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Cultura > Arte e Spettacolo

La favola di Italo

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


Poetico e da non perdere il film di Alessia Scarso che ha come protagonista un simpatico cane randagio, realmente vissuto a Scicli, in Sicilia. Interessanti anche Hungry Hearts di Saverio Costanzo e La Teoria del tutto , che propone la storia dell’astrofisico Stephen Hawking 

Film Italo

Italo
Meno male che ogni tanto il cinema regala una favola bella e dolce come questa, tratta da una storia vera in quel di Scicli, nel Ragusano. Italo è un randagio che tutti scartano – dopo che un cane appunto randagio ha azzannato un bambino – e che dovrebbe essere bandito dalla città. Ma l’animale ha un animo nobile: aiuta chi è nel bisogno, scorrazza per le vie antiche, accompagna matrimoni e funerali, si affeziona in particolare a Meno, ragazzino introverso, orfano di madre, che vive col padre sindaco, un rude e scontroso Marco Bocci. L’animale è assai migliore di tante persone, pettegole o curiose o ambiziose del luogo e la sua presenza diffonderà – sembra un sogno – un poco di amore fra la gente, anche fra il padre e il figlio e…, ma il finale non si rivela. Insomma, il classico colpo di coda alle situazioni raggelate lo dà Italo, che è davvero vissuto a Scicli dal 2009 al 2013.

La favola poetica si avvale di un gruppo di attori caratteristi molto efficace, ma sono i ragazzini – in particolare il Meno di Vincenzo Lauretta – a dare al film il tono lieve e pensoso dell’infanzia, con una spontaneità affascinante. La fotografia privilegia i colori della primavera e dell’estate sciclitana, davvero un incanto, come la zona intera. La luce che esala dal racconto favolistico, ma anche metaforicamente gentile, è pervasa di serenità e lascia un messaggio delicato sul valore della famiglia e degli affetti. Come opera prima della regista e montatrice Alessia Scarso è da non perdere per la freschezza che sa d’altri tempi, anche nei consueti clichè isolani.

 

Hungry Hearts
Saverio Costanzo, alla sua quarta fatica, continua ad esplorare i recessi più reconditi, imprevedibili e misteriosi dell’animo umano, anche in un contesto familiare. Ispirato al racconto di Marco Franzoso "Il bambino indaco", racconta l’amore improvviso e tenace fra Jude – ingegnere newyorchese  – e Mina, agente diplomatico presso l’ambasciata italiana. Si conoscono casualmente in un bagno pubblico, si amano e fanno un bambino. Ma a questo punto lei diventa ossessionata dal desiderio di proteggere il piccolo dal mondo esterno e dalle malattie e senza accorgersene lo va uccidendo come si sta uccidendo l’amore fra i due. A metà strada tra l’indagine delle malattie psicologiche, l’ossessione d’amore e il risvolto da  thriller, il film ha un tratto angosciante e claustrofobico – già presente in altri lavori di Costanzo. Corpo e voce sia di Alba Rohrwacher che di Adam Driver – premiati a Venezia 2014 con la Coppa Volpi – danno un percorso chiaroscurato fortemente, nelle immagini e nel ritmo, all’idea del conflitto amore-vita-morte entro l’universo familiare, esteso anche alla madre di Jude, alla quale egli chiede aiuto.

Insomma, la vita familiare come incubo, ossessione, prigione, di cui è vittima l’innocenza dell’infanzia. Metafora di un nostro mondo durissimo verso i piccoli, di una società dove l’amore è distorto, il film – piuttosto cerebrale – è anche ricerca della salute mentale, del recupero dell’amore nel senso più puro e meno contorto del termine. In definitiva un film sulla difficile via della felicità in famiglia, cui resta tuttavia un barlume di trepidante – verso il futuro del bambino – speranza.

 

La Teoria del tutto
L’astrofisico Stephen Hawking è un giovane genio che s’innamora di Jane, la sposa, hanno dei bambini. Ma una malattia neurologica degenerativa lo colpisce al massimo delle sue qualità e gli dà due anni di vita. Stephen non disarma, lotta e lavora.

Il film del documentarista premio Oscar James Marsh si gioca sulla straordinaria performance di Eddie Redmayne, candidato all’Oscar, che dà corpo e anima ad impersonare le trasformazioni fisiche e l’indomita volontà del giovane genio. Così che il racconto piuttosto piano diventa una lotta per la bellezza della vita, dell’amore familiare e per la libertà da ogni condizionamento. Solo per questo sarebbe da non perdere.

 

Ancora al cinema: Asterix e il regno degli dei, animazione piacevolissima e fantasiosa degli eterni eroi del fumetto. E da recuperare l’interessante The Imitation Game –L’enigma di un genio. Su Exodus già se n’è parlato, gran spettacolo, nulla di più.

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