La cultura del dare

L'individualismo che contraddistingue la modernità frutta un tipo di società chiusa, indifferente e inconsapevole dei bisogni e delle attese degli altri. Tale società è segnata dalla cultura dell'avere, dell'accumulare, dell'accaparrare, del consumare e dello sprecare. La cultura dell'avere partorisce una concezione antropologica monca, rivestita di non-valori, di sentimenti negativi. La società che ne deriva è quella "complessa" che mercifica tutta l'esistenza, incapace di instaurare rapporti interpersonali profondi. La risposta a tale cultura non può essere che la cultura del dare, una cultura che esprime la verità sull'uomo, come "homo donator", la cui vera identità consiste nell'essere dono in tutte le espressioni del suo vivere. L'articolo percorre le tracce della "cultura del dare" nel mistero stesso di Dio che si dona, nel suo disegno salvifico e nel messaggio evangelico. Si delineano così lo "stile" del dare e i suoi contenuti. L'articolo prosegue attingendo al pensiero dei Padri della Chiesa e, infine, viene messo in rilievo il contributo che il carisma dell'unità porta nella comprensione e nella metodologia del dare: «Guarda dunque ad ogni fratello donandoti a lui per donarti a Gesù e Gesù si donerà a te. È legge d'amore "date e vi sarà dato", ché chi ama trabocca e tutto dona, sazio solo d'amare». La cultura del dare è poi vista come il fondamento antropologico del progetto «Economia di comunione» che chiama le imprese a vivere la cultura del dare al loro interno e poi con gli indigenti con cui condividono gli utili.

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