente senza scrupoli, che si mette in vetrina in modo poco prudente. In linea di massima il virtuale può essere un modo per passare le lunghe serate invernali a contatto con persone di tutti i continenti. Può servire a imparare a fotografare, a stare in contatto con gente. Ma penso che se non si è già formati umanamente, ci si può coltivare tanti vizietti…

«Grazie degli interessantissimi articoli. Con Città nuova sì che si possono passare piacevoli serate!».

Antonio Aliffi

 

D’accordo!

 

Comperiamo il caffè nelle “Botteghe del mondo”

 

«Dice bene Paolo P. di Jesi nella sua lettera su Città nuova del 10/3/09: “L’egoismo dei Paesi ricchi nei riguardi del Terzo mondo si accentua nei momenti difficili». Io gli rispondo chiedendogli se i prodotti tipici dell’equatore li acquista dalle multinazionali dei supermercati o nelle “Botteghe del mondo” presenti in tutta Italia. Io ne sono una volontaria e vedo che quelle Botteghe sono molto frequentate soprattutto da non cattolici. I clienti sono comunque sporadici anche laddove sono presenti da decenni. Non si riesce neppure a coprire i turni per l’apertura di tutta la settimana.

«Da due anni e mezzo sono aderente del movimento, ma sto constatando che anche tra noi non c’è questo rispetto per la dignità del lavoro nei Paesi in via di sviluppo. Infatti, i caffè alle macchinette nei convegni e negli incontri sono sempre presi d’assalto come pure i bar, ma è quel caffè delle multinazionali che fa morire laggiù. Da quando faccio la volontaria, e sono informata, non ho più consumato caffè ed altri prodotti equatoriali al di fuori di quelli acquistati nelle Botteghe del mondo. Non mi dite che i loro prodotti sono più cari, perché non è vero».

Angela M. Forte – Cecina Mare (Li)

Il costo gravoso della sanità

 

«Sono ancora indignato perché ieri ho fatto una visita specialistica ed ho dovuto pagare 200 euro; non si rendono conto che 200 euro corrispondono a quasi una settimana di stipendio o di pensione di molti italiani? Oggi ho ricevuto Città nuova con l’articolo “Dottore, quanto costa?”, segno che il costo della sanità è un problema sempre più sentito. E mi chiedo: i nostri politici, specie quelli che si dicono cristiani, perché non fanno niente? E le associazioni dei consumatori nei confronti delle aziende (Enel, Gas, ecc.) che applicano tariffe che potrebbero essere molto minori, perché non intraprendono azioni decisive? Sia gli uni che le altre si rendono complici di questo abuso a danno delle fasce più deboli. Tanti di noi vorrebbero fare qualcosa per far migliorare le cose, ma da dove incominciare?».

Antonio Borfiga – Ventimiglia (Im)

 

Cominciamo dunque da questa sua lettera di denuncia o, meglio, ricominciamo, perché l’argomento ritorna non di rado sulle nostre pagine. Sarà la goccia che scava la pietra.

 

Antisemitismo e confronto israelo-palestinese

 

«Indubbiamente, nel corso del recente incontro internazionale dell’Onu svoltosi in Svizzera, il presidente iraniano ha usato termini eccessivi nei confronti della politica di

Israele, ma è anche vero che le rappresaglie dell’esercito israeliano nei confronti della popolazione di Gaza sono state molto più crudeli di quelle a suo tempo usate dai generali tedeschi. Questi uccidevano per rappresaglia contro i loro soldati oggetto di attentati, ostaggi civili nella proporzione di 10 a 1 come nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, ma gli israeliani contro Gaza hanno scelto la proporzione di 500 a 1; e questo è inaccettabile e non è stato sufficientemente deplorato dai Paesi civili.

«Si deplora giustamente un ritorno di antisemitismo nel mondo, ma ciò non avverrebbe se le comunità ebraiche si dissociassero chiaramente dalla politica oppressiva di Israele nei confronti dei palestinesi.

«Vorrei che Città nuova prendesse una chiara posizione in proposito, favorita anche dall’equilibrio dimostrato in questa circostanza dalla rappresentanza della Chiesa cattolica che non ha abbandonato la sala del dibattito affermando che anche le opinioni non gradite possono essere occasione di un utile confronto».

Gianfranco Manganella

 

Non sono d’accordo sul modo di comparare e pesare i numeri delle vittime da lei proposto. Di questo passo si potrebbe giustamente obiettare che i milioni di morti nei lager nazisti non avevano torto un capello a nessuno. Ogni omicidio è comunque un eccidio e dietro l’efferatezza della Shoah c’era un piano di sterminio diabolico. È vero, invece, che l’attacco a Gaza è stato assurdamente sproporzionato (come numerosi israeliani hanno sottolineato) e non sufficientemente deplorato, contribuendo così alla recrudescenza dell’antisemitismo. Riguardo al summit Onu sul razzismo, va applaudita, ci sembra, l’equilibrata posizione della Santa Sede, a differenza di chi – con una vista corta – non ha voluto parteciparvi.

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