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Persona e famiglia > Famiglia

La foresta che cresce

di Valeria Masini

- Fonte: Città Nuova


Mi sono resa conto che a mio fratello, in tutti questi cinque anni che è stato presso una residenza sanitaria assistenziale, non gli è mancato il calore della "famiglia". Davanti alle notizie dei tanti scandali non bisogna solo guardare l'albero che cade, ma valorizzare la foresta che cresce

Ansa rsa

Ho letto un anno fa il caso di quella Rsa nella provincia di Prato, dove i malati sono stati maltrattati. L'Ansa per prima e poi tutti i giornali nazionali e locali per un periodo ne hanno seguito tutte le fasi: pubblicando foto e commenti negativi.

 

Mio fratello in quel periodo era residente in una struttura vicina, si trovava lì da 4 anni, in questa residenza tutto parla dell'attenzione rivolta all'ospite: lo spazio vitale è ampio, larghi corridoi, una grandissima sala soggiorno, una sala da pranzo altrettanto grande, camere dove due carrozzine possono muoversi, spazio fuori per godersi il sole in primavera ed estate ecc. Una bella palestra e la possibilità di allestire un teatrino.

 

Almeno una volta l'anno gli educatori e animatori cercano di metter su degli spettacoli con tutti quelli che hanno anche un minimo di capacità e mio fratello vi ha partecipato sempre con grande gioia. Alla fine tutti sono applauditi e si sentono valorizzati per quello che sono stati capaci di dare: ed è fatto tutto sempre con così grande amore che gli "attori" non si accorgono dell'aiuto che è stato loro dato.

 

Sono presenti anche alcune persone volontarie che vengono a trovare i malati, a far loro compagnia, sono parte integrante della struttura e vengono valorizzate. I volontari sono invitati con i parenti nelle ricorrenza del Natale e della Pasqua dove si cerca insieme agli ospiti di fare qualcosa ogni volta diversa. Questo Natale è stato colorato a pezzi un grandissimo presepe che poi" ritoccato" è stato esposto nella cappellina.

 

Il numero del personale in proporzione ai malati è certamente superiore a quello di altre strutture, e l’infermiere non è mai solo a fare la notte, nonostante che gli ospiti non siano molti.

 

Tutti sono vestiti sempre bene, alle donne non mancano collane e braccialetti: sono trattati con un grandissimo amore e si cerca di venire incontro ad ogni esigenza e sopratutto sono ben sorvegliati.

 

Dato che nella struttura ci sono quasi esclusivamente ospiti del posto, i genitori ed i parenti sono molto presenti e non solo si prendono cura dei loro ma sono sempre attenti a tutti gli altri, in particolare a quelli che i parenti non li hanno più o non possono venire a trovarli.

 

Anche mio fratello, che tutti i giorni aveva qualcuno che lo portava fuori per due ore e quindi non era certo "trascurato", veniva ricolmato di ogni cura ed attenzione.

 

Di questo mi sono resa ancora più conto quando lui è mancato poco tempo fa. La direttrice è venuta ad accompagnarmi alle pompe funebri, molti del personale sono venuti nella camera ardente dove è stato esposto, anche una animatrice in congedo per gravidanza, e in particolare sono venuti i parenti degli altri ospiti e le volontarie.

 

Non era un puro atto dovuto, ma un proseguimento dell'amore che avevano avuto per lui in tutto questo periodo. Ognuno di loro veniva a dire a me e a mia sorella l'aspetto positivo che avevano notato in mio fratello, dandogli un grande rilievo.

 

Mi sono resa conto che a mio fratello, in tutti questi cinque anni che è stato lì, non gli è mancato il calore della "famiglia".

 

 

 

 

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