La novità di Loppiano

Un pubblico delle grandi occasioni per una nuova iniziativa. Insieme cercare inedite piste per il Paese.
Il navigatore satellitare ci conduce senza difficoltà a Incisa Valdarno. Arrivati in località Burchio, tra le dolci colline toscane, il colpo d’occhio è ad effetto. Guardando i marchi delle aziende presenti al Polo imprenditoriale Bonfanti, si capisce che sono tanti gli aderenti al progetto di Economia di Comunione, nato per promuovere una cultura del dare e della reciprocità. Gli occhi ammirano, i numeri parlano: circa 70 aziende (di cui una di Malta) presenti all’Expo 2010, 230 distribuite lungo la Penisola, 800 nel mondo.

 

Ma per chi, dal 16 al 19 settembre, è arrivato da tutta Italia a Loppiano, questa è solo una tappa. Si parte da ciò che si è realizzato, ma c’è molto altro da vedere, discutere, imparare. C’è LoppianoLab, quattro giorni di meeting, tavole rotonde, dibattiti ed esposizioni aziendali, in cui la logica è fare squadra nell’ottica di una globalizzazione economica, educativa e culturale improntata alla fraternità.

Un grande evento organizzato dal Polo Lionello Bonfanti, dall’Istituto universitario Sophia, dal Gruppo editoriale Città Nuova e dalla cittadella internazionale di Loppiano, la prima e la più grande promossa dai Focolari. «Soggetti con identità molto differenti – sottolinea Paolo Lòriga, uno dei coordinatori dell’evento –, che hanno avvertito il peso della crisi e si sono confrontati creando una realtà originale, che nasce dalla vita ed ha portato benefici per tutti, anche per l’apporto di esperti esterni sia al Movimento dei focolari, che a un’esperienza di fede».

 

Spazio ai giovani

 

Ascoltarsi. Condividere. Insieme, giovani e professionisti affermati. «LoppianoLab è anche questo e per l’Istituto universitario Sophia – afferma il preside, Piero Coda – ha costituito una chance e una sorpresa: ci ha dato l’opportunità di interagire con gli altri promotori e ci ha fatto toccare con mano quanto la gente (numerosa, attenta e attiva) sia impegnata nella gestazione di una società animata dalla partecipazione, dall’apertura al nuovo e all’altro, dalla tensione verso ideali alti e rigeneratori». L’Istituto si è «ossigenato», raccogliendo «sollecitazioni preziose». È stata un’esperienza, aggiunge il preside, che «ci ha entusiasmati nel costatare la prossimità e convergenza di chi, provenendo da altri percorsi, ha voluto offrire il suo contributo insieme con il nostro»: amministratori locali, imprenditori, intellettuali. «Possiamo e dobbiamo – conclude Coda – condividere esperienze e cammini (anche faticosi e interrotti) e dare la parola ai giovani, bandendo intellettualismo, moralismo e spiritualismo col coraggio delle proposte alte, schiette e concrete».

 

In rete per un business solidale

 

Puntare su qualità ed etica dei prodotti, formazione e sinergie, in tempo di crisi non è semplice. Ma quando, invece di chiudersi o di lanciarsi alla conquista selvaggia di nuovi mercati, si lavora per dare un volto solidale al business, chiedendosi cosa si può fare per il proprio Paese, forse un nuovo modello economico non solo è possibile, ma già esiste. «Da LoppianoLab – spiega Eva Gullo, presidente dell’E.diC. Spa, società che gestisce il Polo Bonfanti – è emerso un forte bisogno di fare rete, di incontrarsi per conoscersi e per sviluppare imprenditorialità». Sono state create opportunità di scambio che hanno generato movimento, crescita, vitalità, si sono consolidati rapporti esistenti e ne sono nati di nuovi. L’attenzione ora è puntata su come migliorare quanto è stato fatto e sugli appuntamenti futuri. Il più importante è quello di maggio 2011, a San Paolo del Brasile, per i vent’anni dell’Economia di Comunione.

 

Una squadra, una famiglia

 

Fare rete, lavorare insieme esaltando le peculiarità e le complementarietà di ciascuno: «Una sinergia – sottolinea Donato Falmi, direttore editoriale dell’editrice Città Nuova – che si traduce in un’opportunità per comprendere meglio il senso del proprio lavoro e della propria Ragion d’essere. Si è aperta una strada che vogliamo continuare a percorrere». C’è tutto da migliorare, spiega Paolo Lòriga, ma sono già emerse piste interessanti da sviluppare: «Il respiro nazionale del trovarci insieme, l’intenzione di affrontare grandi temi di attualità (come l’unità d’Italia), la sfida e il piacere di una contaminazione reciproca tra i soggetti organizzatori». Tutti hanno chiesto di «continuare questa esperienza – conclude Lòriga –, ritenendola valida e innovativa. Siamo all’inizio di un percorso in cui il carisma dall’unità, attraverso LoppianoLab, può mettersi al servizio del Paese, accompagnando quanti si pongono domande e si fanno cercatori di verità».

 

Festa e impegno

 

Un messaggio che è stato ben colto da chi ha partecipato alla manifestazione: oltre 2 mila persone, cui si sono aggiunti quanti hanno seguito i lavori via Internet. «Tutti – assicura Paola Farenzena, di Verona – ci auguriamo che LoppianoLab si ripeta». Il desiderio diffuso è allora di andare avanti, con decisione, in rete.

Loppiano è risultato un contesto felicissimo non solo per le sale del Polo, dell’Auditorium e dell’Istituto universitario, che hanno permesso lo svolgimento di un programma ricco di appuntamenti in contemporanea. La cittadella, con l’impegno dei suoi abitanti e la loro presenza multirazziale, ha consentito all’avvenimento di esprimere, con pieno realismo, un laboratorio di vita e di pensiero.

«La posta in gioco – per Lidia, di Catanzaro – è altissima. Si dovrà tenere lo sguardo fisso sulla meta», mettendo in comune «attività, ma anche difficoltà. Ciò che fa una squadra vincente è la cultura».

Anche gli imprenditori del Polo hanno visto segnali importanti, e non solo di natura economica. «LoppianoLab – commenta Giorgio Del Signore – è stato nulla di nuovo e allo stesso tempo tutto il nuovo. Mi piace pensare che quando Chiara Lubich intuiva il disegno della cittadella, probabilmente intuiva LoppianoLab: Dio che dialoga con l’uomo nella città, in tutte le città».

 

 

Primo risultato,

la Casa dell’Educare

 

Proprio nell’ambito di LoppianoLab, durante lo svolgimento dell’appuntamento proposto dall’Istituto universitario Sophia, è stato presentato il progetto “la Casa dell’Educare”, uno spazio-laboratorio dell’agenzia formativa del Polo Bonfanti.

L’attività della “Casa” ha per scopo la promozione di interventi formativi in campo educativo, nel quale operano diverse associazioni ed esperti del campo. Seminari, convegni e corsi si terranno nel corso dell’anno e sono rivolti a educatori, gruppi scolastici, insegnanti, formatori, operatori socioeducativi, famiglie, imprenditori e dirigenti di attività economiche connesse al sociale.

 

Info e calendario corsi

tel. 055/8330400

www.pololionellobonfanti.it

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