L’Economia di Comunione, in tandem consolidato soprattutto con Città Nuova, è ormai una presenza fissa alla Fiera “Fa’ la cosa giusta!” che si svolge ogni anno a Milano.
Anche quest’anno l’evento si è svolto a Rho, un comune dell’area metropolitana milanese, all’interno dei padiglioni di Fiera Milano, un’opera ciclopica che fa capire l’ambizione della città capitale economica d’Italia che sembra detenere il record di milionari residenti in Europa, ma che si dimostra anche espulsiva verso il ceto medio. Cosa ci sta a fare una grande manifestazione collegata al mondo della finanza etica, il commercio equo e l’economia civile nella metropoli dei grattacieli avveniristici che attraggono i capitali delle petromonarchie? Come dice il detto popolare Milan l’è semper un gran Milan e continua a sorprendere con il suo notevole tessuto di attività sociali e solidali.
Ne abbiamo parlato con Andrea Penazzi, dell’EdC lombarda, per cercare di fare un bilancio di questo cammino in corso.
Perché l’EdC a Milano, assieme a Città Nuova rappresentata da una colonna come Eugenia Bersani, ha deciso da anni di calarsi dentro uno spazio espositivo così variegato?
Mi piace ricordare che l’Economia di Comunione è stata citata fin dalla prima edizione della fiera, 22 anni fa, in un libro di Terre di mezzo che raccontava nuovi modi di fare economia. Come presenza fisica con uno stand abbiamo iniziato nel 2011 e da allora stiamo cercando di esserci come EdC Italia, collaborando intensamente – anche per il Progetto Scuole e per il Programma Culturale – con realtà nazionali come Città Nuova, con ormai da tre anni EcoOne Ecologically United (rete di esperti in ambito ambientale), e quest’anno con la ong Amu.

Lo stand di EdC a Milano 2026 Foto EdC
In una metropoli come Milano, capitale economica e finanziaria, una fiera come questa non rischia di essere solo una specie di “riserva indiana” di buone intenzioni?
Il rischio c’è, ma io preferisco vedere la nostra presenza come una luce nelle crepe di una dimensione economica predominante. Siamo un laboratorio o, per usare un’altra immagine, un seme. È significativo che a Milano questa esperienza sia arrivata alla 22ª edizione con 65.000 visitatori: non sono numeri enormi, ma non sono nemmeno pochi. Inoltre, il coinvolgimento delle scuole è un segno di speranza per un cambiamento profondo.
Da che esperienza di lavoro provieni?
Da quasi 15 anni sono un libero professionista nel campo della comunicazione istituzionale. Non mi occupo di marketing o vendite, ma di comunicazione interna e organizzativa per vari clienti. Nel mio piccolo, cerco di dare senso alle cose e di rendere ragione di questo modo di agire economico di comunione anche nella mia attività professionale.
Qual è stato il “filo rosso” della vostra partecipazione all’edizione 2026?
Ci siamo ricollegati al tema della fiera: Di quante persone abbiamo bisogno? per cambiare il mondo, per costruire la pace… Abbiamo cercato di mostrare come ogni persona incontrata sia necessaria. Ogni appuntamento del programma culturale è stato pensato per creare un dialogo tra i relatori e con il pubblico, evitando semplici narrazioni autoreferenziali. Abbiamo presentato progetti come Time to Change con i giovani e lavorato molto sul tema della fraternità come contributo alla pace. Nessuno ha parlato “da solo”: ogni appuntamento è stato un esercizio di ascolto e di costruzione comune, trasformando il pubblico in una comunità dialogante.
Avete dato spazio anche a realtà storiche del territorio milanese, come l’Associazione Arcobaleno.
Certamente. L’Associazione Arcobaleno, che ha oltre 40 anni di vita, e la Rete scuole senza permesso (recentemente insignita dell’Ambrogino d’oro) rappresentano, assieme a tante altre realtà, l’anima solidale di Milano. Per noi come Economia di Comunione sono due facce della stessa medaglia: chi è più impegnato nell’EdC guarda in particolare all’indigenza economica, chi nell’Arcobaleno guarda all’esclusione sociale e dei migranti. Sono dimensioni diverse dello stesso approccio verso l’altro.

Incontro su Economia civile tra il già fatto e non ancora (Foto EdC Milano)
La fiera si è conclusa con un gesto particolare legato allo Slot Mob. Di cosa si tratta?
