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Cultura > Arte e Spettacolo

La magia e la poesia del “Circo invisibile”

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Il Festival internazionale di Villa Adriana, a Tivoli, inaugurato dallo spettacolo di Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée, in scena fino a domenica 19

il circo invisibile

Non poteva esserci inaugurazione migliore per il Festival internazionale di Villa Adriana. Nello scenario mozzafiato dell’area archeologica vicino Tivoli, Il Cirque invisible di Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée poteva correre il rischio di perdere tutta quella magia, emanata da dettagli e gesti minuti, da espressioni facciali e oggetti di varie dimensioni, tipica di uno spettacolo da camera. E invece, è tale la forza e il fascino che la straordinaria e longeva coppia di artisti sa creare anche su un palcoscenico di vaste dimensioni, che si rimane totalmente avvinti, increduli, ammaliati, dimenticando di essere in un luogo che da solo è uno spettacolo naturale, paesaggistico e artistico, unico al mondo. E unico, nel suo genere, è questo originale, poetico, immaginifico Cirque, che, in epoca di effetti speciali, 3D, e quant’altro, riconcilia con la bellezza.

 

Chi lo ha già visto – come il sottoscritto, vent’anni fa – non si può stancare di rivederlo. E il successo internazionale da oltre un ventennio lo attesta. La formula semplice, ma estremamente fantasiosa, ne hanno fatto un evento inimitabile. Che vive della bravura e dell’abilità dei due celebri artisti.

 

Lui, già attore di Peter Brook, di Resnais e di Fellini, faccia buffa incorniciata su un cespuglio di capelli bianchi; lei, figlia del grande Charlot, quasi sessantenne ma ancora agile, leggera e snella come una ragazzina, danno vita ad un susseguirsi di sketch surreali e divertenti trasformandosi di volta in volta in prestigiatori, funamboli, clown, acrobati, musicisti. Creano macchine sceniche con abiti e fogge d’epoca che trasformano in maschere, in animali, in pupazzi viventi.

 

Lui si diletta in giochi di prestigio imprevedibili che strappano risate; appare in abiti e valigie assurde tappezzate di paesaggi, frutta, zebra, con i quali si mimetizza; canta e saltella come un fanciullo; insegue bolle di sapone e fa una schedatura delle diverse tipologie di pesci con dei semplici pezzi di carta, umanizzandoli. Lei scivola leggiadra scomparendo dentro gonne vaporose; manovra un set d’ombrelli orientali trasformandosi in invisibile samurai; s’inerpica in equilibrio su un filo, appendendosi anche a testa in giù; compone una musica con pentolini indossati in varie parti del corpo, compreso un enorme bicchiere sulla testa.

 

Insieme, poi, danno vita ad una girandola fantasiosa utilizzando ruote di diverse dimensioni, anche queste indossate e manovrate con imprevedibile inventiva. Non mancano conigli, colombe e oche starnazzanti. Come un vero e proprio circo che si rispetti. Insomma, se potete, non perdete Le cirque invisible. Incanta adulti e piccoli. E si esce contenti e leggeri.

 

 A Villa Adriana, Tivoli, (Roma), fino a domenica 19. A Firenze, Giardino di Boboli, dal 25 al 28 luglio.

Riproduzione riservata ©

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