La famiglia di Dio

«Ho letto che “le tradizioni religiose non possono essere ricondotte a un minimo comun denominatore, ma la voce di Dio parla a ogni creatura in un linguaggio che ciascuno può capire in modo personale e unico”. Allora, tutte le religioni sono uguali? Ha senso andare a parlare del cristianesimo a un non cristiano?». R. N.
Monastero buddista

«Ho letto che “le tradizioni religiose non possono essere ricondotte a un minimo comun denominatore, ma la voce di Dio parla a ogni creatura in un linguaggio che ciascuno può capire in modo personale e unico”. Allora, tutte le religioni sono uguali? Ha senso andare a parlare del cristianesimo a un non cristiano?».

R. N.

 

Lo scritto pone l’accento sul modo con cui oggi il Padre di tutti raggiunge il cuore di ogni uomo. Non si pongono rilievi sull’omologabilità delle religioni, come se una valesse come l’altra. Non è un discorso di tipo teologico, ma di carattere personale: necessario, per evitare che la pretesa superiorità di una fede sull’altra porti a conflitti personali o sociali, come sta avvenendo in tante parti del mondo.

Il discorso non vanifica la specificità di ogni religione. La fede cristiana mantiene tutta la sua unicità: così come l’ha assunta rispetto alla tradizione ebraica, che pure era un modo con cui Dio si è rivelato. Quel Dio che si era manifestato “in modo ricco e diverso” nella prima alleanza, si è manifestato in modo più pieno in Gesù, Verbo incarnato.

 

In questa luce acquista senso nuovo anche l’evangelizzare. Noi non possiamo non portare la “buona notizia” del Cristo morto e risorto a tutte le genti: è attraverso di lui che il Padre ha parlato in modo “definitivo” all’umanità. Questo non significa necessariamente che avvenga in modo quasi magico la conversione al cristianesimo: da parte nostra, si tratta anzitutto di scoprire il linguaggio con cui il Padre si rivolge a ciascuno e metterci in dialogo con lui nei nostri fratelli e sorelle. Sarà il Padre stesso a condurre questo dialogo dove lui vuole finalizzarlo.

 

Mi immagino un mondo in cui i cristiani siano veramente “anima” del mondo, facendo emergere tutti quei semi del Verbo che, messi in luce, possono condurre l’umanità a riscoprirsi la famiglia dei figli di Dio. 

tongan@alice.it

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