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Cultura > Arte e Spettacolo

La partita a scacchi del burbero benefico

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Fra una serie di divertenti equivoci, la commedia di Goldoni pur poco rappresentata, continua ad attrarre il pubblico e a far pensare

Commedia Goldoni

Il burbero benefico di Carlo Goldoni, testo mai abbastanza frequentato dai teatranti, è una straordinaria commedia di caratteri, che descrive un mondo vacuo e corrotto, dove soltanto un uomo, il retto e puro Geronte, – che tutti credono “burbero” – si staglia moralmente sugli altri con la sua generosa “benevolenza”. In un Settecento “contemporaneo” la messinscena del regista Matteo Tarasco mette a fuoco lo scontro generazionale fra i giovani rampanti sfrontati e chi conserva ancora un senso etico.

 

Il mondo e la società descritti dal Goldoni – e che Geronte definisce “abisso orribile” – è un mondo colorato ed eccessivo, pieno di sfarzo e vuoto di valori, dove la sordida fluorescenza del marcio prende il sopravvento, trasformando le persone in “cartoon” grotteschi. Il “burbero” Geronte non vuole partecipare al gioco perverso di un mondo senza più regole, dove il denaro corrompe i cuori, ma preferisce nascondersi nella sua passione infantile e pura: il gioco degli scacchi. Qui ciascuna persona, ciascun carattere è esattamente come appare e si muove sulla scacchiera delle norme condivise senza sotterfugi. Nella versione scenica di Tarasco, la commedia di carattere si trasforma in una rappresentazione con canzoni e musiche originali, una giostra di generi e stili che s’intrecciano a “corrompere” e reinterpretare il settecento. Il conflitto tra essenza ed apparenza è la trama segreta che attraversa la commedia: nulla è come appare. Il Burbero Benefico vive in quel territorio di confine che va dall’“essere e non essere” di Amleto al Vitangelo Moscarda del pirandelliano Uno, nessuno e centomila.

 

Con sublime ironia e frizzante comicità, Goldoni ci regala un personaggio grandioso, che con un sorriso e una smorfia, cerca di rispondere alla più antica domanda dell’essere umano: «Chi sono io?». Mariano Rigillo veste i panni del protagonista facendoci ridere ma con malinconia. Gli sono accanto Anna Teresa Rossini, Giancarlo Condè, Francesco Di Trio, Serena Marinelli, Fabrizio Vona.

 

Il burbero benefico, di Carlo Goldoni. Adattamento e regia Matteo Tarasco. Produzione Compagnia Moliere e Bon Voyage Spettacoli. Al teatro San Babila di Milano fino al 28 novembre. In tournèe a Locarno, Treviglio, Moncalier, Viterbo e altre città.

Riproduzione riservata ©

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