La nascita

Per i bambini nati piccoli per la loro età gestazionale è stato riscontrato un maggior rischio di sviluppare questa patologia
«Mia sorella ha avuto purtroppo un parto faticoso e sembra che il bambino abbia sofferto un po’. Quali sensazioni vive il piccolo nel momento così delicato della nascita e come può essere aiutato?».

Rita – Orvieto

 

La sua domanda necessiterebbe di moltissimo spazio per poter fornire una risposta esauriente, mi limiterò a segnalare qualcosa che ritengo importante.

La nascita rappresenta un evento importantissimo nella vita di ogni individuo per la costruzione futura di buone relazioni interne (soma-psiche-intelletto) ed esterne (relazioni, affetti, lavoro).

Tutti gli studiosi sono concordi sull’importanza della continuità tra la vita intrauterina (feto) e quella neonatale. Alla nascita, infatti, il feto presenta un ampio ventaglio di competenze: stiramento e sbadiglio, prestazioni sensoriali visive, uditive, tattili, gustative, comportamenti motori, memoria fisiologica, ecc.

Col parto si interrompe bruscamente lo stato precedente e il neonato si trova in una situazione fortemente modificata: luci, suoni, temperatura, nutrizione, ecc. sono ora causa di sensazioni piacevoli e spiacevoli che possono essere immagazzinate a livello mentale profondo e riattivate successivamente in determinate occasioni di separazione e di perdita.

L’evento della nascita è un’esperienza straordinariamente complessa e intensa, il neonato viene espulso dallo spazio oceanico intrauterino, proiettato in uno spazio esterno, che nel confronto sensoriale è sconfinato e pervaso da luci, suoni, odori, temperature che rimandano a sensazioni dolorose, non contenibili e sconosciute.

A questo proposito mi sembra importante segnalare il pensiero dell’ostetrico francese F. Leboyer, che propone il diritto a un buon parto e a una buona nascita. Egli sostiene la necessità di fornire al neonato sensazioni nuove solo nella misura in cui questi è in grado di sopportarle e integrarle (intensità di luce solo strettamente necessaria all’assistenza della madre, ascolto silenzioso, capacità di sopportare l’attesa, ecc.).

Questo rispetto, questo accoglimento dell’evento della nascita favorisce il passaggio tra il ritmo utero-feto e il ritmo madre-neonato.

È importante saper cogliere con gratuità e intenso stupore tutto quello che sta succedendo. Ed è per questo che il nascituro, con la sua innocenza e vulnerabilità ci fa comprendere quanto occorre amarlo fino in fondo, perché lui è sicuramente il dono d’amore più grande che racchiude il mistero di qualcun altro che è la sorgente dell’amore.

acetiezio@iol.it

 

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