La coerenza di un modello economico si misura dalla sua capacità di uscire dai padiglioni per sporcarsi le mani nel territorio. Milano, la “città da bere” degli anni ’80, si riscopre oggi ferita da nuove dipendenze, come quella legata all’azzardo. Per questo, la chiusura dei tre giorni è stata segnata dallo “Slot Mob”: un gesto di liberazione civile per premiare i bar che rinunciano alle slot machine e altri prodotti del complesso industriale del gambling.
Quest’ultimo incontro, svolto proprio mentre la fiera si stava per chiudere, non è stato solo di carattere informativo, ma operativo: abbiamo iniziato a programmare uno Slot Mob nel Municipio 2 per il 2026, come parte di una staffetta che vorrebbe toccare tutti i municipi di Milano. L’idea è quella di diffondere una sensibilità diffusa contro il meccanismo pervasivo dell’azzardo, quartiere dopo quartiere.
Quante persone sono impegnate dietro l’esposizione di uno stand e la promozione dei vari eventi?
Dietro lo stand, dietro i convegni e le iniziative, ci sono i volti di circa 30 persone — tra volontari, relatori e attivisti — che hanno donato tempo, competenze e risorse. Hanno lavorato sodo fin dall’estate precedente per garantire la sostenibilità economica e logistica della nostra presenza. Persone non solo dalla Lombardia ma anche da Sicilia, Abruzzo, Toscana, Lazio, Veneto e Piemonte.
In un mondo che conta tutto in termini di profitto, l’Economia di Comunione si fa promotrice della logica del dono. Questa “piccola presenza” non è un’anomalia statistica, ma il motore immobile di una trasformazione possibile.
Milano ci insegna che anche nel cuore del sistema finanziario più avanzato, il cambiamento nasce dalle relazioni. Resta però una domanda aperta, che riguarda ciascuno di noi: e tu, di quanto coraggio hai bisogno per aprire la tua fessura di luce e iniziare a costruire un’economia più fraterna?
Qui di seguito
Città Nuova, Economia di Comunione (EdC), EcoOne Ecologically United hanno organizzato numerosi appuntamenti del Programma Culturale, anche assieme ad Associazione Arcobaleno, Time to Change Project, AMU Azione Mondo Unito, AIPEC, Lionello Bonfanti odv:
Anticipazione di Venerdì 13/03/2026, 18-18:30 (presso lo stand),
l’incontro “Fraternità e profezia. Il pensiero di Igino Giordani nel solco della «Fratelli tutti»”.
Sabato 14/03/2026
10-11: E=c+ Ovvero di quante economie abbiamo bisogno per cambiare il mondo?
11-11:30: Ecologia ed economia del dono: racconti di reciprocità nel cuore del Mar Mediterraneo
11:30-12:00: Comunicazione Relazionale e Tecno-Relazione: quando l’incontro diventa futuro condiviso
13-14: Time To Change. Sii il cambiamento che vorresti
14-15: Dal microfono alla penna
15-16:30: Luigino Bruni: l’economia civile tra il già fatto e il non-ancora [Con Luigino Bruni, Sergio Gatti (direttore generale di Federcasse), Miriam Giovanzana (giornalista e tra i fondatori di Fa’ la cosa giusta!). Introduce e modera Marco Ferrando (vice direttore di Avvenire). L’appuntamento si svolge nella grande Arena, padiglione 20] [Locandina]
17-17:30: La bellezza dell’imperfezione. L’arte come frutto dell’intelligenza artigianale
17:30-18:30: Storie di mare, luce e alleanza: dal cuore del mare al cuore di un bambino. Racconto della nascita di un libro illustrato
Domenica 15/03/2026
10:30-11: Siria, tra macerie e rinascita
11-12: In tempo di guerra le lobby fanno festa. Il caso azzardo di massa in Italia [Locandina]
12-13: Dal microfono alla penna
13-14: Premio start-up “Giovanni Bertagna” per imprese innovative in linea con i princìpi EdC
14-15: Costruisci la tua astronave! [Locandina]
15-15:30: A tu per tu con Chiara Spinelli, illustratrice
15:30-16:30: “Fa’ la cosa giusta in un mondo giusto”: perché non dobbiamo rassegnarci alla politica del bastone [Locandina]
16:30-17:30: Maranza per forza? Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) a Milano: esperienze di formazione, prevenzione, inclusione [Percorsi di formazione e affiancamento a MSNA e neo-maggiorenni, capaci di prevenire marginalità e favorire inclusione, lavoro e cittadinanza. L’esperienza a Milano dell’Associazione Arcobaleno (www.associazione-arcobaleno.org)] [Locandina]
17:30-18:30: Slot Mob, un gesto collettivo di liberazione dall’azzardo di massa [Locandina
