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Italia > Cinema

La guerra è dentro di noi

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Due film Sundown e La Figlia oscura affrontano il tema del dolore. Con una indagine molto attuale.

Jessie Buckley, a sinistra, e Maggie Gyllenhaal al Dolby Theatre di Los Angeles per gli Oscar, domenica 27 marzo 2022 (Foto AP/Jae C. Hong)

Il regista messicano Michel Franco, 42 anni, sarà in sala il 14 aprile con Sundown. Storia di poche parole: due fratelli, Alice, con i due figli, e Neil, eredi di un patrimonio miliardario, passano le ferie di alto bordo ad Acapulco. Neil è un uomo solo, enigmatico, non parla che pochissimo, si distende apparentemente tranquillo, ma in realtà è un uomo introverso, apatico. Una disgrazia improvvisa costringe Alice a tornare a Londra. Neil finge di dimenticare il passaporto in albergo, promette di partire in seguito, ma invece rimane: non ha nessuna voglia di lasciare Acapulco. Cambia albergo, si rilassa con una ragazza del luogo, scopre intorno un mondo di violenza e di povertà. La sorella torna, chiede spiegazioni insieme ai due figli che lo zio ama teneramente. Ma lui è bloccato.

Davanti al suo silenzio inspiegabile, scoppia il rancore e lui resta solo. Quale sarà il risultato? La verità è che Neil ha un tumore, gli resta ben poco da vivere. C’è una guerra dentro di lui che non riesce né a vincere – non ha nessun riferimento anche spirituale – né a comunicare. Si è goduto come ha potuto le ultime settimane, ora giace in ospedale. Ma poi inaspettatamente fugge. Dove andrà questo uomo stanco di tutto e non accettato dai suoi?

Recitato alla grande da star come Tim Roth e Charlotte Gainsbourg il film è uno studio sulle dinamiche familiari, sulla società violenta che ci gira intorno e sulla mancanza di libertà che impedisce a chi soffre di esprimersi, nonostante le ricchezze che Neil lascia tranquillamente ai nipoti. È la guerra contro la solitudine che Neil deve vincere. Ce la farà?

La Figlia oscura è ancora una volta un dramma familiare, diretto dall’attrice Maggie Gyllenhaal e premiato per la sceneggiatura alla Mostra di Venezia. La professoressa universitaria Leda, in vacanza in Grecia, è una donna di 48 anni, sola, serena, così sembra. Osserva la gente sulla spiaggia, in particolare una giovane madre con la figlia piccola e la rumorosa famiglia. Tutto ciò la turba e le fa rivivere la vita passata: lei, madre di due piccole, un marito amorevole, ma che lascia per la carriera e un altro uomo che la può favorire. Leda, in balia dei rimorsi, compie gesti inconsulti verso la madre e la bambina, rimane sconvolta. La guerra con sé stessa e il proprio passato di madre snaturata e imperfetta, contro le convenzioni, è in atto e la distrugge. Durante un incidente in macchina, la verità le si pone davanti. Continuare nella solitudine e nel rimorso o imparare finalmente a vincerli?

Interpretato da una attrice coinvolgente come Olivia Colman che dà anima e corpo al personaggio, il film, splendidamente fotografato, è una dolorosa constatazione di dove possa arrivare l’ambizione umana in un modo contraddittorio e duro, ma anche della possibilità di ricominciare e vincere la battaglia, dimenticando sé stessa.

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