La giornata dei “Calzini spaiati”

Si celebra, da anni, il primo venerdì di febbraio, per onorare la bellezza della diversità

Si commemora ormai da qualche anno la Giornata dei “Calzini spaiati”, l’iniziativa nata dall’idea di una maestra di Udine, per celebrare la diversità, la solidarietà, l’inclusione di tutti, in un mondo che va veloce e spesso mette addosso paradigmi di perfezione assurdi e insostenibili.

Quante volte – praticamente ogni mattina? – ci troviamo, infatti, a cercare dei calzini “giusti” da indossare? Quante volte, crediamo, addirittura, di poter essere giudicati dagli stessi calzini? E controlliamo, accuratamente, se questi sono scoloriti, malconci, abbinati al vestiario, se vi sono piccoli buchini. Per esser preparati, se qualcheduno, per qualche recondito, improvviso motivo, dovesse chiederci, e velocemente, di sfilare le nostre scarpe. In degli irragionevoli calzini, crediamo, possa, infatti, giocarsi la nostra partita: potremmo apparire inadeguati, difettosi, in ultimo, imperfetti all’idea fatta su di noi.

Non è, d’altronde, ciò che anche noi pensiamo quando notiamo una donna, vestita di tutto punto, ma con delle calze sfilate? O un uomo in completo elegante con delle calze bianche e corte? Sebbene estranei, non saremmo, forse, tentati di far notare la dimenticanza o la caduta di stile, se il contesto richiederebbe, peraltro, un’eleganza maggiore?

La “Giornata dei calzini spaiati” ci viene, così, in soccorso per svincolarci da questi paradigmi, e per salvare anche i nostri calzini spaiati nei cassetti che, un giorno sì e l’altro pure, vorremmo buttar via, rimpiazzandoli con dei nuovi, fiammanti, sanamente accoppiati.

È stata la maestra Sabrina Flapp della Scuola Elementare di Terzo di Aquileia (Udine) ad elaborare l’idea di tale Giornata il primo venerdì di febbraio. Il suo desiderio era di celebrare proprio la bellezza della diversità, l’importanza dell’accettazione e comprensione d’ogni persona che ci troviamo dinnanzi. Non solo, quindi, i soggetti diversamente abili, ma chiunque, giovane o anziano che sia, serio o stravagante.

È un invito a non prendersi e prendere chicchessia troppo sul serio, a sorridere di più, a ridere anche a crepapelle, tenendo a mente che non conta essere valutati e valutare gli altri dal proprio aspetto esteriore, ma da ciò che porta dentro l’involucro che chiamiamo corpo.

Perché le nostre gambe e quelle altrui possano essere guardate per la strada che stanno facendo, per i sacrifici, le medaglie al valore, le idee e il cuore.

Per partecipare alla giornata odierna, non servono requisiti straordinari, se non quello di indossare due calzini diversi, meglio se colorati, con l’invito a condividere poi sui social le proprie foto con #calzinispaiati2022.

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