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Ambiente > ambiente

La Danimarca dice addio al carbone

di Lorenzo Russo

Il governo di Copenaghen punta sull’energia elettrica da fonti rinnovabili al 100%

 

Un mega progetto che farà storia nel Paese del nord Europa: sembra impossibile e invece è pura realtà. La Danimarca sta puntando ad azzerare entro il 2025 l’utilizzo del carbone, inquinante fonte per la produzione di energia. Il governo aveva promesso che entro il 2030 si sarebbe reso indipendente dal carbone, ed entro il 2050 diventare rinnovabile al 100%. Insomma, un primo passo è stato fatto. Ad annunciarlo è stato nei giorni scorsi il ministro dell’energia Rasmus Petersen che ha già avviato uno studio di fattibilità per capire cosa si può fare per eliminare gradualmente l’uso del carbone.

Attualmente il 20% della richiesta energetica della Danimarca proviene dal carbone, il 40% dal petrolio e dal gas, mentre il 30% proviene dall’energia eolica. Quest’ultima fonte dovrebbe salire al 50% già entro il 2020.

E intanto la Dong Energy, colosso danese per la produzione di energia elettrica (il 50,1 delle azioni è dello Stato), ha deciso di bandire per sempre il carbone delle sue centrali. Ci vorranno sei anni per la riconversione graduale degli impianti, che entro il 2023 saranno alimentati da biomasse. Un processo costante, perché Dong Energy dal 2006 a oggi ha già ridotto il consumo di carbone del 73 per cento.
«Il futuro appartiene alle fonti energetiche rinnovabili – ha detto l’amministratore delegato, Henrik Poulsen – e la decisione è in linea con la nostra visione per aprire la strada alla trasformazione di un sistema energetico sostenibile e creare una società leader in energia verde». Non possiamo non notare che l’azienda è al primo posto nel mondo nella produzione di energia da parchi eolici offshore. Ad agosto scorso si è aggiudicata la gara per la costruzione del più grande parco eolico del mondo al largo della costa dello Yorkshire, nel Regno Unito.

In Danimarca tra il 2006 e il 2016 le emissioni totali annue di gas serra sono state ridotte di circa 25 milioni di tonnellate di CO2. Ricordiamo che il Paese scandinavo brucia rifiuti per produrre elettricità e teleriscaldare le case. Entro il 2050 punta a soddisfare il cento per cento del suo fabbisogno energetico con la lotta agli sprechi e l’uso totale delle fonti rinnovabili.

Riproduzione riservata ©

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