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Cultura > Musica

La nuova stagione al Palazzetto Bru Zane

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


È iniziata con un omaggio a un grande non del tutto conosciuto, Camille Saint-Saȅns, Un compositore sempre avanti, attento al progresso musicale, instancabile viaggiatore. Tutto da scoprire

Palazzetto Bru Zane

Venezia è sempre da scoprire. Così, il palazzetto settecentesco Zane, in un luogo appartato, con giardino interno e gli affreschi allegorici di Sebastiano Ricci, è un ambiente delizioso: adatto per ospitare dal 2009 il Centre de la musique romantique francaise, privilegiando opere poco note di piccoli e grandi autori: da Gounod a Lalo, da Bizet a Massenet, da Méhul a Duparc e a tanti altri che non vorremmo chiamare minori, passando dalla Rivoluzione al romanticismo pieno alla Belle Époque.

 

Concerti dunque, ma anche tournée, coproduzioni di registrazioni con diverse etichette discografiche, la web radio Bru Zane Classical Radio, libri scientifici e divulgativi, convegni, scoperta di partiture inedite, attività di formazione per musicisti professionisti e per il pubblico più giovane. Insomma, un mondo franco-italiano ricco di fervore artistico e umano, noto in Europa e premiato nel 2014 con il Premio speciale della Critica Musicale Abbiati.

 

Si è appena aperta la stagione 2016-2017 dedicata a un grande non del tutto conosciuto, come Camille Saint-Saȅns, l’autore di Sansone e Dalila, del Carnevale degli animali, della Danse macabre, del Primo Concerto per violoncello e orchestra e di moltissima altra bella musica. Un compositore sempre avanti, attento al progresso musicale, instancabile viaggiatore. Tutto da scoprire.

 

Nella restaurata Scuola di San Giovanni Evangelista – un gioiello troppo poco noto – tra marmi e dipinti il baritono Tassis Christoyannis accompagnato dal pianista Jeff Cohen ha eseguito così una carrellata di liriche per canto e piano col tipico melodiare francese, ricco di sfumature, di amore per il bel verso “simbolista”, con il pianoforte come voce di una orchestra immaginaria.

 

Christoyannis ha voce robusta, bella soprattutto nel registro centrale, facile anche nell’acuto. I brani tratti da Cinq Poèmes de Ronsard, da Le Cendre Rouge e chiusi tra Désir d’amour e Danse macabre, hanno sventagliato per il pubblico attentissimo le possibilità canore e del sentimento, capace di passare dall’estasi amorosa al turbamento, dalla contemplazione allo scherzo alla nostalgia. Liriche come una vetrata simbolista, disegnate dalla linea musicale, fluidità morbida della vocalità, aria raffinata del pianoforte. Una scoperta.

 

Nella bella sala del Palazzetto è seguita la seconda serata, dedicata al violoncello romantico di Saint-Saȅns. Henri Demarquette è un giovane artista di calda sensibilità e di estrosa bravura, la pianista Jean-Francoise Heisser un controcanto timbricamente seducente.

 

Si passa dalla Suite per violoncello et piano op. 16, estrosa e programmatica in 5 tempi all’“egiziana” Souvenir d’Ismailia op. 100: un Saint- Saȅns che gioca sensualmente al ricordo del viaggiatore in cerca di nuove sensazioni e si termina con la Sonata n.1 in do minore op. 32, drammatica, furente e solo a tratti calma. Un violoncello passionale, denso di toni gravi, di ondate melodiose (ricordano un certo Verdi), di strappi e di fantasie. In definitiva, l’onda di una sensibilità accesa e una volta tanto esplosiva.

 

La stagione continua sino a maggio tra Saint- Saȅns, Mel Bonis, Debussy, De la Tombelle, Halévy, Fauré, Dubois, Méhul e Gounod e tanti altri. Autori da scoprire fino a giugno, quando a Parigi si svolgerà il quinto festival del Palazzetto Bru Zane, a tenere unite Italia e Francia nel nome della musica romantica.

Riproduzione riservata ©

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