La Fiera del libro di Madrid

La prestigiosa “Feria del Libro de Madrid”, giunta alla 83esima edizione, si sta svolgendo nella capitale spagnola dal 31 maggio al 16 giugno 2024. Fra i 359 stand che la compongono è presente anche l’Editorial Ciudad Nueva, espressione spagnola di Città Nuova
La regina di Spagna Letizia a uno stand durante l'83a edizione del Book Fair a Madrid, in Spagna, 31 maggio 2024. (Ansa/Chema Moya)

Molti dei visitatori che in questi giorni passeggiano tra gli stand della Fiera del libro di Madrid (31 maggio-16 giugno) non hanno mai sentito parlare di Rafael Giménez Siles (1900-1991). «Fu uno degli editori più influenti durante la Seconda Repubblica, la guerra civile e l’esilio messicano. La sua figura rappresenta l’editore moderno per eccellenza e riassume il percorso di vita di tanti intellettuali dell’Età d’Argento», spiega Ana Martínez Rus, professore di Storia Contemporanea all’Università Complutense di Madrid. E fu lui che concepì quello che col passare del tempo sarebbe diventato «il grande evento letterario spagnolo che, a differenza di altre fiere del libro europee, aveva un carattere aperto e popolare».

Ciò accadde nel 1933, dal 23 al 29 aprile, nell’ambito degli eventi della Settimana Cervantina, su un viale centrale della città, il Paseo de Recoletos, davanti alla Biblioteca Nazionale. La descrizione di quel momento presentata da Ana Martínez è poetica e fortemente evocativa: «Il paesaggio urbano era caratterizzato da stand, manifesti appesi tra gli alberi con aforismi di scrittori famosi che incoraggiavano la lettura, e dal trambusto del pubblico che passeggiava e faceva acquisti. Berretti, cappelli, tonache, uniformi e abiti contrassegnavano partecipanti appartenenti ad ogni estrazione sociale e professionale. Bambini e donne si mescolavano con professionisti in giacca e cravatta, operai in grembiule, soldati e religiosi. La fiera ha messo in contatto l’intera società con il libro che andava incontro al lettore».

A questa prima edizione ne seguirono altre due, per poi interrompersi durante la guerra civile e il dopo guerra fino al 1944, quando gli stand tornarono allo steso posto e l’evento fu ribattezzato Fiera Nazionale del Libro, promossa e organizzata dall’Istituto Nazionale del Libro.

È dal 1967 che la Fiera si svolge nei viali del Parque del Retiro, non lontano dalla prima collocazione, trasferimento dovuto al crescente aumento delle richieste di partecipazione da parte di librai, editori e distributori. E nel 1982 prese il nome di Fiera del Libro di Madrid, e l’organizzazione venne affidata all’Associazione dei Librai di Madrid, in collaborazione con l’Associazione degli Editori di Madrid e l’Associazione dei Distributori Fande. Le cifre dicono quanto sia tuttora valida e attuale la lettura su carta. Secondo i dati dell’organizzazione, l’anno scorso, durante 17 giorni, hanno visitato la Fiera oltre 1,2 milioni di persone e sono stati venduti oltre 600 mila libri per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Sono stati 4.195 gli autori che sono venuti agli stand per autografare i loro libri.

(foto Javier Rubio)

Tra i 359 stand (“casetas” in gergo tecnico) dell’attuale edizione 2024, uno lo occupa la piccola editrice Ciudad Nueva: è il numero 123 (uno, due, tre), che offre al pubblico di passaggio un centinaio di titoli. È uno sforzo economico (uno stand può costare tra i 400 e 4 mila euro, a seconda delle dimensioni e delle condizioni di partecipazione), che la nostra piccola casa editrice può garantire grazie alla collaborazione di tanti sostenitori (25) che volontariamente coprono turni di 2 o 4 ore di presenza allo stand.

(foto di Javier Rubio)

Domenica 9 giugno, ero presente anch’io alla “caseta 123” con l’intenzione di vendere libri, sì, ma soprattutto per essere di aiuto a chi si fermasse davanti ai nostri libri. Alla fine di quel turno, sui fogli in cui venivano registrate le vendite, c’era il numero 243; due giorni dopo siamo arrivati a 301 libri venduti. Secondo il coordinatore dei turni, che deve inviare periodicamente i dati all’organizzazione della Fiera, il fatturato è stato finora di oltre 4 mila euro, e i 4 titoli più richiesti sono stati quelli di narrativa storica, scritti da Mario dal Bello (Los últimos días de los Templarios, Ana Bolena y suo rey, Los Borgia), e un originale saggio narrativo (Judas, amigo mío) del gesuita tedesco Christoph Wrembek dove l’autore racconta il potente messaggio scolpito in una rappresentazione medievale di Gesù Buon Pastore che porta sulle spalle il cadavere di Giuda. La singolare scena è ripresa da un capitello della basilica di Vèzelay, in Borgogna, che sorge sul Cammino che porta a Santiago di Compostela.

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