La famiglia di Nazareth, modello per oggi

Maria, Giuseppe e Gesù: insieme sono risposta corale alla volontà di Dio

«Tu, nella tua famiglia, sai comunicare o sei come quei ragazzi a tavola, ognuno con il telefonino, mentre stanno chattando?», ha chiesto papa Francesco all’Angelus in piazza S. Pietro, gremita di giovani, famiglie, bambini. «Dobbiamo riprendere il dialogo in famiglia: padri, genitori, figli, nonni e fratelli devono comunicare tra loro … Questo è un compito da fare oggi, proprio nella giornata della Sacra Famiglia». La famiglia è il luogo delle relazioni, dell’ascolto, del dialogo tra generazioni. Nella condivisione delle diverse esperienze di vita si impara e si cresce, ci si sostiene reciprocamente.

L’esortazione del papa giunge proprio nel giorno in cui si celebra la festa della Santa famiglia, “santa” perché inserita nell’ambito della santità che è dono di Dio e libera adesione al suo progetto. Maria, Giuseppe, Gesù, infatti, hanno aderito pienamente alla volontà del Padre e, insieme, hanno scoperto e realizzato il Suo progetto. «Come non rimanere stupiti, per esempio, dalla docilità di Maria all’azione dello Spirito Santo che le chiede di diventare la madre del Messia?», domanda il papa. Maria, come ogni giovane donna, stava per realizzare il suo progetto di vita, ma quando comprende che Dio la chiama ad una missione particolare, non esita a dichiararsi sua “serva”. Nel corso della vita, poi, quando non riesce a comprendere appieno gli eventi che la coinvolgono, nel silenzio medita, riflette, adora. «Di Lei Gesù esalterà la grandezza non tanto per il suo ruolo di madre, ma per la sua obbedienza a Dio. Gesù disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,28), come Maria».

Giuseppe «è l’uomo del silenzio, l’uomo dell’obbedienza», agisce nel silenzio, compie la volontà di Dio. Il Vangelo riporta la sua obbedienza riferita alla fuga in Egitto e al ritorno nella terra d’Israele; guidato dall’Angelo, salva la sua famiglia dalle minacce di Erode. Proprio in questi giorni in cui la cronaca mondiale riporta notizie di attentati, violenze e soprusi, papa Francesco attraverso l’esempio della famiglia di Nazareth ricorda la vicinanza di Dio nelle vicende umane: «La Santa Famiglia solidarizza così con tutte le famiglie del mondo obbligate all’esilio, solidarizza con tutti coloro che sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa della repressione, della violenza, della guerra».

Al centro della Santa famiglia c’è Gesù. «Egli è la volontà del Padre: in Lui, dice San Paolo, non c’è stato “sì” e “no”, ma soltanto “sì” (cfr 2Cor 1,19). E ciò si è manifestato in tanti momenti della sua vita terrena»: al tempio quando, ai genitori che lo cercavano, risponde: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?»; il suo ripetere «Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato»; la preghiera nell’orto degli ulivi. «Tutti questi eventi – dice il papa – sono la perfetta realizzazione delle stesse parole del Cristo che dice: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta […]. Allora ho detto: “Ecco, io vengo […] per fare, o Dio, la tua volontà”».

Maria, Giuseppe e Gesù: insieme sono risposta corale alla volontà di Dio, profezia di carità e di fraternità, richiamo ad una vita di famiglia animata dall’amore e dalla fiducia in Dio. «La Santa Famiglia – conclude papa Francesco – possa essere modello delle nostre famiglie, affinché genitori e figli si sostengano a vicenda nell’adesione al Vangelo, fondamento della santità della famiglia».

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