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Cultura > Arte e Spettacolo

La nuova moda tra Cinquecento e Seicento

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova


Dipinti, abiti, stoffe e tessuti preziosi, a Villa D’Este si racconta la moda tra il ‘500 e il ‘600

La nuova moda tra Cinquecento e Seicento

Immersa in un immenso giardino incantato, tra fiori, piante, viali, fontane, grotte e ninfee, Villa D’Este (Tivoli), è inserita nella lista Unesco del patrimonio mondiale ed è un vero e proprio gioiello italiano. E proprio in questa splendida villa alle porte di Roma, dal 7 maggio fino al 19 ottobre, sarà esposta la mostra La Nuova Moda tra ‘500 e ‘600.

Venti dipinti, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui quelli del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, della Galleria Estense e del Museo Civico di Modena, dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, del Castello Odescalchi di Bracciano, del palazzo Ducale di Mantova e di Palazzo Chigi in Ariccia, della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma e del Museo di Palazzo Ducale a Mantova, opere pittoriche che raccontano al pubblico l’evoluzione della moda e del costume in Europa dagli inizi del Cinquecento fino al Seicento.

Accanto ai dipinti, abiti e stoffe preziose del passato, merletti, tessuti e galloni ricamati ed altrettanti abiti e costumi di scena, provenienti dalla Sartoria Farani, realizzati dai più grandi disegnatori italiani per importanti produzioni televisive, cinematografiche e teatrali. Un viaggio tra le sale della villa che racconta l’evoluzione della moda degli abiti di corte e di uso comune, dall’inizio del Cinquecento, momento in cui si esaltano la bellezza e l’armonia, con abiti che diventano più confortevoli ma anche più appariscenti e spettacolari.

Nei vestiti femminili si sottolinea l’altezza del busto, gonne e maniche sono rigonfie e voluminose, collo e spalle scoperti, mentre gli uomini abbandonano sopravvesti ampie e panneggiate per abiti più attillati ma sempre lavorati e articolati, nel corso del Cinquecento i vestiti diventano poi molto meno appariscenti, fino all’inizio del Seicento, quando i nobili abbandonano la moda italiana ed iniziano a vestire alla francese e alla spagnola. Un’esposizione ricca, resa ancora più affascinante dall’esperto di costume Luca Castigliolo, che per l’occasione ha ricreato seguendo il modello del dipinto originale esposto proprio a Villa D’Este, l’abito della regina Cristina di Svezia.

Riproduzione riservata ©

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