La perla dal fango

La solidarietà, invisibile risorsa nella tragedia.
Alluvione nel Vicentino
Il telefono squilla di frequente. Dalla Lombardia alla Sicilia vogliono sapere come stanno andando le cose a Vicenza. I media, infatti, hanno relegato le notizie a trafiletti o a immagini emozionali della prima ora quasi che, dopo, il disastro non riservi più nulla di spettacolare da veicolare a gente curiosa.

Fa soffrire toccare con mano la superficialità e il cinismo di certa informazione! Superfluo ricordare i danni ingenti, la perdita di case, attività, beni pubblici e storia, la sofferenza lancinante di famiglie e persone.

Jimmy Paja lavora presso la Caritas di Vicenza. «Ci aspettavamo qualche disagio, ma certo non pensavamo ai 180 centimetri di acqua che ci hanno portato via tutto. Poi è cominciato il “buio”. Niente elettricità e solo freddo per due giorni.

 

Abbiamo ingaggiato una serrata lotta contro il fango e toccato con mano la solidarietà e la dedizione delle forze civili. Tutti i cittadini erano per strada a spalare fango e a liberare le case colpite: vicentini e stranieri, cristiani e no: un vero esempio di solidarietà!». In un giorno si sono registrati più di 1900 volontari solo a Vicenza. Non basta pensare che il Nord est ce la farà da solo.

 

Mentre scrivo, piove ancora e il pensiero va a coloro che la pioggia sta portando sugli argini vicinissimi, argini fragili, come l’uomo che fa conto solo su sé stesso. Lonigo, la mia cittadina, non ha sperimentato l’esondazione grazie a un bacino di raccolta realizzato da “padri” previdenti.

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