La formula magica

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Il trillo imperioso della sveglia fa sobbalzare il tasso Remigio e gli annuncia che il lungo letargo invernale è terminato, è ritornata la Primavera! Remigio balza giù dal letto canticchiando. È felice perché oggi incontrerà di nuovo gli amici che non vede da molti mesi e, insieme, faranno una grande festa sul prato. Il tasso si liscia la lunga coda davanti allo specchio; poi, pieno di emozione, apre la porta della tana, ma è una distesa di neve bianca quella che si presenta davanti ai suoi occhi.

«Che cosa succede? La mia sveglia deve essersi sbagliata. Meglio tornare subito sotto le coperte, altrimenti prenderò il raffreddore!».

Poco dopo, qualcuno bussa alla porta. È lo scoiattolo Cipriano, avvolto in una lunga sciarpa di lana rossa. «Oggi è il primo giorno di Primavera, sì o no?», chiede sconcertato.

«Sì… no… non so, non ci capisco niente», risponde Remigio, uscendo sul prato dove si sono radunate la talpa Cesarina, il grillo Amedeo e le due sorelle marmotte, Teresa e Maddalena. Tutti si guardano attorno increduli e senza parole. Poi Cesarina domanda: «Voi cosa pensate di fare? Io torno sottoterra, qui fa troppo freddo!». «Sì, non c’è altro da fare», risponde Maddalena, stringendosi nello scialle.

Mentre tutti stanno per rientrare nelle loro tane, il passerotto Igino si posa sulla neve e, battendo il beccuccio per il freddo, dice: «Amici miei, vengo a portarvi una brutta notizia. Ho sentito dire dal vento che Fata Primavera non verrà».

«Questo lo sappiamo anche noi! – esclama Amedeo –. Forse la sua sveglia non ha suonato». «No, no, amici, Fata Primavera non verrà perché è a letto con l’influenza», spiega il passerotto.

«Allora la faccenda è grave – osserva Remigio –. Bisogna fare subito qualcosa». «Io ho sentito dire dal vento – dice il passerotto – che Fata Primavera ha una formula magica per sciogliere il gelo».

«Proviamo a vedere sul libro di magie che mi ha prestato il mago Amleto», propone lo scoiattolo Cipriano. Corre a prendere il libro e legge ad alta voce: «Formule magiche per situazioni d’emergenza. Ripetere tre volte, con convinzione: Abracadabra, Abracadabram, am salam». 

Tutti ripetono, con grande serietà: «Abracadabra, Abracadabram, am salam. Abracadabra, Abracadabram, am salam. Abracadabra, Abracadabram, am salam». Ma non succede niente.

«Aspettate, eccone un’altra: Farfadì Farfadà, Trallallì Trallallà».

«Farfadì Farfadà Trallallì Trallallà!», si ripete più volte, ma la neve non si scioglie.

«Attenti, questa è l’ultima. C’è scritto che bisogna pronunciarla ad occhi chiusi». Tutti stringono bene gli occhi e ripetono le parole lette da Cipriano: «Fricche Nicche Scricche Licche!». Quando li riaprono si guardano attorno, delusi. «Amici, le mie zampette sono intirizzite!», dice la marmotta Teresa. «E io, etcì, ho preso il raffreddore», aggiunge Remigio.

«Allora venite tutti nella mia tana – propone Cesarina –. Sotto terra si sta bene». «Ma come faremo per sapere quando sarà tornata la Primavera?», chiede Maddalena.

Lo scoiattolo Cipriano ha un’idea: «Istituiamo dei turni di guardia. Comincerò subito io, voi correte a scaldarvi».

Cesarina ha preparato del tè bollente per tutti e una bacinella di acqua calda per le due marmottine, che vi immergono le zampette gelate. «Ora dobbiamo fare qualcosa anche per gli altri abitanti del prato – dice Teresa –. Le giovani viole impazienti vorranno provare a bucare la neve e geleranno!». «E che succederà alle formichine se usciranno dalle loro tane?», aggiunge preoccupata Maddalena. «Prepariamo dei cartelli da mettere sul prato, con la scritta: “In attesa dell’arrivo di Fata Primavera, si prega di tornare immediatamente al coperto”», propone Amedeo. «Io aggiungerei anche: “Si declina ogni responsabilità per danni subiti dai disobbedienti”», dice il tasso Remigio.

L’idea è approvata all’unanimità. Quando i cartelli sono pronti, Cipriano e Remigio li fissano ai tronchi degli alberi e infine ne conficcano anche uno, bene in vista, in mezzo al prato.

Trascorrono così alcuni giorni. Ogni tanto, qualche porta si apre timidamente sul prato, ma immediatamente si richiude. Davanti alla tana della talpa Cesarina i turni di guardia si succedono regolarmente. Ora tocca a Remigio il quale, avvolto nella lunga sciarpa rossa di Cipriano, osserva quella candida distesa: non si capisce più dove finisce la terra e dove incomincia il cielo. In mezzo a tutto quel bianco, sembra a un tratto a Remigio di scorgere in lontananza un puntino nero che si muove. «Qualcuno è uscito dalla sua tana – borbotta Remigio –. Speriamo che legga il cartello». Passano alcuni minuti e il puntino nero continua ad andare su e giù.

«Ehi, torna dentro! – grida Remigio – Non hai visto il cartello?». Il puntino non risponde e continua a muoversi. «Peggio per te, io fin lì non ci vengo, la neve è troppo alta e poi, etcì, sono anche raffreddato!».

Poiché non giunge risposta, il tasso, riluttante, avanza di qualche passo, poi grida di nuovo: «Chiunque tu sia, etcì, meriteresti proprio di finire congelato!». Così, un po’ brontolando e un po’ starnutendo, Remigio continua ad avanzare sul prato. Ogni tanto si ferma, dubbioso: «Dovrei proprio lasciare che si arrangi!». Ora trema in tutto il corpo, ha le zampette livide, ma va avanti. Finalmente, sente una vocina che grida: «Aiuto! Dov’è la mia tana? Aiuto, mami, ho paura e ho freddo, ho tanto freddo!».

Remigio guarda quella piccola cosa che piange: è una formichina. «Oh, poverina! Sei così piccina che, di certo, non hai ancora imparato a leggere. Nasconditi tra la pelliccia della mia coda, ti porterò dalla talpa Cesarina che ti preparerà un bagno caldo.

Il tasso incomincia a camminare, faticosamente, sulla neve. Un passo, due passi, tre passi… a ogni passo che compie, gli sembra di sentire un calore attorno alle zampette. Come quello dell’erba primaverile quando è riscaldata dal primo sole… Sì, è proprio l’erbetta tenera di marzo quella che Remigio sta calpestando! E lassù, in cielo, uno stormo di rondini canta festoso.

«Grazie – dice la formichina –, mi hai salvato la vita». Remigio sorride: ora ha capito. Non è altro che l’amore la formula magica di Fata Primavera.

 

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