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Persona e famiglia > Sport

La nuova geografia del calcio

di Paolo Crepaz

- Fonte: Città Nuova

I prossimi Mondiali di calcio in Russia e Qatar, consegnano il pallone in mano a chi si è arricchito con risorse energetiche e tv

Blatter

 

I nuovi padroni del calcio sono loro, i magnati del petrolio e del gas. Da noi controllano Inter, Sampdoria e Roma, in Inghilterra Manchester City e Chelsea, in Ucraina lo Shaktar Donetsk, in Russia quasi tutto, nei paesi della penisola arabica giocano campioni e vecchie glorie (vedi Cannavaro) del calcio mondiale.

I mondiali di calcio assegnati a sorpresa (di chi?) alla Russia (2018) ed al Qatar (2022) rispondo alla logica del business: contano solo i soldi, quelli del petrolio, del gas e delle televisioni. Se serviva una prova che conta solo la politica, l’abbiamo avuta. Contano i soldi, più o meno sporchi: voti comprati, corruzione, scandali? Tutto nascosto dietro grandi sorrisi, pacche sulle spalle con i soliti (ed i nuovi) ricchi a fregarsi le mani: un budget di 3,82 miliardi di euro per la Russia, e 3 miliardi per il Qatar.

 

L’illusionista del pallone, il presidente del circo mondiale del calcio, Joseph Blatter, ha vinto ancora una volta, nascondendo la palla sul più bello alla nazione più accreditata, l’Inghilterra, la vera patria del calcio, fregandosene dei dossier negativi che aveva sul tavolo e che sconsigliavano il mondiale a Mosca per motivi di razzismo, violenza e corruzione, e quelli in Qatar per il clima, i pochi biglietti messi in vendita, la difficoltà a costruire stadi nuovi.

 

In Qatar, un paese grande come l’Abruzzo, con un milione di abitanti, si giocherà in una dozzina di stadi racchiusi nel raggio di soli 30 chilometri, al chiuso e con l’aria condizionata, con spalti ridotti, poco pubblico e la tv a farla da padrone. Alla fine hanno promesso di smantellarli regalando i pezzi utili ai paesi poveri… Il calcio spettacolo è arrivato ad un punto di non ritorno: un luna park asettico, una “bolla” artificiale di verde e di fresco, in mezzo al deserto. E noi lì davanti alla tv come ad un video gioco. Il guaio è che riusciremo anche a divertirci.

 

 

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