La famiglia parla, il mondo l’ascolta

Quando i valori sono autentici, prima o poi finiscono per essere riconosciuti.
Una famiglia

Il VII Incontro mondiale delle famiglie di Milano si preannunciava fra fragilità e incognite. Prima di tutto una domanda: la famiglia ha titolo per intervenire sui temi cruciali della società? E poi le difficoltà concrete: la crisi economica, che sembrava condizionare la realizzazione dell’evento; l’incalzare di media e istituzioni verso altre forme di unioni; e, non ultime, le vicende dei palazzi romani in ambedue le sponde del Tevere.

Con stupore, anche per gli stessi organizzatori, i milanesi hanno mandato i figli a dormire in oratorio per ospitare famiglie di 51 Paesi del mondo, mentre in 5 mila si sono offerti per coordinare l’accoglienza di 7 mila partecipanti al congresso internazionale, delle 350 mila persone presenti al Parco Nord per la festa col papa (seguita da casa da oltre 3 milioni di telespettatori) e del milione alla messa del giorno dopo. Ma la sorpresa più grande è stato il papa, con parole di fiducia, incoraggiamento e apertura. In un tu a tu con le famiglie del mondo, Benedetto XVI ha dialogato su temi quali la paura del futuro dei giovani, la crisi economica e la responsabilità dei politici, la necessità di un lavoro che sia armonizzato alla cura della famiglia, il posto dei risposati nella Chiesa.

La novità e l’originalità di questo settimo incontro mondiale è che la famiglia è riuscita a trattare un tema che lega civile ed ecclesiale: il lavoro quale elemento indispensabile per fare festa, e la festa che diventa imprescindibile perché il lavoro sia progresso umano. La famiglia che abbiamo incontrato a Milano, con il suo esserci nonostante tutto, con la sua inarrestabile voglia di resistere e di donarsi per amore, ha dimostrato che quando i valori sono autentici, prima o poi finiscono per essere riconosciuti. E restando un valore primordiale, ha affermato la sua estrema attualità per il bene della società.
La famiglia, pur esile nella sua struttura, fragile in tanti suoi rapporti, in questo 2012 attraversato da turbolenze e inquietudini, è quel granello di senape che nel suo disegno originario trova le necessarie risorse per diventare albero le cui fronde possono dare riparo ai drammi umani e alle carenze sociali di oggi.

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