La parrucchiera di Kabul

Deborah Rodriguez - Piemme
La parrucchiera di Kabul
Debbie Rodriguez, parrucchiera americana con due figli, nel 2002 parte volontaria per Kabul con una piccola Ong, Care for all foundation. Un’idea, fra tutte: restituire alle donne speranza e dignità, dopo la caduta dei talebani, grazie all’apertura di una scuola per parrucchiere ed estetiste, che ha visto la frequentazione di circa 200 donne.

 

Molte le storie vere, di dolore, di ragazze annichilite dal potere degli uomini, promesse spose a 12 anni, avvolte nei pesanti burqa che ne hanno coperto corpi e volti a volerne eliminare l’identità. Le donne, recluse in case dai vetri oscurati, venivano picchiate brutalmente per ogni minima violazione della legge coranica riconosciuta dai talebani. Proprio quelle che fino al 1994 erano insegnanti, ingegneri, medici, infermiere o qualunque altro mestiere, d’improvviso si sono viste costrette a intollerabili condizioni di vita: molte si sono lasciate morire, altre si sono suicidate, anche dandosi fuoco, oppure sono morte per mancanza di cure mediche, visto che non potevano essere visitate da medici uomini.

 

Nella Kabul Beauty School, le donne finalmente hanno trovato uno spazio tutto per loro, dove sono nate amicizie e complicità, e dove

hanno trovato la forza di andare avanti per ricostruire il futuro. Sul sito di Rodriguez (www.debbierodriguez.com), campeggia una frase di Eleonor Roosevelt: «Devi fare le cose che pensi di non poter fare». Un programma di vita.

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